di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 27 gennaio 2024
Il tribunale dell’Onu impone a Israele di disporre misure per evitare la pulizia etnica. Il caso presentato dal Sudafrica accolto nella sostanza. Ma nella Striscia si combatte. Ieri gli occhi del mondo erano puntati sull’Aia. Nella città olandese, la Corte internazionale di giustizia era chiamata a rispondere sulla causa intentata dal Sudafrica contro Israele, accusato di commettere un genocidio a danno dei palestinesi a Gaza con la sua operazione militare iniziata lo scorso 7 ottobre. Da una prima analisi, la decisione, pronunciata dalla presidente statunitense della Corte Joan Donoghue, ha seguito il percorso della diplomazia. Se da una parte la Corte ha asserito che ha giurisdizione sul caso e ha chiesto a Israele di “prendere tutte le misure in suo potere” per prevenire atti che violino la convenzione sul genocidio del 1948, dall’altra, invece, non ha chiesto il cessate il fuoco immediato, come invece auspicato dal Sudafrica.
di Tommaso Di Francesco
Il Manifesto, 27 gennaio 2024
La sentenza di ieri dichiara plausibile la violazione della Convenzione sul genocidio da parte dello Stato d’Israele, non ordina il cessate il fuoco. Dalle macerie del diritto internazionale, dopo tante guerre che l’hanno devastato, e dell’Onu le cui sedi il governo israeliano ha bombardato, fa capolino la voce di una sentenza insieme storica e sibilante, quasi di svolta, ma che allo stesso tempo, per gli attuali rapporti di forza nel mondo peggiori della Guerra fredda, rischia di apparire come alta posizione di principio ma lontana dalla necessità di fermare subito la mattanza in corso a Gaza. Perché la guerra continuerà.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 27 gennaio 2024
Il discorso del presidente della Repubblica per il Giorno della memoria: “L’antisemitismo non è tollerato. La strage del 7 ottobre non ha risparmiato nemmeno ragazzi e neonati”. Ma ha poi sottolineato: “L’angoscia sorge per le numerose vittime tra la popolazione civile palestinese nella striscia di Gaza”. La Shoah un orrore assoluto, le deportazioni e i lager frutto delle tirannidi fasciste, il ritorno dell’antisemitismo non tollerato dalla nostra Repubblica: sono le parole del presidente Sergio Mattarella per il Giorno della Memoria. Ma, in modo altrettanto netto, ha poi aggiunto che, dopo l’orrore terrorista di Hamas, la risposta di Israele rischia di ostacolare la pace: “Coloro che hanno sofferto il turpe tentativo di cancellare il proprio popolo dalla terra sanno che non si può negare a un altro popolo il diritto a uno Stato”.
di Sandra La Fico
Corriere del Mezzogiorno, 27 gennaio 2024
Il 29enne di Caltanissetta condannato a 8 anni e 3 mesi per droga. Secondo la donna il figlio sarebbe in cella con altre 24 persone e rischierebbe la vita. Del caso si sta occupando Nessuno tocchi Caino, Giachetti (Iv) ha annunciato un’interrogazione. “Dal 3 maggio 2023 mio figlio, Filippo, che ha compiuto 29 anni il 20 gennaio scorso, è detenuto, in attesa di giudizio, nel carcere di Porta Alba, a Costanza in Romania”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 gennaio 2024
Il sovraffollamento, il caso dei “liberi sospesi”, le misure alternative negate: il quadro è immobile. Due sono i problemi fondamentali che riguardano la situazione carceraria, evidenziati dalla presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano durante la sua relazione annuale sull’amministrazione della giustizia. Uno è il sovraffollamento carcerario, che continua a rappresentare una grave emergenza. L’altro sono le lunghe pendenze nelle procedure per le misure alternative alla detenzione. Parliamo dei cosiddetti “liberi sospesi”, i quali, come ha evidenziato la presidente della Corte Suprema, al 31 dicembre 2023, sono pendenti presso gli Uffici per l’esecuzione penale esterna (Uepe) ben 90.120.
