di Sergio D’Elia*
L’Unità, 25 gennaio 2024
Kenneth Smith aveva 20 anni quando ha commesso l’omicidio. Ora ne ha 58. È stato in carcere per 35 anni, come si fa a dire che non è stato punito? È stato nella camera della morte già una volta, come si fa a dire che non è stato già giustiziato? “Dov’è la pietà?”, chiede dal carcere al telefono con un giornalista. Nella storia infinita - arcaica, moderna, contemporanea - della pena di morte in America le hanno provate tutte per mandare all’altro mondo chi in questo mondo è stato cattivo. Occhio per occhio, chi ha ucciso dev’essere ucciso. Nessuno pietà per chi ha violato la legge e squilibrato l’ordine: pubblico, sociale, morale. La lotta millenaria tra il bene e il male ha generato la realtà maligna della “striscia della Bibbia” che in America coincide con quella della pena di morte. In Texas, in Alabama e in altri Stati del sud, la regola terribile dell’Antico Testamento raramente ha conosciuto eccezioni.
di Luca Attanasio
Il Domani, 25 gennaio 2024
Il Sudafrica non è solo nella sua causa contro Israele. Il primo paese che gli si affiancato è la Namibia, in un tentativo di colpire così la Germania. Non c’è solo il Sudafrica a schierarsi contro Israele. La causa intentata presso la Corte internazionale di giustizia (Cig) alla fine dello scorso anno contro lo stato ebraico accusato di genocidio sta producendo un effetto domino tra gli stati e le opinioni pubbliche del continente e innescando posizionamenti sempre più netti.
di Giusy Baioni e Gianni Rosini
Il Fatto Quotidiano, 25 gennaio 2024
La Farnesina a favore dell’immunità ai funzionari Pam: “Viene riconosciuta per consuetudine”. Prossima udienza il 13 febbraio: si dovrà ancora attendere per sapere se Rocco Leone, il funzionario del Programma Alimentare Mondiale imputato nel procedimento per l’uccisione dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo, potrà godere o meno dell’immunità funzionale ed evitare il processo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 gennaio 2024
Negli Istituti penitenziari italiani, partendo dal dato del 17 gennaio scorso, la popolazione detenuta ha raggiunto la cifra preoccupante di 60.382 persone, superando la capienza effettiva di 47.300 posti disponibili. L’uscente Garante nazionale delle persone private della libertà, a partire da questo allarmante contesto di sovraffollamento, ha condotto un’analisi diacronica per comprendere l’evoluzione del fenomeno carcerario nel nostro Paese.
di Maurizio Ermisino
retisolidali.it, 24 gennaio 2024
Rita Bernardini e Roberto Giachetti hanno iniziato ieri lo sciopero della fame promosso da Nessuno Tocchi Caino. “152 suicidi in 24 mesi impongono a tutti una riflessione e un’azione. Dignità è un Paese dove le carceri non siano sovraffollate e assicurino il reinserimento sociale dei detenuti”. Queste sono le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al momento del suo insediamento. Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino e Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, insieme ad altre persone, hanno deciso di fare proprie queste parole e hanno iniziato ieri lo sciopero della fame promosso da Nessuno Tocchi Caino, perché si possa risolvere la situazione nelle carceri del nostro Paese.
di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 24 gennaio 2024
Nella distrazione generale si sta ridisegnando un “nuovo” modello di Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, involvendolo in altro, apparentemente più “securitario” ma più vicino a un certo modo di immaginare la giustizia e la pena, più distante dal mondo di quanti coltivino ancora l’idea di un diritto compassionevole, pur se esigente nei principi di legalità, che ha, però, “il difetto” di non percepire come “nemici” il mondo dell’avvocatura, delle università, delle associazioni che si occupino della tutela dei diritti umani e del diritto in genere, ritenendo che proprio la cura degli stessi, ove si perpetrino delle violazioni o vengano banalizzati, costituiscano, essi sì, una lesione del bene della sicurezza di tutti i cittadini.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 24 gennaio 2024
Il governo pensa di cambiare l’emendamento Costa. Bongiorno sarà relatrice. Uscito pressoché indenne dalla commissione Giustizia del Senato, il ddl Nordio è ormai pronto alla sfida dell’aula. Ieri, come ultimo passaggio, è stata votata a maggioranza come relatrice la presidente Giulia Bongiorno della Lega. Gli esiti del futuro scontro parlamentare sono scontati, ma se in commissione sono stati fatti passare pochissimi emendamenti, adesso la partita si presenta diversa e già si ammucchiano voci su alcune possibili modifiche.
di Giulia Merlo
Il Domani, 24 gennaio 2024
Prosegue l’iter dei decreti attuativi della riforma dell’ordinamento giudiziario, che prevede il fascicolo di valutazione delle toghe e il limite ai fuori ruolo. Ma ci sono anche le ipotesi di test psico-attitudinali e del sorteggio per eleggere i togati al Csm. Dopo gli scossoni della prima (e forse ultima) conferenza stampa del vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, la grande attesa è per la giornata di domani in Cassazione. L’apertura dell’anno giudiziario è sempre occasione di critiche incrociate mischiate a buoni propositi e sarà l’occasione per vari faccia a faccia.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 24 gennaio 2024
Concluso in commissione l’esame delle misure del disegno di legge Nordio. Anche l’informazione di garanzia non potrà essere pubblicata, tanto più nella sua versione rafforzata che già è destinata a contenere una descrizione dei fatti contestati. Ieri la commissione Giustizia del Senato ha concluso, con il mandato alla relatrice e presidente della commissione stessa, Giulia Bongiorno, i lavori sul disegno di legge Nordio: “credo che questo testo sia l’inizio di un percorso - sottolinea Bongiorno.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 gennaio 2024
Mentre la corrente conservatrice studia la strategia comunicativa, trapelano le ragioni della spaccatura su Nordio e Pinelli: “Area e Md parlano a nome di tutti, ma sono in minoranza. Magistratura indipendente per adesso ufficialmente non intende replicare all’articolo in cui, attraverso le voci di Area, Magistratura democratica e Unicost, la si accusava di essere collaterale al governo, dopo non aver sottoscritto due documenti di critica a Nordio e al vice presidente del Csm Fabio Pinelli, elaborati durante l’ultimo parlamentino dell’Anm.
- “Più toghe fuori ruolo”. La retromarcia di Nordio e della maggioranza
- “Col primo sì alla riforma è iniziata la nostra rivoluzione garantista”
- Piemonte. Sanità penitenziaria, verso un Osservatorio regionale
- Verona. Carcere di Montorio, detenuto di 57 anni si impicca in cella
- Bologna. Alla Dozza piove anche in infermeria: “Lì detenuti con problematiche sanitarie”









