di Michele Raviart
vaticannews.va, 24 gennaio 2024
La morte dell’uomo, detenuto in Alabama per omicidio da 35 anni è prevista per il 25 gennaio. Sarebbe la prima persona per cui sarà utilizzato il metodo del soffocamento per azoto, bandito perfino dai veterinari per sopprimere gli animali. Smith era già sopravvissuto all’iniezione letale un anno e mezzo fa. Una sorta di “accanimento omicida” per la Comunità che in una conferenza a Roma ribadisce come questa sarebbe una nuova frontiera nella “cultura della morte”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 24 gennaio 2024
Diplomazia a piccoli passi, si punta al ritorno in Italia. Lunedì a Budapest intanto comincia il processo. La diplomazia si muove a piccoli passi per Ilaria Salis, prigioniera a Budapest da quasi un anno perché accusata di aver aggredito insieme ad altri due neonazisti ungheresi ai margini di una manifestazione in memoria delle azioni militari delle SS durante la seconda guerra mondiale. Roberto Salis, nella giornata di ieri, è stato ricevuto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che gli ha offerto qualche rassicurazione sull’impegno del governo. “Non è stata una chiacchierata inutile - ha detto il signor Salis -, anche se non ho ancora visto un piano d’azione. Almeno però abbiamo finalmente un canale diretto e Nordio mi è sembrato sinceramente vicino alla famiglia”.
di Luca Attanasio
Il Manifesto, 24 gennaio 2024
Il 22 febbraio del 2021 nel Nord Kiwu, vennero uccisi l’ambasciatore italiano, il carabiniere Vittorio Jacovacci e l’autista congolese Mustapha Milambo. Oggi a Roma la quinta udienza, decisiva per la continuazione del processo intentato dalla Procura di Roma ai due funzionari del Pam. Ma l’esecutivo italiano non è parte civile.
di Antonio Mattone
Il Mattino, 23 gennaio 2024
Ancora un suicidio nel carcere di Poggioreale. Cosa sta succedendo nel penitenziario napoletano dove si sta consumando una vera e propria strage di detenuti? È difficile dare una risposta univoca e immediata a questo interrogativo. Tuttavia queste morti non ci possono lasciare indifferenti e per provare a capirci qualcosa bisogna entrare nei meandri di un luogo tanto complesso quanto pieno di criticità. Innanzitutto bisogna dire che il penitenziario napoletano è solo la punta dell’iceberg di un sistema carcerario che non funziona più e su cui è caduto un silenzio tombale. La politica, di destra e di sinistra appare disinteressata al destino dei carcerati, mentre l’opinione pubblica segue il pensiero dominante e non mostra alcuna empatia per chi in fondo “se l’è voluta”.
di Don David Maria Riboldi*
Il Riformista, 23 gennaio 2024
Soldi per realizzare una di quelle strutture dove l’aspettativa di vita ha una percentuale drammaticamente bassa: 20 morti nei primi 15 giorni del 2024 nelle patrie galere dello stivale. Nuove carceri? Davvero? Il 18 gennaio l’agenzia del demanio del Ministero della Giustizia ha acquisito un’ampia porzione della ex caserma Rotilio Barbetti a Grosseto, per farne un “nuovo polo penitenziario” che “potrà accogliere molti più detenuti dell’attuale carcere di via Saffi”.
di Alessandro Erasmo Costa
tuttieuropaventitrenta.eu, 23 gennaio 2024
Il nostro periodico ospita sempre più spesso drammatiche testimonianze sul vergognoso stato delle carceri italiane. Micaela Tosato, Marco Costantini e Monica Bizaji, insieme a tanti altri hanno costituito una rete di denuncia e di dialogo con tutti coloro che subiscono direttamente o indirettamente il dramma della reclusione. L’idea di Micaela è nata dal suicidio di Donatella, una ragazza che condivideva con lei la reclusione, e che non è stata in grado di superare soprattutto l’ingiustificata separazione dal bambino che aveva avuto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 gennaio 2024
La corrente di Mi rompe il fronte delle toghe e si rifiuta di firmare la mozione contro il Guardasigilli e il vicepresidente Pinelli. Da quando si è insediato il governo Meloni non è la prima volta che Magistratura Indipendente prova a rompere l’unità dell’Anm su temi cruciali, peraltro accusando le altre componenti dell’Anm di fare politica antigovernativa. È successo a ottobre sul caso Apostolico, si è ripetuto durante il Cdc di questo fine settimana su altri due temi.
di Paolo Comi
L’Unità, 23 gennaio 2024
Spaccatura nel consiglio direttivo dello scorso fine settimana: da un lato le toghe di sinistra e di centro, dall’altro quelle di destra. Volano gli stracci nell’Associazione nazionale magistrati. Il potente, ed unico, sindacato delle toghe si è spaccato lo scorso fine settimana sulla riforma della giustizia e sul ruolo istituzionale del Consiglio superiore della magistratura. Da un lato le correnti di sinistra e di centro, dall’altro quelle di destra. La riunione del Comitato direttivo centrale dell’Anm, la prima del 2024, era stata convocata per affrontare il tema della riforma della giustizia che il Guardasigilli aveva illustrato nella sua relazione alle Camere. All’ordine del giorno era stata poi inserita la discussione sulle parole pronunciate dal vice presidente del Csm Fabio Pinelli durante l’ultima conferenza stampa sull’attività svolta in questi mesi a Palazzo dei Marescialli.
di Giuseppe Di Federico*
L’Unità, 23 gennaio 2024
La conferenza stampa tenuta del Vice presidente del CSM Fabio Pinelli giovedì scorso ha ricevuto aspre critiche per due ragioni: per le sue affermazioni sull’operato dei precedenti Consigli che avevano svolto “improprie attività di natura politica” esercitando impropriamente un ruolo da terza camera legislativa; perché avrebbe, con ciò stesso, implicitamente accusato il Presidente della Repubblica di non aver esercitato i suoi doveri di sorveglianza sulle attività del CSM.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 23 gennaio 2024
Quella che si appresta ad essere approvata anche al Senato non è una legge bavaglio, ma una legge sbagliata. Anche se fallirà lo scopo di fermare le cronache, il legislatore va sfidato non ad aumentare i divieti ma a dare più informazione sugli arrestati. L’imminente approvazione anche al Senato di una nuova norma, che delegherà il governo a vietare sino all’udienza preliminare la pubblicazione in forma integrale o per estratto (lasciando possibile solo il contenuto) dei motivi degli arresti e dei sequestri illustrati dai gip nelle ordinanze cautelari, realizzerà una legge sbagliata nella teoria e persino controproducente nella pratica per i cittadini che millanta di voler tutelare, ma non sarà una “legge bavaglio”. Intanto perché è un’espressione da adoperare con pudore, in confronto sia ai bavagli e rischi a cui sono sottoposti giornalisti in Turchia o in Polonia, sia a pregresse proposte normative italiane (ad esempio il ddl Berlusconi-Alfano nel 2008) che di un arresto giungevano a vietare di riferire finanche il contenuto.
- Bavaglio, blitz di Nordio: arriva l’emendamento per rendere gli atti segreti
- Il raptus non c’entra con i femminicidi
- 41 bis, la Cassazione conferma: “Colloqui senza vetro divisorio anche con i 14enni”
- NASpI per un lavoratore detenuto: sentenza della Cassazione
- Napoli. Terzo suicidio in una settimana a Poggioreale. E Delmastro pensa al Maghreb









