di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 27 gennaio 2024
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 2502 deposita oggi, affermando che nonostante la prescrizione il legale aveva depositato la lista testimoniale e citato due testi. Nel patrocinio a spese dello Stato, al legale va liquidato il compenso per la fase istruttoria anche in caso di estinzione per prescrizione del procedimento se ha depositato la lista testimoniale e citato i testi. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 2502 di oggi, accogliendo con rinvio il ricorso dell’avvocato.
di Laura Tedesco
Corriere del Veneto, 27 gennaio 2024
Solo nel carcere di Montorio ce ne sono stati 4 negli ultimi tre mesi. A inizio gennaio un detenuto si è ucciso a Vicenza e un altro a Padova. La piaga dei suicidi in carcere continua a essere pesante: nell’anno che va dall’1 luglio 2022 al 30 giugno 2023 in Veneto ci sono stati 6 suicidi (rispetto ai 4 dell’anno precedente), 99 tentati suicidi (rispetto a 95) e 787 atti di autolesionismo (erano stati 768). E ieri il presidente della Corte d’appello Carlo Citterio e il procuratore generale Federico Prato hanno lanciato l’allarme. “Il sovraffollamento è preoccupante - ha sottolineato Prato - A fronte di una capienza di 1947 posti, erano presenti 2481 detenuti, di cui 1250 stranieri e 131 donne”. Ovvio che in una situazione del genere, il malessere sia molto diffuso. “E colpisce non tanto i veri delinquenti, che il carcere lo sopportano meglio, ma le persone più fragili - prosegue - un’alta percentuale di detenuti ha disagi psichici e le strutture non bastano”. In Veneto c’è una Rems sola, a Nogara, che ha aumentato i posti da 30 a 40.
ansa.it, 27 gennaio 2024
Si è tolto la vita un giovane originario dei Monti Dauni. L’Osapp: “Urge una riorganizzazione del sistema”. Un detenuto di 35 anni, originario di Biccari sui Monti Dauni, si è suicidato nel carcere di Foggia. A darne notizia Ruggiero D’Amato, segretario regionale dell’Osapp. L’uomo - stando a quanto si è appreso - si è impiccato all’interno della cella utilizzando un rudimentale cappio ricavato probabilmente dalle lenzuola.
di Francesco Parrella
Corriere del Mezzogiorno, 27 gennaio 2024
La protesta degli attivisti: è un’emergenza. Il sindacato: “Il governo intervenga subito”. “Carceri o cimiteri?”, si legge su alcuni manifesti funebri apparsi stamane a Napoli, per denunciare la situazione nel carcere di Poggioreale, dove in poco meno di un mese ci sono stati già 3 suicidi tra i detenuti. E si indaga anche per un quarto caso, un giovane 33enne di Secondigliano che soffriva di patologie psichiche, trovato senza vita il 5 gennaio, nel reparto Napoli, sul cui corpo sono stati trovate delle ferite che hanno fatto pensare a un’aggressione.
di Giuseppe Poli
Il Resto del Carlino, 27 gennaio 2024
Si tratta di un 36enne tunisino che era in carcere per spaccio da meno di un anno: era seguito dal Sert. Lo hanno trovato che era ancora sul letto, quasi seduto, già rigido, e hanno chiamato le guardie dando subito l’allarme. Per lui, un tunisino di 36 anni, non c’era più nulla da fare. Era morto. Il carcere di Montacuto registra un altro detenuto deceduto in cella in meno di un mese. Lo straniero, che era in carcere da meno di un anno, per spaccio di droga, è stato trovato ieri mattina presto. Era in cura al Sert perché era dipendente da sostanze stupefacenti. Si trovava ristretto nella sezione chiamata “trattamento intensificato”, quella dove durante le ore del giorno le porte delle celle vengono tenute aperte e le persone in carcere posso entrare e uscire pur restando limitati a quel blocco. Di notte poi le porte delle celle sono di nuovo chiuse. Una sezione aperta, per detenuti meno pericolosi e che hanno sempre tenuto un atteggiamento collaborativo. Ieri mattina, attorno alle 6, i compagni di cella lo hanno visto semi seduto sul letto, la testa in avanti, non rispondeva.
di Emanuela Zanasi
Il Resto del Carlino, 27 gennaio 2024
Un progetto di Coopattiva e dell’Associazione per la Responsabilità Sociale di Impresa di Modena offre ai detenuti del carcere di Sant’Anna la possibilità di formarsi e lavorare, favorendo la loro riabilitazione. L’iniziativa, finanziata anche dal vescovo di Modena, mira a collegare il carcere con il tessuto produttivo esterno, offrendo opportunità agli imprenditori e agevolazioni fiscali. Attualmente, 16 detenuti seguono un percorso di lavoro esterno e altri 6 sono impegnati nel laboratorio di Coopattiva. Sono in programma ulteriori progetti, come un laboratorio di sartoria per le donne e uno gastronomico.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 27 gennaio 2024
In occasione dell’udienza concessa da Francesco ai Facchini della macchina di Santa Rosa di Viterbo, i ristretti della casa circondariale della città hanno regalato al Papa un modellino della macchina “Volo d’angeli” realizzata con il Centro studi Santa Rosa. La professoressa Rava: con loro progetti di crescita comune all’insegna della disponibilità e del rispetto delle regole.
tp24.it, 27 gennaio 2024
Inferriate a barriera, moduli più simili a delle celle che a ricoveri dove poter abitare, e poi niente mensa ma solo cibo in vaschette di alluminio da catering, freddi ed insufficienti, una sola doccia calda, molto spesso guasta, e tutto questo per 145 persone, con letti in cemento dove vengono appoggiati materassi sporchi, quando si trovano.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2024
Lo aveva detto al Parlamento europeo a fine novembre ed è venuto a ribadirlo di fronte all’Italia. Ascoltato dalla commissione straordinaria per la tutela e promozione dei diritti umani del Senato, l’alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite (Ohchr), Volker Türk, ha espresso la sua preoccupazione per la costruzione in Albania dei Centri per migranti al centro dell’accordo siglato ai primi di novembre da Giorgia Meloni col premier albanese Edi Rama, appena ratificato dalla Camere e ora all’esame proprio a Palazzo Madama. Oltre che alla Corte costituzionale di Tirana, che potrebbe esprimersi già il 29 gennaio sulla sua legittimità.
di Luca Celada
Il Manifesto, 27 gennaio 2024
Nella notte fra giovedì e venerdì, agenti del Holman Correctional Facility hanno prelevato Kenneth Eugene Smith dalla cella dove aveva ricevuto le ultime visite della moglie, del figlio e dei parenti e consumato il suo ultimo pasto. Fissati i ferri regolamentari sopra l’uniforme arancione da detenuto, lo hanno accompagnato lungo i corridoi alla camera della morte dove, una volta immobilizzato, gli è stata apposta una maschera sigillante nella quale, tramite un tubo, è stato gradualmente pompato gas di azoto.
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