redattoresociale.it, 26 gennaio 2024
Patrizio Gonnella, presidente di Antigone: “Una ecatombe drammatica rispetto alla quale deve esservi l’obbligo morale e politico di intervenire”. E aggiunge: “Ogni suicidio è certamente un atto individuale che non va generalizzato. Quando però i numeri sono così impressionanti, allora bisogna andare alla ricerca di cause di sistema. Oggi nelle carceri si respira un’aria di chiusura. Il carcere va riempito di vita”.
di Don Franco Esposito*
Il Riformista, 26 gennaio 2024
È inutile, genera il male per chi sta dentro e fuori: i carcerati sono vite di serie B Per il colpevole bisogna prevedere un serio percorso di reinserimento sociale. È proprio lui, lo stesso Gesù, che nel vangelo di Matteo ci chiede - tra le tante miserie umane - di andare a visitarlo in carcere che oggi ci dice, mi avete trovato morto. Proprio lui, nel volto di coloro che vengono arrestati, condannati, inchiodati su una croce fatta di muri, sbarre e cancelli, anche loro uccisi e lasciati morire dalla violenza di una istituzione “di potere”, che troppo spesso pensando alla pena da fare espiare dimentica l’umano da salvare.
gnewsonline.it, 26 gennaio 2024
Un percorso formativo-sportivo con il coinvolgimento di calciatori, ex calciatori e staff tecnici messi a disposizione dall’Associazione italiana calciatori per favorire la socializzazione dei giovani detenuti negli Istituti penali per minorenni. È quanto prevede il protocollo d’intesa sottoscritto oggi in via Arenula dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, da quello per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, e dal presidente dell’Aic, Umberto Calcagno. L’intesa si inserisce nell’ambito del progetto “Sport per tutti - carceri”, avviato nel maggio 2023 dagli stessi Ministeri in collaborazione con Sport e Salute Spa con l’intento di potenziare lo svolgimento di attività fisico/sportive e di formazione destinate ai detenuti adulti e minori e agli operatori dell’amministrazione Penitenziaria e di quella Minorile e di comunità.
di Errico Novi
Il Dubbio, 26 gennaio 2024
Inaugurazione dell’anno giudiziario, dal ministro un raffinato intervento che affronta con diplomazia i nodi della presunzione d’innocenza e del fine rieducativo della pena. Carlo Nordio ha un tono che sarebbe difficile descrivere in modo più sincero di quanto faccia lui stesso con l’espressione-chiave del suo intervento: “Cultura della conciliazione”. Ne parla a proposito della mediazione, e delle altre soluzioni alternative in ambito civile, e della “giustizia riparativa” nel penale. Il ministro indica una strada che finalmente è tracciata, un percorso dal quale non si può più deragliare: quello che porta alla riduzione dell’arretrato e dei tempi di definizione dei processi.
di Giulia Merlo
Il Domani, 26 gennaio 2024
Nel dicastero di via Arenula si moltiplicano le voci sull’addio del capo di gabinetto Rizzo. Sarebbe entrato in rotta di collisione con l’eminenza grigia del ministero, Giusi Bartolozzi. Dopo le scintille della settimana scorsa, con il quasi incidente diplomatico con il Quirinale del vicepresidente del Csm Fabio Pinelli e la relazione sullo stato della giustizia del ministro Carlo Nordio, l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione si è svolto secondo formalità.
- Lezioni di democrazia e assenze ingiustificate
- Anno giudiziario, Cassano: “Efficienza giustizia obiettivo comune”
- “Cercate la verità nel processo, non sui social”. Il monito di Salvato
- Penalisti in sciopero dal 7 al 9 febbraio: “Pacchetto sicurezza illiberale”
- La destra minaccia l’autonomia della Consulta









