di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 27 gennaio 2024
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 10 del 2024, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18 della legge sull’ordinamento penitenziario, nella parte in cui non prevede che la persona detenuta possa essere ammessa a svolgere i colloqui con il coniuge, la parte dell’unione civile o la persona con lei stabilmente convivente, senza il controllo a vista del personale di custodia, quando, tenuto conto del suo comportamento in carcere, non ostino ragioni di sicurezza o esigenze di mantenimento dell’ordine e della disciplina, né, riguardo all’imputato, ragioni giudiziarie.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 27 gennaio 2024
Corte costituzionale. Una sentenza “storica” rompe il tabù e stabilisce nuovi diritti, che ora vanno resi effettivi. Il giudice dichiara illegittimo l’obbligo del controllo a vista dei colloqui. “I colloqui si svolgono in appositi locali sotto il controllo a vista e non auditivo del personale di custodia”, diceva l’articolo 18 della legge sull’ordinamento penitenziario. Ieri, però, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo quel “controllo a vista” che era inderogabile e impediva la libera espressione dell’affettività, sesso incluso.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 27 gennaio 2024
Stefano Bonomi, 65 anni, è morto il 6 gennaio dopo settimane di sciopero della fame. Soltanto in queste prime settimane del 2024 undici detenuti si sono tolti la vita. Quando a fine ottobre scorso è stato riportato in carcere, Stefano Bonomi, 65 anni, si è visto crollare il mondo addosso. Dopo aver passato 11 anni in cella, nel marzo 2023 era stato liberato. Aveva provato a ricostruirsi una vita con i pochi mezzi a disposizione, ma poi è ritornato punto e da capo. A settembre è stato fermato dopo un tentato furto.
di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 27 gennaio 2024
Su 73 istituti visitati dall’Osservatorio di Antigone, 36 non hanno acqua calda e 6 sono sprovvisti di riscaldamento. Detenuti e operatori, senza questi servizi essenziali, si ammalano di frequente e lamentano condizioni di vita al limite. “Buongiorno, volevo segnalare un grave problema nel carcere che ospita mio figlio, in custodia cautelare da diversi mesi. I caloriferi sono spenti e potete solo immaginare il gelo di questi giorni! Nel caso possiate aiutarmi a denunciare questa pena, che si aggiunge a quella di una detenzione preventiva prolungata, ve ne sarei grato”. È uno dei messaggi inviati sui canali sociali di Antigone, che ogni anno riceve centinaia di richieste d’aiuto dai parenti delle persone detenute. I temi hanno a che fare con le condizioni di salute di chi si trova in carcere, altre volte si tratta di richieste disattese di trasferimento per avvicinarsi alla famiglia, in molti casi la denuncia riguarda servizi essenziali che non funzionano.
garantedetenutilazio.it, 27 gennaio 2024
Succede a Mauro Palma e resterà in carica per cinque anni. Gli avvocati Irma Conti e Mario Serio sono gli altri due componenti del collegio. Felice Maurizio D’Ettore è il nuovo presidente del collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Il decreto del Presidente della Repubblica che conclude l’iter di nomina è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 25 gennaio 2024. Venerdì 26 gennaio è il primo giorno di insediamento.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
L’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte di Cassazione è un evento istituzionali interno alla magistratura, e dà modo di valutare le vicende interne della sua struttura e del suo rapporto con il CSM, il suo funzionamento e la sua efficienza nel rendere giustizia. Questo anno la inaugurazione ha avuto uno stile e un contenuto diverso sul quale ci soffermeremo nei prossimi giorni Il discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario del Ministro di giustizia al Parlamento invece era atteso come ultimo appuntamento di verifica della volontà del governo di attuare il programma indicato al Parlamento, ma soprattutto di una proposta strategica per la giustizia. La legge negli ultimi anni ha previsto questo appuntamento con il Parlamento per rendere noto lo stato dell’amministrazione, ma soprattutto per attribuire al Parlamento un ruolo da protagonista nell’indicare prospettive e soluzioni per l’organizzazione giudiziaria e per la individuazione del ruolo della magistratura nel rapporto con le istituzioni. Non per niente dopo quella legge è stata presentata in Parlamento una proposta per stabilire le priorità nel perseguire i reati che finora sono nella discrezionalità dei singoli inquirenti, priorità dei reati da indicare ai pubblici ministeri che il ministro Cartabia ha cercato di portare avanti con scarso successo.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 27 gennaio 2024
