di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 23 gennaio 2024
Il governo vuole inasprire ulteriormente la norma Costa: vietato riportare le ordinanze anche solo “parzialmente”. Il governo Meloni sta studiando un emendamento per modificare in senso ancora più restrittivo la norma del deputato di Azione Enrico Costa che vieta la pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare: l’obiettivo è quello di rendere impossibile la pubblicazione integrale o “parziale” degli atti. È questa la possibile novità rispetto al testo approvato alla Camera prima di Natale e considerato un “bavaglio” da molti magistrati, giuristi e associazioni della stampa. Con questa modifica si tornerebbe esattamente alla legge in vigore prima del 2017, cioè quando non si poteva pubblicare niente dell’ordinanza di custodia cautelare: né integralmente né parzialmente.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 23 gennaio 2024
Per contrastare la violenza sulle donne, la sola cosa possibile è agire sulla cultura, sulle abitudini identitarie, sulle disparità di genere, sulla misoginia linguistica. Si continua a discutere sul perché dei femminicidi e c’è ancora qualcuno che parla di malati di mente. Ma quando un fenomeno si ripete ogni giorno e in tutto il mondo non si possono attribuire i delitti a dei raptus ma dobbiamo constatare una intenzione generale di riconquista del potere. Si tratta, come ormai risulta chiaro, di una volontà di punizione, diffusa e condivisa, di cui gli esecutori spesso non sono consapevoli. Nel mondo patriarcale è montata una rabbia vendicativa e una voglia di riportare l’ordine nelle famiglie colpendo e punendo le donne che pretendono autonomia e libertà, riconoscimenti professionali e prestigio.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 gennaio 2024
La Cassazione, Prima Sezione Penale, ha emesso la sentenza n. 3228- 23 in risposta a un ricorso presentato da un detenuto sottoposto al regime del 41 bis. Tale ricorso riguardava un reclamo precedentemente respinto dal Tribunale di Sorveglianza di Sassari, il quale aveva esaminato la richiesta del recluso di poter avere colloqui visivi senza vetro divisorio con il figlio minorenne, pur essendo quest’ultimo di età superiore ai 12 anni, soglia in cui dovrebbe essere consentito il colloquio con l’obbligo di non avere alcun contatto fisico. L’uso del condizionale, come si vedrà, non è usato a caso. Per comprendere i fatti, è necessario ripercorrere quanto accaduto. Il Tribunale di Sorveglianza di Sassari aveva respinto la richiesta del detenuto, ritenendo mancasse una valida ragione per assimilare il figlio del condannato a un minore al di sotto dei dodici anni. La perizia condotta sul ragazzo non aveva rilevato alterazioni significative nello sviluppo psichico che giustificassero un trattamento simile a quello riservato agli infra dodicenni. In dettaglio, il ragazzo era stato descritto come sereno e stabile, ben inserito nel contesto scolastico e familiare, con una pratica sportiva regolare. Di conseguenza, il Tribunale aveva concluso che mancava un fondamento giuridico per consentire colloqui senza l’uso di vetro divisorio. Riguardo alla durata dei colloqui, il magistrato aveva confermato la correttezza della sua decisione (ovvero un’ora sola), sottolineando che al reclamante era concesso un periodo di tempo dedicato ai colloqui, con il diritto di determinare la durata di ciascun incontro con i congiunti.
inca.it, 23 gennaio 2024
Con la Sentenza n° 396 del 5 gennaio 2024, la Corte di cassazione ha affrontato nuovamente il tema del riconoscimento della NASpI ai lavoratori detenuti, rigettando il ricorso presentato dall’INPS contro la decisione della Corte d’Appello che a sua volta aveva confermato il diritto all’ indennità di disoccupazione in favore di un lavoratore detenuto, impiegato in una attività lavorativa intramuraria alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 23 gennaio 2024
Il sottosegretario annuncia possibili accordi con i Paesi africani per il rimpatrio dei detenuti. Terzo suicidio in otto giorni nel carcere di Poggioreale. Dopo due detenuti che si sono tolti la vita in un solo giorno, il 15 gennaio, Andrea Napolitano di 33 anni e Mohmoud Ghoulam di 38 anni, ieri è stato rinvenuto il corpo di un uomo di 34 anni che sarebbe tornato in libertà tra un mese circa, impiccatosi nella sua cella.
