di Liana Milella
La Repubblica, 25 gennaio 2024
Slittano i test psicoattitudinali per i magistrati e il bavaglio di Costa. L’esecutivo evita lo scontro con le toghe proprio quando si apre in Cassazione l’anno giudiziario per la prima volta nella sua storia con la relazione di una presidente donna, Margherita Cassano. Un passo indietro, uno stop decisamente strategico, in una giornata particolare come quella di oggi, quando in Cassazione si inaugura l’anno giudiziario. Al Senato e alla Camera il governo si ferma, mentre potrebbe dare il via libera nelle due commissioni Giustizia, a due provvedimenti assai “sensibili” per le toghe.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 gennaio 2024
Ancora da sciogliere i nodi su fuori ruolo, “pagelle” e test psicoattitudinali per i magistrati. Costa boccia le norme, anche il Pd all’attacco del governo. Le commissioni Giustizia di Senato e Camera avrebbero dovuto votare ieri i pareri non vincolanti sui decreti attuativi in materia di magistrati fuori ruolo e ordinamento giudiziario. In particolare i senatori avevano tempo fino al 19 gennaio per esprimere il parere sul primo testo (relatore Rastrelli), e fino al 28 gennaio per l’altro provvedimento (relatore Zanettin). I deputati avevano il termine fissato sempre al giorno 28 per entrambi gli schemi di decreto legislativo (relatori Matone e Maschio). Ebbene, è stato tutto rimandato alla prossima settimana, con il placet del governo, che sta ancora mediando, su alcuni punti, con i parlamentari. Sembrerà quasi paradossale che la maggioranza parlamentare si metta a contrattare con proprio su provvedimenti dell’Esecutivo sui quali dovrebbe esprimere delle valutazioni.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 25 gennaio 2024
L’indagine e il processo parallelo. Iniziativa giudiziaria molto ardita del pm Francesco De Tommasi, un “processo parallelo”. L’Ordine degli avvocati e la Camera Penale: “Non possiamo non stigmatizzare queste modalità di azione”. Il pm del processo ad Alessia Pifferi indaga per l’ipotesi di falso ideologico il difensore e due psicologhe che nel carcere di San Vittore ebbero colloqui con l’imputata di aver lasciato morire di fame e sete la figlia Diana di 18 mesi: è una iniziativa giudiziaria molto ardita il decreto di perquisizione - a carico delle psicologhe Paola Guerzoni e Letizia Marazzi, in concorso con l’avvocato Alessia Pontenani - che il pm Francesco De Tommasi ha firmato mercoledì da solo. Senza che dei due precedenti mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali in carcere siano state al corrente la pm contitolare del processo, Rosaria Stagnaro, e i due procuratori aggiunti Alessandra Dolci (pool antimafia di cui fa parte De Tommasi) e Letizia Mannella (pool famiglia dove lavora Stagnaro), ma solo il procuratore Marcello Viola.
di Simona Musco
Il Dubbio, 25 gennaio 2024
L’ira degli avvocati milanesi a difesa della collega: “È un invito a fare un passo indietro. L’avvocato in pericolo siamo tutti noi”. “Vogliono farmi abbandonare la difesa? Non ci penso proprio, ma per che cosa? Io non farò alcun passo indietro, salvo che il giudice non stabilisca la mia incompatibilità. Ma questo lo vedremo il 4 marzo”. La voce di Alessia Pontenani, difensore di Alessia Pifferi, in carcere per aver lasciato morire in casa la figlia Diana di 18 mesi, è combattiva. Anche se da poche ore ha appreso, rigorosamente a mezzo stampa, di essere indagata insieme a due psicologhe del carcere di San Vittore, P.G. e L.M., per falso ideologico e favoreggiamento.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 25 gennaio 2024
Intervista a Francesco Petrelli, leader dei penalisti: “Andrà tenuta alta l’attenzione. Non ci possono essere compressioni del diritto di difesa”. “La vicenda mi sembra alquanto complessa e merita certamente di essere approfondita con grande attenzione. Nessuna sottovalutazione”, afferma l’avvocato romano Francesco Petrelli, dallo scorso ottobre presidente dell’Unione delle Camere penali, commentando la decisione della procura di Milano di indagare ieri per le ipotesi di reato di favoreggiamento e falso ideologico le due psicologhe del carcere di San Vittore e l’avvocata Alessia Pontenani, difensore di Alessia Pifferi. Quest’ultima è attualmente a processo in Corte d’assise per avere nel 2022 lasciato morire di stenti la figlia Diana di 18 mesi, abbandonandola in casa da sola per 6 giorni.
