di Donatella Stasio
La Stampa, 26 gennaio 2024
Neanche quest’anno Giorgia Meloni ha preso parte alla cerimonia della Cassazione evitando di ascoltare parole che smontano la narrazione del centrodestra. È un vero peccato che Giorgia Meloni non fosse presente neanche quest’anno all’apertura del nuovo anno giudiziario in Cassazione. Per la prima volta nella storia italiana, infatti, ieri questa tradizionale cerimonia ha avuto il volto e la voce di una donna, Margherita Cassano, prima presidente della suprema Corte da marzo 2023. Ma non è (solo) questo il punto.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 26 gennaio 2024
“La Cassazione è impegnata in un fecondo confronto con uno dei protagonisti ineliminabili della giurisdizione, l’Avvocatura cui spetta promuovere l’equilibrio tecnico dell’esercizio del potere giudiziario”. “Nel 2023, su 330 omicidi, le donne risultano vittime in 120 casi, 97 dei quali sono maturati in ambito familiare o nel contesto di relazioni affettive. Il femminicidio è un crimine odioso sovente anticipato da “reati spia” (violenza, maltrattamenti, stalking) che richiedono particolare attenzione e tempestività d’intervento. Ma il forte impegno della Polizia e della Magistratura non è sufficiente se manca una forte azione di sensibilizzazione in grado di incidere sulla drammatica involuzione delle relazioni interpersonali, in cui sulla dimensione affettiva prevalgono tragicamente l’idea del possesso e del predominio sulla donna”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 gennaio 2024
Inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione, la lezione del Pg. Che si è soffermato anche sull’intelligenza artificiale, criptofonini, misure di prevenzione e ruolo del pm. In un momento storico in cui i pm vengono attaccati pubblicamente se chiedono pene più basse rispetto alle aspettative delle vittime di reato, in cui i giudici sono vilipesi se derubricano un reato o assolvono gli imputati, a fare un richiamo importante ci ha pensato ieri il Procuratore Generale di Cassazione, Luigi Salvato, che nel suo intervento durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario ha specificato: “La valutazione dell’attività del pubblico ministero, ma anche della magistratura giudicante, non deve tuttavia essere alterata dal mediatico addebito di responsabilità che non li riguardano. Nell’ambito del diritto punitivo compito della magistratura è applicare la legge, accertare e giudicare i fatti-reato e gli illeciti disciplinari configurati come tali dal legislatore. La torsione verso un diritto punitivo etico ed un’ingenua concezione della sufficienza pedagogica della legge alimentano invece insoddisfazione per un’azione ritenuta talora blanda talora rigorosa sulla base di convincimenti personali, sganciati dal diritto positivo, che spesso sfociano in verdetti resi dalla “smisurata giuria pubblica” dei social media, che giudica in tempo reale, attraverso grotteschi simulacri di processi e plebisciti governati dalla sola logica dell’emotività, a rischio di manipolazione, accresciuto dall’intelligenza artificiale”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 26 gennaio 2024
Tra le richieste più urgenti la soppressione dei limiti all’appello posti dall’art. 581 c.p.p., oggetto di reiterate richieste al Ministro Nordio. Questa mattina, nel corso dell’Inaugurazione dell’anno giudiziario, mentre la Presidente della Corte di cassazione Margherita Cassano e il Ministro della Giustizia Carlo Nordio celebravamo insieme la “cultura della conciliazione” e il superamento di una visione “carcerocentrica” grazie all’affermarsi della “giustizia riparativa”, i penalisti, per ragioni opposte, annunciavano 3 giorni di sciopero: 7, 8 e 9 febbraio. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente del Cnf Francesco Greco, il quale intervenendo in Cassazione, davanti al Capo dello Stato Sergio Mattarella, ha detto: “Alcune riforme hanno gravemente leso il principio della difesa come … diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.”