casertanews.it, 23 gennaio 2024
L’intesa prevede la coltivazione di orti sociali a beneficio degli altri reclusi con uno sguardo al mercato. I detenuti e le detenute del carcere di Santa Maria Capua Vetere produrranno conserve e confetture. Firmato il protocollo di intesa che prevede l’organizzazione di orti e la realizzazione di impianti di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli nel penitenziario casertano, in un’ottica di recupero e riscatto delle persone detenute.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 23 gennaio 2024
In corso di valutazione la riproposizione del progetto con il carcere di Rebibbia. Per detenute e detenuti è prevista un’importante attività di formazione. Prima la formazione in carcere poi il lavoro sul campo, all’insegna della tecnologia e dell’innovazione digitale e in nome della connessione ultraveloce. Sono gli elementi che hanno caratterizzato il progetto pilota, per cui è in corso di valutazione una eventuale riproposizione, portato avanti da Open Fiber al carcere di Rebibbia a Roma.
veneziatoday.it, 23 gennaio 2024
La settimana scorsa una delegazione di Radicali Italiani è stata in visita al penitenziario femminile di Venezia. La visita di una delegazione dei Radicali al carcere femminile della Giudecca è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione degli istituti di reclusione italiani. La campagna “Devi vedere” - che invita i cittadini, appunto, a osservare con i propri occhi le condizioni dei penitenziari - ha fatto tappa a Venezia venerdì 19 gennaio. “Abbiamo rilevato una situazione migliore rispetto alla media nazionale - è il commento di Samuele Vianello, segretario di Radicali Venezia -. L’istituto femminile veneziano offre numerose attività lavorative e di volontariato. Non mancano però le criticità di natura strutturale”, problema che riguarda tutto il Paese: “La situazione delle carceri italiane è drammatica: il sovraffollamento ha ripercussioni molto serie sulla vita della comunità interna, l’esecuzione penale non è rieducativa ma diseducativa, non riabilitativa ma debilitativa: i tassi elevatissimi di recidiva ne sono la dimostrazione”.
di Tiziana Campisi
vaticannews.va, 23 gennaio 2024
Nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, ieri mattina a Roma, gli studenti del liceo classico Ennio Quirino Visconti hanno incontrato Gherardo Colombo, Agnese Moro e Adriana Faranda per riflettere sullo strumento giuridico che permette a quanti hanno commesso reati e a persone offese di incontrarsi, conoscersi, confrontarsi ed essere coinvolti nella progettazione di un’azione volta ad instaurare rapporti nuovi di fiducia.
lavocedialba.it, 23 gennaio 2024
Il focus, organizzato per venerdì 26 gennaio dall’associazione albese In.differenti, vedrà come relatori Giorgio Leggieri, direttore della Casa di reclusione di Milano Bollate, e Bruno Mellano, garante regionale dei detenuti. Un’occasione di riflessione, di approfondimento e di confronto su un tema di stretta attualità, come quello dei detenuti e della situazione delle strutture penitenziarie: si intitola “Senza sbarre, guida per un carcere più umano”, l’evento organizzato dall’associazione albese In.differenti per venerdì 26 gennaio, alle ore 21 presso la sala Riolfo del comune di Alba. Relatori saranno Giorgio Leggieri, direttore della casa di reclusione di Milano Bollate, e Bruno Mellano, garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte. La serata, gratuita e ad accesso libero, è organizzata in collaborazione con l’associazione Arcobaleno, la fondazione Ugo Cerrato, con la partecipazione della Cooperativa Libraria “La Torre”.









