di Francesca De Benedetti
Il Domani, 25 settembre 2023
La reporter Ariane Lavrilleux aveva rivelato le complicità dei servizi con al Sisi. È stata sorvegliata, fermata, interrogata. Anche i giornalisti di Libération sotto attacco. Trentanove ore: è il tempo che la giornalista d’inchiesta Ariane Lavrilleux ha dovuto trascorrere tra le sbarre, privata di acqua, privata delle sue medicine, in preda ad attacchi di diarrea.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 25 settembre 2023
Ne parliamo con il giornalista e podcaster Keegan Hamilton, nel week end ospite del Festival Internazionale a Ferrara. “Nonostante le sperimentazioni sulla regolamentazione della cannabis, quando si tratta di droga il sistema legale statunitense resta orientato all’incarcerazione e alla punizione, piuttosto che trattare il problema come un’emergenza sanitaria pubblica. Stati Uniti e Italia non sono poi così distanti”. Domenica primo ottobre alle 14 al Cinema Apollo il giornalista statunitense Keegan Hamilton sarà a Internazionale a Ferrara - il festival di giornalismo del settimanale che porta in Italia il meglio della stampa straniera - per parlare di Fentanyl, l’oppioide sintetico cento volte più potente della morfina e cinquanta volte più dell’eroina: negli Stati Uniti è un ingrediente di molte droghe spacciate per strada e ogni anno uccide decine di migliaia di persone. Una crisi sanitaria che il governo non riesce ad arginare. Hamilton ha lavorato come editore e corrispondente di Vice ed è autore del podcast Painkiller: America’s fentanyl crisis dedicato all’aumento dei casi di dipendenza di oppioidi sintetici.
di Malala Yousafzai*
Il Dubbio, 25 settembre 2023
Il generale Zia lanciò una campagna di “islamizzazione” che avrebbe dovuto fare di noi un “vero” paese musulmano: fece leggi che riducevano il valore della testimonianza di una donna. Ho sempre saputo che mio padre aveva qualche problema con le parole. A volte gli si inceppavano e lui ripeteva più e più volte la stessa sillaba come un disco rotto, mentre noi aspettavamo di sentir uscire dalla sua bocca, all’improvviso, la sillaba seguente. Diceva che era come se un muro gli crollasse nella gola. Le “m”, le “p” e le “k” erano come nemici insidiosi acquattati da qualche parte in attesa di farlo inciampare. Io lo prendevo in giro dicendo che una delle ragioni per cui mi chiamava Jani era perché gli risultava più facile che pronunciare “Malala”. La balbuzie era una cosa terribile per un uomo innamorato delle parole e della poesia.
di Simona Musco
Il Dubbio, 25 settembre 2023
Un anno dopo la nascita del movimento “Donna, Vita, Libertà” il regime inasprisce il “gender apartheid”. I diritti umani, in Iran, hanno il volto delle donne. E portano i nomi di tutte coloro che si sono opposte al regime, alle regole barbare, a volte rimettendoci la vita. Sono donne come Nasrin Sotoudeh, avvocata che ha messo la sua sconfinata energia al servizio della difesa del suo popolo. O Mahsa Amini, morta per una ciocca “fuori posto”, non adeguatamente coperta dal velo. “Per me, rimanere in silenzio di fronte all’ingiustizia non è un’opzione. In realtà, trovo più difficile sopportare le ingiustizie sociali che la prigione”, ha spiegato Sotoudeh poco tempo fa.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 25 settembre 2023
Cancellato l’accesso a istruzione e lavoro: le testimonianze delle giuriste Shafiqa Saeise e Angiza Nasiree, fuggite all’estero dopo la caduta di Kabul. L’Afghanistan, con l’addio degli Stati Uniti nell’estate del 2021, è ritornato ad essere torchiato dall’oscurantismo talebano con un inevitabile aggravamento delle condizioni di vita della popolazione. A pagarne le spese soprattutto le donne. Alcune di loro, avendo avuto la possibilità, si sono trasferite all’estero. È il caso di due giuriste affermate: Shafiqa Saeise e Angiza Nasiree.
