di Carmelo Prestisimone
huffingtonpost.it, 14 novembre 2023
Con lui altri 3 ex giocatori come Donato Avenia, Federica Zudetich e Francesca Zara: “La palla a spicchi come strumento di inclusione”. Basket e carceri, la connessione è stata sempre solidissima. Dietro le sbarre sono finiti fior di giocatori, anche professionisti, in difficoltà. La palla a spicchi come mezzo d’inclusione anche al di là del muro. Una sorta di strumento di rodaggio utile per il reinserimento in società. Un’idea più vicina al tipo di cultura americana ma efficace anche nel vecchio continente.
di Elio Cappuccio
Il Domani, 14 novembre 2023
Il saggio “Uomini contro. La lunga marcia dell’antifemminismo italiano” di Mirella Sarri ricostruisce come l’emancipazione femminile nel nostro paese abbia trovato oppositori anche nella classe politica progressista e di sinistra. La sinistra è stata del tutto estranea alle politiche misogine che in forme diverse e inquietanti hanno segnato la politica dei partiti di destra? In Uomini contro. La lunga marcia dell’antifemminismo italiano, Longanesi, 2023, Mirella Serri puntualizza come tanto tra i progressisti quanto tra i conservatori l’emancipazione femminile abbia incontrato strenui oppositori, che hanno manifestato il loro risentimento attingendo talora alle espressioni più grezze della misoginia.
di Flavia Martinelli e Costanzo Ranci
Il Domani, 14 novembre 2023
L’aspettativa di vita si sta alzando e le nostre città si riempiono di una generazione di dimenticati. Vogliono solo passare gli ultimi anni a casa, accontentandosi di una dimensione urbanistica ridotta. Le città italiane ospitano una popolazione in costante crescita, la cui espansione resta tuttavia in gran parte sottotraccia: quella degli anziani fragili e soli. È su questo gruppo di persone poco visibili - se non del tutto invisibili - sul piano delle politiche sociali e urbane che concentriamo l’attenzione in questo contributo.
di Enzo Risso
Il Domani, 14 novembre 2023
I principali pericoli che le persone, le aziende e gli esperti avvertono come incombenti sono: il cambiamento climatico, gli attacchi cyber, l’instabilità geopolitica, i rischi legati all’intelligenza artificiale e ai big data, nonché i rischi collegati al tema dell’energia e alle tensioni sociali. Nella società globale in cui siamo immersi i rischi si stanno ampliando e divengono sempre più complessi e con tratti di non facile soluzione. Sale globalmente la preoccupazione per le tensioni sociali, mentre si affacciano nella top ten i rischi legati all’intelligenza artificiale.
di Alessandro Ronchi*
Il Sole 24 Ore, 14 novembre 2023
La maxi-causa promossa da 33 Stati USA contro Instagram pone il focus sulle modalità di trattamento delle informazioni personali dei minori da parte dei social, in particolare, sull’assenza di sufficienti garanzie circa i consensi prestati dai genitori o, ancora, sull’adeguata verifica dell’identità degli utenti che prestano tali consensi. La recente notizia dell’avvio della maxi-causa promossa da 33 Stati USA contro Instagram, porta nuovamente alla ribalta l’annosa e mai sopita querelle relativa alla protezione dei dati personali dei minori sui social network.
