di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 20 novembre 2023
La guerra in Medio Oriente sta avendo dirette ripercussioni anche in Europa. I fenomeni di antisemitismo sono la preoccupante spia di una società che si è incattivita ulteriormente con il confitto nella Striscia di Gaza. Proprio dall’antisemitismo parte la filosofa Donatella Di Cesare per riflettere su quanto avviene a poca distanza da noi.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 20 novembre 2023
L’85enne liberata da Hamas che stringe la mano al suo carceriere è tra gli attivisti che ancora sperano in una società condivisa. Le immagini della guerra che ogni giorno entrano nei nostri salotti ci sconvolgono e ci indignano. Qualche volta ci lasciano indifferenti, assuefatti di fronte all’ennesimo orrore che scorre via rapido tra i titoli del tg. Ma quasi mai succede che un’immagine ci restituisca fiducia e speranza, come invece è successo quando abbiamo visto un’anziana signora afferrare la mano del suo carceriere. La foto ha fatto rapidamente il giro del mondo: ritrae Yocheved Lifshitz, 85 anni, uno dei due ostaggi di Hamas che ha lasciato la Striscia di Gaza nella notte del 24 ottobre.
di Maurizio Delli Santi
Il Domani, 20 novembre 2023
La popolazione di Gaza è soggiogata da un movimento oscurantista che rivendica una storia di violenza. Le comunità occidentali devono convincere i palestinesi a liberarsi del tutto da questa ideologia. Le uccisioni disumane con la cattura degli ostaggi di Hamas come anche la catastrofe umanitaria che si sta riversando su Gaza per la reazione israeliana vanno lette entrambe senza giustificazionismi e imputando a ciascuno le diverse responsabilità.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 19 novembre 2023
Con il nuovo delitto di rivolta nasce il reato di lesa maestà carceraria. Il governo, a volto e carte scoperte, ha deciso di stravolgere il modello penitenziario repubblicano e costituzionale, ricollegandosi al regolamento fascista del 1931. Il crimine di rivolta carceraria, così come delineato all’interno del pacchetto sicurezza, sarà un’arma sempre carica di minaccia contro tutta la popolazione detenuta. Qualora dovesse essere approvato così come è stato scritto, cambierà la natura del carcere in modo drammatico e autoritario. Il nuovo articolo 415-bis del codice penale punisce fino a otto anni di carcere: “Chiunque, all’interno di un istituto penitenziario, mediante atti di violenza o minaccia, di resistenza anche passiva all’esecuzione degli ordini impartiti ovvero mediante tentativi di evasione, commessi da tre o più persone riunite, promuove, organizza, dirige una rivolta”.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 19 novembre 2023
Il sottosegretario ha dichiarato che l’affidamento ai servizi sociali è “bello filosoficamente” ma inefficace. Ma è così? I dati di via Arenula dimostrano il contrario: le revoche sono pochissime e torna a delinquere solo un detenuto su 5. I dati sulla “messa alla prova” sono ancora migliori. L’affidamento in prova ai servizi sociali dei detenuti? Per Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri, “è il nulla”. Perché, dice il politico di FdI - per anni avvocato - “fa acqua da tutti le parti”.
di Liana Milella
La Repubblica, 19 novembre 2023
Il pacchetto sicurezza prevede anche nuove norme per la maternità in carcere. Negli Istituti a custodia attenuata potranno essere recluse condannate in gravidanza o con figli molto piccoli. Giusto in Campidoglio, ed era mercoledì 15, Carlo Nordio aveva detto: “L’espiazione delle pene non dovrebbe essere affidata alle sbarre e ai catenacci ma a misure alternative che già esistono e a cui stiamo lavorando”. Detto fatto. Due giorni dopo ecco proprio il carcere - perché pure i quattro Icam (Istituti per la custodia attenuata delle detenute madri) esistenti in Italia lo sono - anche per le mamme incinte che delinquono, e per i loro figli, anche se hanno meno di un anno di età.
La Repubblica, 19 novembre 2023
Come combattere la microcriminalità con strumenti educativi per rimuovere le cause all’origine della devianza sociale. “Siamo disponibili ad accogliere nelle nostre case le donne incinte o con figli che devono espiare la pena in carcere. Proponiamo di combattere la microcriminalità con strumenti educativi adeguati a rimuovere le cause che portano le loro madri a delinquere. Chiediamo a questo governo di riconoscere le varie comunità che già accolgono detenuti, come luoghi alternativi al carcere”.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 19 novembre 2023
Sindacati, magistrati, avvocati bocciano le nuove norme: “Il risultato sarà solo un ulteriore affollamento delle carceri”. Allarme per il rischio di proliferazione delle armi in circolazione. Si potrà finire in manette per un blocco stradale, e così potranno arrestare i ragazzi di Ultima generazione ma anche i lavoratori in corteo che protestano per la chiusura di una fabbrica. Metteranno sul mercato potenzialmente 300mila nuove armi, visto che tutti gli agenti di polizia giudiziaria potranno comprarne, senza porto d’armi, una nuova.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 19 novembre 2023
Il pacchetto sicurezza è stato scritto da Meloni, Salvini, Piantedosi e dal suo “soprasegretario” meloniano Delmastro. Contiene tutto quello che lui ha sempre avversato, e in conferenza stampa non si fa vedere. I suoi progetti, abortiti o rinviati. Ma perché non si dimette? Per ora è barricato al ministero.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 19 novembre 2023
Per la Presidente Elisa Demma è un passo indietro nei progressi compiuti per garantire il rispetto dei principi costituzionali, dei diritti umani e dei minori nel sistema penitenziario italiano. Il Movimento Forense esprime “profonda preoccupazione ed attenzione critica” nei confronti della recente proposta di legge discussa nell’ultimo pacchetto sicurezza, che prevede la reclusione delle donne incinte o con un bambino sotto un anno, in uno dei quattro istituti a custodia attenuata operativi in Italia e, comunque, non attrezzati per ospitare madri in tali condizioni e bambini di così tenera età.
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