di Franco Corleone
L’Espresso, 26 gennaio 2024
Verso il regime, si potrebbe commentare così la conferenza stampa di Giorgia Meloni durante la quale ha affermato che l’autonomia della Corte Costituzionale non costituisce un problema, la novità essenziale è che la destra ha il diritto di eleggere i quattro giudici che scadranno alla fine del 2024. In realtà Silvana Sciarra è scaduta l’11 novembre dell’anno scorso assieme ai colleghi De Petris e Zanon di nomina presidenziale e Sergio Mattarella ha prontamente provveduto alla sostituzione; l’ex presidente della Corte era di nomina parlamentare e le prime due votazioni del Parlamento in seduta comune si sono svolte in novembre senza esito e si attende la terza votazione che richiede ancora un quorum alto, dei due terzi dei componenti.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 26 gennaio 2024
Dunque siamo arrivati a questo. In un noto processo per omicidio (a carico di una madre che ha lasciato morire di fame e di sete la sua sventurata figlia, per andarsene in giro per un comodo week end), la difesa si impegna sulla strada della infermità mentale. Una scelta perfino scontata, che PM e parte civile legittimamente contrasteranno con i propri consulenti tecnici. La Corte di Assise nomina un proprio perito, in modo che la decisione possa essere la più approfondita ed equanime possibile.
di Francesco Verri*
Il Dubbio, 26 gennaio 2024
Filippo Turetta, reo confesso dell’omicidio di Giulia Cecchettin, è difeso dall’avvocato Giovanni Caruso, professore ordinario di Diritto penale nell’Università di Padova. In un Paese normale non sarebbe, di per sé, una notizia tale da giustificare un articolo di giornale; al massimo la cronaca giudiziaria dedicherebbe a questa informazione il giusto spazio quando riferisce le posizioni o le iniziative delle parti. Invece, in Italia se ne parla. Eccome. Infatti, sono state raccolte un paio di centinaia di firme per invitare l’avvocato Caruso a lasciare la difesa dell’indagato e soprattutto per sollecitare l’Università a dissuaderlo dal portare a termine il suo mandato.
di Matteo Lauria
lacnews24.it, 26 gennaio 2024
Un detenuto si è suicidato nel carcere di Rossano. L’uomo si sarebbe impiccato in cella utilizzando un cappio rudimentale ricavato dalle lenzuola. Il 35enne, di origine egiziana, avrebbe finito di scontare la pena l’anno prossimo. “Ricordiamo che ogni anno - affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario regionale - la polizia penitenziaria salva la vita a circa 1700 detenuti che tentano di suicidarsi. Questa volta, purtroppo, nonostante l’immediato intervento e ogni utile iniziativa per rianimare l’uomo non è stato possibile strapparlo alla morte”.
di Nicolò Moricci
Il Resto del Carlino, 26 gennaio 2024
Ad accorgersi del corpo senza vita del 37enne sono stati i compagni di stanza. L’esame autoptico stabilirà le cause del decesso. Terzo decesso da inizio anno: tunisino di 37 anni trovato morto in cella. Ad accorgersi del corpo privo di vita dell’uomo - detenuto da circa un anno nella casa circondariale di Montacuto con l’accusa di spaccio - sarebbero stati i compagni di stanza. Immediato l’allarme al 112, il numero unico di emergenza. Sul posto, i sanitari del 118 e l’ambulanza del Comitato di Ancona della Croce Rossa. I militi, però, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
di Angela Nicoletti
agi.it, 26 gennaio 2024
La procura di Roma aveva chiesto l’archiviazione ma la madre della vittima ha chiesto e ottenuto un approfondimento degli accertamenti. Morto in carcere a soli 21 anni, dopo un giorno di agonia: il pm chiede l’archiviazione ma la tenacia della madre riesce a far riaprire le indagini. La vicenda risale al 13 dicembre 2021, quando il giovane I. C., entrato nel carcere di Regina Coeli in custodia cautelare da appena tre mesi, viene ritrovato morto nella sua cella, nonostante si trovasse in uno stato di torpore e di semi incoscienza già dalla mattina del giorno prima, destando preoccupazione anche tra i suoi compagni.
- Parma. Trattamenti disumani nel carcere: la Cedu condanna l’Italia
- Cassino (Fr). Morto in carcere a Cassino, scagionati medico e infermiera
- Bolzano. “Il carcere così non dovrebbe esistere”
- Torino. Ora d’aria o studio, il dilemma che annienta il diritto all’istruzione di chi è in carcere
- Milano. “Lavori sociali alternativi al carcere”, l’idea per salvare i ragazzi dell’Ipm Beccaria