di Andrea Aversa
L’Unità, 24 settembre 2023
Era l’8 ottobre del 2013. Sono passati quasi 10 anni da quella storica giornata. “Re Giorgio”, così come lo chiamava quotidianamente Marco Pannella pungolandolo dai microfoni di Radio Radicale, si rivolse per la prima volta al Parlamento. L’ultimo messaggio alle Camere lo pronunciò Carlo Azeglio Ciampi otto anni prima. Napolitano lo fece parlando di amnistia, indulto, pene alternative e depenalizzazione. Un appello che la politica ignorò allora e continua ad ignorare ancora oggi
di Alessandra Parisi
Il Secolo d’Italia, 24 settembre 2023
“Anche in questi giorni c’è stato un po’ di scossone con gli alleati sul fronte della giustizia, trojan sì o trojan no. Con un centrodestra a trazione meloniana noi daremo tutte e più ampie garanzie a indagati e imputati. Perché le garanzie sono la carta d’identità di un popolo civile”. Così Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, da Palermo durante un evento di Fratelli d’Italia.
di Carlo Bonini
La Repubblica, 24 settembre 2023
Incapace di risolvere la contraddizione insanabile tra l’ossessione della vendetta sulla magistratura coltivata dai soci di minoranza del suo governo (Lega e Forza Italia) in nome dell’eredità berlusconiana con le radici giustizialiste della sua formazione politica e le parole d’ordine del suo partito, Meloni ha trasformato le politiche della giustizia e gli interventi sulle norme penali in un incedere sgangherato. Che combina un garantismo amorale a vantaggio dei forti (colletti bianchi e politica) con una feroce e classista intransigenza punitiva nei confronti dei marginali.
di Nadia Urbinati*
Il Domani, 24 settembre 2023
Un anno di governo: dai rave party ai migranti passando dagli adolescenti di Caivano, ecco i nemici contro cui mobilitare le truppe di mare e terra. Il primo decreto e l’ultimo dell’anno I dell’èra M si assomigliano come due gocce d’acqua: pugno duro contro chi disturba e contro chi imbastardisce. I rave party e gli sbarcati dall’Africa passando per gli adolescenti di Caivano: eccoli i nemici contro i quali il primo governo di estrema destra della storia repubblicana mobilita le truppe di mare e di terra. Con parate in abiti da lavoro. Tra gli alluvionati romagnoli, col prete di Caivano, a Lampedusa con Ursula von der Leyen, l’angelo custode del sovranismo nostrano. E siccome gli obiettivi presi di mira sono minoranze (numeriche oltre che etniche) tutto sembra facile, anzi normale perché, vivvaddio, la maggioranza ha il potere!
di Luca Sofri
ilpost.it, 24 settembre 2023
È stata concessa a Davide Fontana, condannato per il femminicidio di Carol Maltesi: in Italia esiste da anni ma solo da poco è prevista dalla legge. Sabato il tribunale di Busto Arsizio, in provincia di Varese, ha deciso di accogliere la richiesta di Davide Fontana, il 44enne milanese condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio di Carol Maltesi, una donna italo-olandese di 26 anni, di accedere alla “giustizia riparativa”.
- Messina Denaro ormai in fin di vita. Al capezzale anche la madre ultraottantenne
- Forlì. “Progettare il volontariato”: il Garante regionale dei detenuti visiterà il carcere
- Bergamo. In cella spazio vitale di 2,6 metri quadrati, ex detenuto vince la causa in Cassazione
- Reggio Calabria. “Detenuto preso a botte”: 8 agenti di penitenziaria rinviati a giudizio
- Venezia. “Liberi di lavorare”, seminario dedicato alle carceri