L’Unione delle camere penali ha proclamato tre giorni di astensione dal 7 al 9 febbraio. Il presidente Petrelli: “Protestiamo contro l’aumento spropositato di nuovi reati, l’inerzia di fronte al sovraffollamento carcerario e la limitazione del diritto di difesa”. Introduzione a getto continuo di nuovi reati, inerzia di fronte al dramma del sovraffollamento carcerario, limitazione del diritto di difesa. Sono i principali motivi che hanno spinto l’Unione delle camere penali italiane (Ucpi) a proclamare tre giorni di sciopero, cioè di astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria, dal 7 al 9 febbraio. “Stiamo assistendo a uno spropositato incremento di nuove fattispecie penali e a un aggravamento delle pene in senso contrario al principio di uguaglianza e di proporzionalità. La normazione si è trasformata in una slot machine di nuovi reati”, dichiara al Foglio Francesco Petrelli, presidente dell’Ucpi. “Questa pretesa di affidare al sistema penale e alla carcerazione la soluzione di ogni situazione di conflitto sociale ha come conseguenza quella di avere il carcere come unico destino dell’intero sistema penale”, aggiunge Petrelli, che sottolinea “la situazione drammatica e inaccettabile delle condizioni dei detenuti”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
L’ex allevatore di Burcei, che si è sempre proclamato innocente, era stato condannato all’ergastolo con l’accusa di essere l’autore della strage di Sinnai (Cagliari) dell’8 gennaio del 1991 in cui furono uccisi tre pastori. “È la fine di un incubo”. Dopo 10mila giorni di carcere, la Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto uno dei più clamorosi errori giudiziari di questo Paese. Beniamino Zuncheddu è innocente. Ma prima che un giudice affermasse la verità che lui ha sempre urlato, sono dovuti passati 33 anni. La conferma è arrivata ieri sera, quando i giudici hanno chiuso il processo di revisione con l’assoluzione per non aver commesso il fatto.
di Oliviero Mazza
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
In un Paese saldamente democratico i media avrebbero dovuto stigmatizzare, se non censuare, la notizia della ignobile petizione in cui si sostiene la presunta incompatibilità fra il ruolo di professore universitario e quella di avvocato difensore di Filippo Turetta, indagato per l’omicidio di Giulia Cecchettin. In Italia, invece, la notizia ha avuto ampio risalto, certamente maggiore rispetto alla netta e condivisibile risposta della Rettrice dell’Università di Padova che ha semplicemente richiamato elementari principi giuridici (la difesa è un diritto di tutti) nel respingere sdegnatamente la delirante richiesta di destituzione del prof. Caruso.
di Simona Musco
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
L’avvocata Alessia Pontenani è indagata per falso insieme a due psicologhe del carcere per il test che ha certificato un deficit cognitivo. “La mia nomina? È arrivata dopo. Le porto vestiti e cibi in cella, anche i carcerati hanno bisogno di affetto”. “Non faccio alcun passo indietro: io non ho fatto niente, se non il mio lavoro, l’avvocato”. Alessia Pontenani, difensore di Alessia Pifferi, accusata di aver fatto morire di stenti la figlia di soli 18 mesi, è una tipa combattiva. E non la spaventa l’indagine che, da qualche ora, le è piombata tra capo e collo. Assieme a due psicologhe del carcere di San Vittore, dove Pifferi si trova reclusa, è infatti accusata di falso per una relazione che certifica un deficit mentale a carico della sua assistita.
- Patrocinio a spese dello Stato, va remunerata anche l’attività preparatoria
- Veneto. J’accuse sui troppi suicidi in carcere: “I detenuti sono affidati allo Stato”
- Foggia. Tragedia nel carcere, muore suicida un detenuto di 35 anni
- Napoli. “Carceri o cimiteri?”. Manifesti funebri affissi in città dopo i tre suicidi a Poggioreale
- Ancona. Detenuto trovato morto in cella. È il terzo decesso in venti giorni









