di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 novembre 2023
Il pacchetto approvato dal governo tenta di rimediare con la solita stretta alle inefficienze della prevenzione. Il diritto penale usato per sopperire alle inefficienze della prevenzione: è questo il senso del ddl sicurezza varato due giorni fa in Consiglio dei ministri e che ora dovrà passare per il vaglio del Parlamento. Il filo rosso che lega i provvedimenti è quello dell’inasprimento delle pene e dell’introduzione di nuovi reati. Una vera epifania di panpenalismo al servizio delle forze dell’ordine. Ma non c’è da meravigliarsi, considerato lo spirito affatto garantista delle principali forze di maggioranza. Il tutto, come ha detto l’ex ministro Orlando, porta a chiedersi: “Sarei curioso di conoscere gli interventi del ministro Nordio in CdM, ogni volta che in quel consesso si introduce un nuovo reato e si aumentano le pene edittali, facendo esattamente il contrario di quello che lui ha annunciato e sostenuto (sempre meno)”.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 18 novembre 2023
Sindacati, magistrati, avvocati bocciano le nuove norme: “Il risultato sarà solo un ulteriore affollamento delle carceri”. Allarme per il rischio di proliferazione delle armi in circolazione. Si potrà finire in manette per un blocco stradale, e così potranno arrestare i ragazzi di Ultima generazione ma anche i lavoratori in corteo che protestano per la chiusura di una fabbrica. Metteranno sul mercato potenzialmente 300mila nuove armi, visto che tutti gli agenti di polizia giudiziaria potranno comprarne, senza porto d’armi, una nuova. Finiranno in galera le donne incinta e i bambini da 0 a 3 anni: sono un centinaio all’anno, non di più, ma i titoli in 24 ore sono stati già più del doppio. Si punirà chi “protesta pacificamente” nelle carceri e si metterà fine alle occupazioni abusive. Quasi tutte, però: per come è scritta la norma Casa Pound potrà stare tranquilla. Il nuovo ddl sicurezza, per come è uscito venerdì dal consiglio dei ministri, è un’ “accozzaglia ideologica per ridurre lo spazio di dialettica democratica”. “Un compendio da stato delle Filippine”, “un complesso di misure inutili, di propaganda, che producono carcere ma non sicurezza”, “perché aumentare i reati non è mai servito ad averne meno sulla strada”. E che anzi, visto l’aumento esponenziale di armi che saranno in circolazione, “rischia di produrre ulteriore violenza” dicono - giusto per citare alcune delle reazioni che Repubblica ha raccolto pubblicamente e privatamente - magistrati, avvocati, sindacalisti ed esperti dei singoli dossier.
di Liana Milella
La Repubblica, 18 novembre 2023
Meloni dice di essere “orgogliosa di questo importante pacchetto sicurezza”. Lei Armando Spataro che ne dice? “Certe forme di orgoglio sono per me incomprensibili. Le scelte del “pacchetto” appaiono in buona parte classificabili, ancora una volta, come forme di populismo penale. Si creano nuovi reati e il panpenalismo cresce, nonostante si affermi di voler semplificare il sistema-giustizia. Si inaspriscono le pene per reati già esistenti e ci si accredita come i custodi della tolleranza zero. E si inserisce il termine sicurezza nel titolo del provvedimento, com’è avvenuto innumerevoli volte negli ultimi quindici anni, in modo da poter dire alla gente ‘pensiamo noi alla vostra tranquillità’”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 18 novembre 2023
Magistratura e politica a confronto nella tavola rotonda dedicata alla giustizia penale e all’ordinamento giudiziario, durante il XXVII congresso dell’Aiga. Nell’incontro, moderato da Errico Novi, vicedirettore del Dubbio, sono intervenuti a Bari Filippo Donati (professore di diritto Costituzionale nell’Università di Firenze), Stefano Latorre (segretario generale Unicost), Giuseppe Santalucia (presidente Associazione nazionale magistrati) e Carolina Varchi (Commissione Giustizia della Camera, deputata di Fratelli d’Italia).
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 18 novembre 2023
Non siamo ingenui. Nessuno pensa che gli equilibri fra i diversi partiti di maggioranza o l’insorgere di diverse esigenze e priorità non possano mutare i programmi di un governo. O che la dialettica politica propria di un’azione di governo non possa essere condizionata dalla ricerca dei pur necessari equilibri fra i poteri dello Stato. Ma se in passato eravamo abituati ai colloqui fra rappresentanti dell’Associazione Nazionale Magistrati e i Ministri o all’”influenza” esercitata dai magistrati fuori ruolo all’interno del Ministero della Giustizia, in questo caso il confronto si è svolto direttamente fra i più alti rappresentanti del Governo e la Procura Nazionale Antimafia, che costituisce una superprocura sotto tutti i profili, nella normativa che la istituisce, nei fatti con i quali opera e nell’immaginario collettivo. Si tratta del più potente dispositivo giudiziario, articolato in ventisei Procure Distrettuali, sul quale si fonda la stessa capacità investigativa e repressiva dello Stato. Risulta piuttosto evidente come a tale potere giudiziario corrisponda un altrettanto ampio potere politico, esemplificato non solo dalle molteplici transizioni dei Procuratori Nazionali Antimafia all’interno dei singoli partiti e del Parlamento, ma rappresentato in particolare dalla attenzione che i desiderata di tale Ufficio ricevono oramai da parte del Governo.