di Rosella Redaelli
Corriere della Sera, 25 gennaio 2024
Capì che sarebbe diventato avvocato nel 1946. Raffaele Della Valle aveva 7 anni e viveva in un appartamento all’interno del Tribunale di Monza dove il padre era magistrato. “Giocavo sulla terrazza e mi fermavo ad ascoltare le arringhe”. L’avvocato che difese Enzo Tortora festeggia sessant’anni di professione e ripercorre quel processo nel libro “Quando l’Italia perse la faccia. L’orrore giudiziario che travolse Enzo Tortora”. Lo presenta a Monza giovedì sera alle 19 in un aperitivo letterario al Centro di Spalto Isolino a favore della onlus Associazione Sissi.
di Ivan Grozny Compasso
padovaoggi.it, 25 gennaio 2024
Le associazioni radicali di Padova, Verona e Venezia hanno aderito allo sciopero della fame promosso da Nessuno Tocchi Caino, come atto nonviolento di protesta. L’ultimo risale all’agosto 2015 quando il leader Marco Pannella digiunò per gli stessi motivi. I Radicali tornano a pratiche e proteste che ne hanno contraddistinto la storia politica. Le associazioni radicali di Padova, Verona e Venezia hanno infatti aderito allo sciopero della fame promosso da Nessuno Tocchi Caino, come atto nonviolento. I tre segretari, Vincenzo Vozza, Marco Vincenzi e Samuele Vianello, dopo aver promosso con iscritti e simpatizzanti le visite agli istituti carcerari di Padova, Vicenza e Venezia aderendo all’iniziativa nazionale dei radicali “Devi vedere!”, e organizzato un dibattito sul tema con Nessuno Tocchi Caino, hanno deciso di aderire allo sciopero della fame indetto dall’associazione: “Vogliamo denunciare l’indifferenza dimostrata dalla società, a cominciare dalle istituzioni fino alla politica e ai mezzi di comunicazione, sullo stato delle carceri italiane, sul sistema penitenziario italiano e sulle condizioni psico-fisiche dei detenuti”.
ilcuoioindiretta.it, 25 gennaio 2024
Il convegno su “Diritto alla salute mentale e misure penali”: tutti i risultati. “Dopo la ricerca sull’affettività in carcere, abbiamo promosso quest’anno un lavoro di approfondimento sulla psichiatria in carcere e negli altri luoghi di detenzione o di limitazione della libertà personale. Si tratta di un lavoro particolarmente approfondito, svolto a livello scientifico, con la collaborazione dell’università di Firenze, che prende in esame la situazione della componente psichiatrica e della gravità delle conseguenze che questa comporta all’interno delle strutture del sistema carcerario, nelle Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, ndr) con l’intenzione di evidenziare quanto sia necessario promuovere politiche di tutela delle persone che soffrono di queste patologie, le più fragili”. Il garante dei diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, introduce così il convegno su Diritto alla salute mentale e misure penali, che si è svolto questa mattina (24 gennaio) a Palazzo del Pegaso. Il tema è la tutela della salute mentale delle persone private della libertà personale. Nel corso del convegno è stata presentata la ricerca Psichiatria, carcere, misure di sicurezza.
L’Unità, 25 gennaio 2024
Il giovane si è impiccato: è il decimo suicidio dall’inizio dell’anno, nel 2024 sono morte nelle carceri italiane 21 persone. Domenica scorsa, un agente della Polizia penitenziaria di Bollate, si è suicidato lanciandosi da un piano alto di un centro commerciale. Ancora un suicidio di un detenuto nelle carceri. L’uomo si è impiccato verso le 13 nella sezione “protetti” ed ha lasciato un biglietto per la famiglia. A denunciarlo è Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria.
rainews.it, 25 gennaio 2024
Si tratta di un 42enne di Lodi che aveva accusato forti dolori durante la permanenza in carcere. A disporre l’esame autoptico la Procura. Sarà l’autopsia a stabilire le cause del decesso di un uomo di 42 anni, lodigiano, morto nell’ospedale di Codogno. A disporlo la Procura di Lodi. L’uomo, non estraneo a problemi di tossicodipendenza era stato portato a Codogno dall’ospedale Maggiore di Lodi, dove era stato ricoverato in terapia intensiva, in seguito a un malore accusato in carcere. Nelle sue ultime ore di vita, nel reparto di psichiatria di Codogno, aveva lamentato forti dolori in più parti del corpo, attribuiti dai sanitari ai postumi di una crisi isterica. Poi il decesso, in seguito all’arresto cardiaco.
- Piacenza. Carceri, il Garante: “Celle pollaio e violenza”
- Chieti. Progetto per la qualificazione professionale di detenuti ed ex detenuti
- Torino. Allarme dall’Ipm Ferrante Aporti: “Siamo in sovraffollamento”
- Roma. Il carcere al centro della terza “Lectio Petri”: un’altra possibilità per chi ha sbagliato
- Cuore nero