di Luca Marola* e Mattia Santori**
Il Dubbio, 14 novembre 2023
La guerra alla droga del governo Meloni è puramente ideologica, ma non è con le retate spot che si risolve il problema. Venerdì scorso, insieme a Jasmine Cristallo della Direzione Nazionale del PD, siamo stati nella piazza principale di Caivano per sensibilizzare istituzioni e cittadini sull’importanza di mettere al centro delle politiche antidroga in Italia il tema della regolamentazione della Cannabis come strumento di contrasto alla criminalità organizzata. Pensiamo che non sia con le retate spot che si risolve il problema endemico della criminalità organizzata. Le mafie vanno colpite al cuore, sottraendo i proventi del traffico di stupefacenti.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 14 novembre 2023
C’è anche la “detenzione automatica” censurata dai giudici di Catania. “Il memorandum d’intesa tra Italia e Albania sullo sbarco e il trattamento delle domande di asilo, concluso la scorsa settimana, solleva diverse preoccupazioni in materia di diritti umani e si aggiunge a una preoccupante tendenza europea verso l’esternalizzazione delle responsabilità in materia di asilo”. Lo ha dichiarato Dunja Mijatovic, commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, l’organizzazione internazionale che promuove democrazia e diritti umani nei Paesi d’Europa con sede a Strasburgo e 46 Stati membri, da non confondere con istituzioni comunitarie come Consiglio Ue e Consiglio Europeo. Tra i profili di rischio individuati da Mijatovic anche l’automatismo del trattenimento, già censurato nei decreti dei giudici di Catania che hanno liberato i tunisini dal centro di Pozzallo.
di Giorgio Beretta
Il Manifesto, 14 novembre 2023
Voglio essere chiaro. Continuare a fornire armamenti a Israele da parte degli Stati Uniti e dei Paesi dell’Unione europea costituisce un esplicito sostegno all’indiscriminata e criminale operazione militare “Spade di ferro” condotta dalle forze armate israeliane nella Striscia di Gaza. Come evidenziano diverse associazioni per i diritti umani, a fronte delle gravi violazioni del diritto internazionale e delle leggi di guerra, continuare ad inviare materiali militari a Israele rischia di rendere i Paesi fornitori complici di questi abusi contribuendone consapevolmente e in modo significativo. Questo è inaccettabile per i Paesi dell’Unione sia ai sensi delle normative nazionali, degli impegni assunti in sede comunitaria in materia di controllo delle esportazioni di armamenti, sia soprattutto delle norme del “Trattato internazionale sul commercio di armi” che è stato ratificato dai principali Paesi dell’Unione nell’aprile del 2014 ed è entrato in vigore il 24 dicembre dello stesso anno. Le istituzioni europee hanno pertanto il dovere non solo di richiamare lo Stato di Israele al rispetto delle Convenzioni internazionali, ma di sospendere, se non revocare, le forniture di armamenti e sistemi militari.
di Fabio Marcelli*
Il Fatto Quotidiano, 14 novembre 2023
Il momento più toccante della mia missione in Turchia, che sta per concludersi, è certamente stato la visita alla tomba di Ebru Timtik, avvocata turca morta a seguito dello sciopero della fame di protesta che aveva intrapreso contro la sua ingiusta detenzione e a difesa del principio del giusto processo. Sulla sua tomba è scritto: “Gli eroi non muoiono, il popolo non sarà sconfitto”. In una trentina di avvocati provenienti da vari Paesi europei abbiamo reso omaggio a Ebru, considerandola un simbolo imperituro della lotta per la giustizia e i diritti degli oppressi. Molti altri avvocati turchi e kurdi sono stati colpiti dalla repressione del regime, e molti tra di loro, che abbiamo visitato nelle carceri di massima sicurezza in cui sono rinchiusi hanno subito pesanti condanne per pene detentive fino a ventidue anni di carcere per aver svolto la loro funzione, fondamentale per ogni Stato di diritto, senza riguardi per ogni tipo di potere e senza paura. Continuano a lamentare l’isolamento che viene loro imposto e qualche maltrattamento, ma sono stato lieto di constatare come le loro condizioni di salute e di spirito sono buone e sono convinto che essi costituiscano un’importante risorsa per la Turchia del futuro.
La Repubblica, 14 novembre 2023
Human Rights Watch: “Sono urgenti riforme rispetto i diritti in un Paese troppo dipendente dalle reclusioni, senza opzioni alternative”. Molte donne imprigionate in Giappone subiscono gravi violazioni dei diritti umani e maltrattamenti, ha affermato Human Rights Watch in un rapporto pubblicato oggi. Il governo giapponese dovrebbe adottare urgentemente riforme per migliorare le condizioni carcerarie, depenalizzare il semplice possesso e l’uso di droghe e fornire alternative alla reclusione.