di Irene Carmina
La Repubblica, 18 novembre 2023
Giovanni è affetto da una grave neuropatologia. Il Garante dei detenuti: “La sua carcerazione è già stata dichiarata dal direttore sanitario incompatibile con le sue condizioni di salute”. Ha già tentato di togliersi la vita quattro volte e il suicidio assistito gli sembra, ora, l’unica possibilità. Per non rimanere inchiodato al letto della cella dell’Ucciardone dove è stato trasferito dal carcere di Rebibbia ad agosto. Quando non è a letto, se ne sta sulla sedia a rotelle: una grave neuropatologia ai nervi delle vertebre gli impedisce di camminare. Ha un occhio bendato, a stento ci vede. Non va mai in cortile a guardare il cielo, lo fa stare male, gli attacchi di claustrofobia lo assalgono ogni volta. Preferisce stare sdraiato e chiudere gli occhi, forse per sognare una vita diversa. Da quando è stato trasferito nel carcere di Palermo, non si è mai fatto la doccia. Si lava come può usando una bacinella, gli altri detenuti gli danno una mano. Nel bagno adiacente alla sua cella non ci sono le maniglie a cui aggrapparsi. Non c’entra neppure la carrozzina. Neanche la cella di 12 metri quadrati, che condivide con altri due detenuti, è idonea per i disabili. Una adatta a lui ci sarebbe all’Ucciardone. Ma è già occupata da altri due disabili in sedia a rotelle.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 novembre 2023
Nel corso della terza udienza preliminare svoltasi il 16 novembre presso il tribunale di Viterbo, la procura generale di Roma ha formulato richieste di condanna nei confronti di tre imputati legati alla tragica morte del detenuto egiziano Hassan Sharaf nel luglio del 2018. L’ex direttore del carcere, Pierpaolo D’Andria, è stato accusato di omicidio colposo e omissione di atti di ufficio, mentre il comandante della polizia penitenziaria Daniele Bologna e l’agente Luca Floris affrontano l’accusa di omissione di atti d’ufficio per il mancato trasferimento di Sharaf in un carcere minorile.
di Micol De Pas
linkiesta.it, 18 novembre 2023
Uno sguardo sulla situazione di alcune carceri grazie a un’installazione immersiva che simula la degenza dietro le sbarre. In quei luoghi senza spazio, senza privacy e spesso senza umanità, il tempo scorre lentissimo. Quartiere Bicocca, Milano. Un edificio molto recente - come tutti qui - bianco, che corre pulito e ordinato lungo i marciapiedi di viale dell’Innovazione. Si entra qui, al BiM, uno spazio innovativo in cerca di una riqualificazione del quartiere che a trent’anni dalla sua creazione si riorganizza per rispondere alle nuove esigenze di chi lo vive e lo abita. Ma questa è un’altra storia. O quasi, perché BiM è un luogo ibrido che ospita anche l’arte e la cultura. Questa volta l’appuntamento è con “Extrema Ratio”, un’installazione di Caritas Ambrosiana curata da C41, nell’ambito degli incontri messi a punto dal Polo universitario penitenziario di Milano Bicocca per raccontare i suoi dieci anni di attività (dal 16 di ottobre fino al 19 novembre).
di Francesco Dal Mas
La Nuova Venezia, 18 novembre 2023
“Ecco cos’è la giustizia riparativa”. Incontro a Vittorio Veneto promosso dalla Caritas prima con 200 studenti, poi con la cittadinanza: “Persona al centro, al di là degli errori commessi”. Metti un ex brigatista, la figlia di Aldo Moro, ucciso dalle Br, e un ex detenuto a spiegare agli studenti, e poi al pubblico, temi valoriali quali la dignità della persona, l’importanza della relazione, la gratuità e l’empatia, la libertà dai fantasmi. È accaduto giovedì mattina in seminario a Vittorio Veneto.
anteprima24.it, 18 novembre 2023
Consegnati gli attestati di qualificazione professionale per il corso ‘Ponteggi’ a 24 detenuti del carcere di Poggioreale. La cerimonia di consegna si è tenuta questa mattina alla presenza della direzione dell’istituto penitenziario, di Massimo Sannino vice presidente del Cfs Napoli e Mattia D’Acunto direttore Cfs Napoli, Rita Lucido e Alfredo Foglia rispettivamente coordinatori delle aree formazione e sicurezza del Cfs Napoli.
- Roma. A Regina Coeli detenuti di religioni diverse pregano per la pace
- Pavia. Colletta alimentare: anche i detenuti tra i volontari per la raccolta
- Palmi (Rc). Teologia e carceri, il convegno “Chiesa e carcere in dialogo”
- Genova. “Dirimpetto”: studenti e detenuti si incontrano
- Dimenticare la povertà











