di Nadia Ferrigo
La Stampa, 13 novembre 2023
Il Mig lancia il primo Osservatorio italiano della Gentilezza: “Trattare bene il prossimo non è un plus relazionale, ma un diritto. E fa bene al Pil”. Quello che ruba il posto in fila alla cassa, un vicino di casa che non ricambia il saluto o l’automobilista che si incolla al clacson per conquistare una manciata di secondi. Per rovesciare l’umore bastano uno sgarbo o un’attenzione mancata, come a volte è semplice ritrovare un soffio di fiducia nel prossimo se ci cede il passo o sfodera un sorridente “buongiorno”. Peccato che ricordiamo molto bene gli sgarbi subiti, ma poco e nulla le gentilezze mancate. È sempre più facile immedesimarsi nelle vittime che nei carnefici, così troppo poco spesso pensiamo che sfoderare un sorriso e un saluto convinto sia un dovere di tutti noi. Almeno, di tutti quelli che vogliono vivere in un mondo più giusto. Così la pensa e la spiega il Movimento italiano per la gentilezza, associazione no profit fondata nel 2001 su quattro linee guida - Sanità, Giustizia, Urbanità Sostenibile ed Uguaglianza Globale - e collegato al World Kindness Movement di Tokyo, movimento riconosciuto dalle Nazioni Unite e che ha ispirato la Giornata Mondiale della Gentilezza, che nel 2023 cade il 13 novembre.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 13 novembre 2023
La regista romana Sibilla Barbieri ha scelto di andare in Svizzera dopo il rifiuto dell’Asl e come lei sono in tanti a subire lo stesso destino. Non tutti i malati terminali sono uguali. Molto dipende dalle condizioni che li tengono in vita, ma anche dalla Regione in cui si trovano e dai mezzi di cui dispongono per scegliere come morire. Sibilla Barbieri li aveva, quei mezzi: diecimila euro per raggiungere la Svizzera e autosomministrarsi il farmaco letale in una clinica. Anche se avrebbe preferito morire a casa sua, in Italia. Ciò che la rendeva uguale a tutti gli altri malati è il diritto a stabilire quando la sofferenza vissuta sia ormai intollerabile. Per Sibilla lo era.
di Filomena Gallo*
Il Dubbio, 13 novembre 2023
Ognuno è diverso ed è per questo che è giusto garantirci la possibilità di decidere se curarci, come e fino a quando. Ogni volta che qualcuno mi chiede perché sono a favore dell’eutanasia e del suicidio assistito, spiego che non sono a favore dell’eutanasia e del suicidio assistito ma della libertà e della possibilità di scegliere. Quasi ogni volta aggiungo che questa libertà e che questa possibilità di scegliere sono garantite dalla Costituzione italiana, principalmente dagli articoli 2, 3, 13 e 32 - ma dall’intera carta costituzionale che ruota intorno ai diritti fondamentali della persona.
di Francesco Mario Agnoli*
Il Dubbio, 13 novembre 2023
A distanza di pochi giorni è morta per “eutanasia” l’attrice e regista italiana Sibilla Barbieri, in Svizzera, e, in Inghilterra, la piccola (8 mesi) Indi Gregory rischia la stessa sorte. Identico il risultato finale, ma diverso il percorso. Indi sarebbe l’ultima di una serie non breve di bambini (i casi più noti in Italia sono quelli di Cherlie Gard e Alfie Evans), che, su impulso dei medici del servizio sanitario pubblico e per decisione dei giudici (la cosiddetta Alta Corte) vengono soppressi nel loro “best interest”, nonostante l’opposizione dei genitori, che dovrebbero averne la rappresentanza legale. Come già era accaduto per Alfie, il governo italiano ha tentato di salvare Indi concedendole la cittadinanza italiana e offrendole ricovero in un nostro ospedale. Interventi a priori inadeguati, dopo il caso Alfie, a salvarle la vita, ma comunque non inutili, perché segnale di una implicita, ma ugualmente chiara, presa di distanza dal sistema inglese.
di Chiara Lalli
Il Dubbio, 13 novembre 2023
Aveva la sclerosi multipla da alcuni anni e non voleva più vivere in quel modo. è dovuto andare in svizzera perché non aveva un trattamento di sostegno vitale, uno dei quattro requisiti previsti della consulta. ora il Gip dirà se accompagnarlo è stato un reato. Il prossimo 23 novembre ci sarà una udienza in Camera di consiglio riguardo al mio procedimento penale per il reato 580 del codice penale, istigazione o aiuto al suicidio, commesso lo scorso 8 dicembre. Quasi un anno fa ho accompagnato Massimiliano in Svizzera. Massimiliano aveva la sclerosi multipla da alcuni anni e non voleva più vivere in quel modo, quasi immobile e dipendente dagli altri per qualsiasi cosa, anche per aprire una porta o per bere un bicchiere d’acqua; la mattina di quell’8 dicembre ha bevuto un farmaco che lo ha fatto addormentare e poi morire. Il 9 dicembre mi sono denunciata alla stazione dei carabinieri di Santa Maria Novella a Firenze. La decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze risponde alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero di qualche giorno prima e ha lo scopo di “verificare la sussistenza dei presupposti della richiesta”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 13 novembre 2023
“La sentenza Cappato non rappresenta un passo avanti significativo. Pone, invece, una serie di condizioni articolate in modo da rendere di fatto impossibile, o quasi, ottenere il “permesso di morire” nel nostro Paese. E ci sarà da lavorare per superarle o adattarle”. Francesco Crisafulli, magistrato della Sezione XVIII del Tribunale di Roma (già Agente del governo davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo) parte dall’orientamento della Consulta per analizzare i delicati temi legati al fine vita e ai diritti che ne conseguono.
ferraratoday.it, 13 novembre 2023
L’eventualità della costruzione di un Centro di permanenza per i rimpatri nella città estense continua a suscitare discussioni. Sulla questione, l’arcivescovo di Ferrara e Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes della Cei Gian Carlo Perego ha evidenziato che “i Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) sono luoghi di trattenimento del cittadino straniero in attesa di esecuzione del provvedimento di espulsione. Quando non è possibile eseguire con immediatezza l’espulsione mediante accompagnamento alla frontiera o respingimento - a causa di situazioni transitorie che ostacolano la preparazione del rimpatrio o l’effettuazione dell’allontanamento - il questore dispone che lo straniero sia trattenuto per il tempo strettamente necessario presso il centro di permanenza per i rimpatri più vicino”.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 13 novembre 2023
Rappresenta il punto più estremo dell’esternalizzazione delle frontiere e del diritto di asilo. Le tutele per le persone bisognose di protezione, invece che garantite, vengono ridotte al minimo. Il Protocollo stipulato tra Italia ed Albania “per il rafforzamento della cooperazione in materia migratoria” è il punto finora più estremo (ma, come si vedrà, anche incoerente) a cui l’Italia è giunta nel processo di esternalizzazione delle frontiere e del diritto di asilo.
di Lucia Annunziata
La Stampa, 13 novembre 2023
Al summit di Riad l’Iran ha chiesto l’embargo del petrolio contro Israele ma l’Arabia Saudita ha detto no, l’opposto di quello che aveva fatto nel ‘73. I Paesi arabi abbandonano ancora una volta i loro “fratelli”. È a San Francisco che potrebbe saldarsi un terzo asse diplomatico intorno alla guerra fra Israele e Hamas. Nella città californiana si incontrano fra due giorni, mercoledì, il presidente americano Joe Biden e il Presidente Cinese Xi Jinping. Appuntamento molto atteso, nel mezzo di due guerre e nel pieno sviluppo di un cambiamento economico che sta riscrivendo i poteri mondiali.
di Antonio Coniglio
L’Unità, 12 novembre 2023
Ogni anno nelle carceri italiane ci sono decine e decine di suicidi. Fanno più morti del boia negli Stati Uniti. Si è superato un mezzo mortifero per crearne un altro tragicamente esiziale: insieme lazzaretto, manicomio, patibolo. Nel 1784, Immanuel Kant chiosò che “l’illuminismo è l’uscita dell’uomo da uno stato di minorità che egli deve imputare a se stesso”. Qualche anno dopo, egli stesso ammonì ne La critica della ragion pratica: “Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo”.
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