di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 22 settembre 2023
E così abbiamo anche il nuovo reato di “omicidio nautico”. Unanimità di fatto della Camera (268 si, un contrario e due astenuti), dopo l’analogo voto del Senato nello scorso febbraio. È nato, a sette anni di distanza, il fratellino gemello dell’omicidio stradale. Oggi come allora, con grandi fanfare di opinione pubblica, raccolta di firme, e il Parlamento, incapace di una vera politica di prevenzione, pronto a stipare il codice penale fino all’inflazione per numero di reati. Che invece andrebbero sfoltiti. Eccola qui la nuova versione dell’articolo 589 bis: “Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o della navigazione marittima o interna è punito con la reclusione da due a sette anni”. Si estendono poi all’omicidio nautico le aggravanti già previste per il gemellino sugli incidenti stradali. Pena da otto a dodici anni, per esempio, per guida in stato di alterazione da alcol o sostanze psicotrope.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 22 settembre 2023
La Consulta si trova in una posizione delicatissima sul caso del ricercatore ucciso in Egitto: dare il via libera ai pm potrebbe creare un vulnus. Ieri i giudici della Corte costituzionale, riuniti in Camera di Consiglio, avrebbero dovuto decidere se il processo per la morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso in Egitto nel 2016, si sarebbe potuto celebrare pur in assenza degli imputati. Ma la questione è talmente delicata che non sono riusciti ancora a formulare una sentenza e dovranno riunirsi nuovamente nei prossimi giorni.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 22 settembre 2023
La gravità della condotta e la sua rilevanza penale sono intimamente connesse alla potenziale diffusività dello strumento. Non passa la tesi difensiva che la diffusione di opinioni razziste o eversive diffuse su un social possa essere “derubricata” a gioco di ruolo “innocuo” a fini di istigazione e propaganda di contenuti contraria ai principi fondamentali dell’ordinamento nazionale o internazionale. La diffusione di siffatti contenuti non è priva di offensività in sé in quanto è aggravata dalla possibilità che siano fruiti da un numero indeterminato di persone. Neanche se lo scambio si fonda su un’iniziale attività riferibile a sole poche persone.
di Agnese Pellegrini
Avvenire, 22 settembre 2023
Gentile direttore, all’indomani dell’ennesimo suicidio in carcere avvenuto a Regina Coeli, mi permetto di esporre il mio pensiero riguardo questa casa circondariale, che sorge nella bellissima zona di Trastevere a Roma. Sono volontaria penitenziaria da sette anni, di cui due trascorsi proprio a Regina Coeli, percorrendone ogni settimana i corridoi. E penso che, nell’attuale discussione sull’ipotesi di chiusura, si guardi il dito, invece che la luna.
di Silvio Alaimo
gesuiti.it, 22 settembre 2023
Una riflessione di p. Silvio Alaimo, che da 20 anni svolge il suo ministero nelle carceri di Trieste. È un pensiero comune, diffuso, popolare, secondo il quale le dure condizioni di vita in carcere sono inevitabili, anzi, giuste, poiché parte integrante della pena che deve colpire chi si è macchiato di un crimine. È una idea di riparazione come contrappasso: tu hai fatto soffrire e tu devi soffrire nello stesso modo, anzi, di più. Solo così la vittima può avere “soddisfazione” per il torto subito. Questo principio, che poco si differenzia da quello della “vendetta”, si accompagna a un altro mantra giudiziario: la certezza della pena. Tradotto: il reo deve pagare fino in fondo e soffrire sino all’ultimo giorno previsto dalla condanna. Niente sconti, niente opportunità alternative.
ansa.it, 22 settembre 2023
Erik Masala si è suicidato. Lo ha confermato il medico legale al termine dell’autopsia svolta sul corpo del 26enne cagliaritano trovato impiccato tre giorni fa in una cella del carcere di Bancali. Inizialmente il sostituto procuratore del tribunale di Sassari, Angelo Beccu, aveva disposto un esame esterno sul cadavere del giovane, ma poi lo stesso pm ha deciso per l’autopsia, così da avere maggiori certezze sulla causa del decesso.
di Stefano Gigliotti
Il Giornale, 22 settembre 2023
L’agente ha riportato un trauma cranico dopo essere caduto dal secondo piano del San Paolo di Milano. Un agente di polizia penitenziaria, Carmine De Rosa, 28 anni, è precipitato nel vuoto mentre inseguiva un detenuto palestinese che aveva in custodia al San Paolo di Milano. Mordjane Nazim, 32 anni, era in ospedale per alcune ferite riportate a seguito di una lite avvenuta nel carcere di San Vittore. Nelle prime ore di questa mattina, giovedì 21 settembre, è fuggito lanciandosi dalla finestra del bagno al secondo piano. Il giovane agente si è buttato dietro di lui nel tentativo di fermarlo ma ha sbattuto violentemente la testa, riportando un trauma cranico che lo ha portato in coma farmacologico.
di Antonio Lamorte
L’Unità, 22 settembre 2023
L’evento articolato in due appuntamenti: martedì 19 settembre con il concerto di Liberato per un centinaio di detenuti e giovedì 21 settembre per una giornata di dibattito e approfondimento “tra umanità della pena e promozione delle misure alternative alla detenzione”.
L’Unione Sarda, 22 settembre 2023
“Carcere, Stato, Costituzione: l’art. 27 Cost. tra diritti delle persone detenute ed esigenze di difesa sociale”. Su questi temi OPG - osservatorio per la Giustizia organizza una Giornata di Studi per oggi, venerdì 22 settembre, nella Sala Aldo Marongiu del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati all’interno del Palazzo di Giustizia di Cagliari.
ilcrotonese.it, 22 settembre 2023
“Visitare i carcerati. Morire o risorgere in carcere” è il tema dell’incontro promosso dall’associazione Nessuno tocchi Caino che si è tenuto nella sala Paolo Borsellino della Provincia di Crotone, il 21 settembre. La conferenza è stata preceduta dalla visita alla Casa Circondariale di Crotone da parte di alcuni componenti della Camera penale di Crotone, della commissione Pari Opportunità, dell’Unione camere penali ‘osservatorio carceri’, accompagnati dal Garante dei detenuti del carcere di Crotone, Federico Ferraro. Nel dibattito sono state sviscerate le criticità dei detenuti a causa del sovraffollamento delle carceri, ovviamente anche nella struttura della nostra città, che non può ospitare persone con patologie psichiche che non dovrebbero stare in cella ma in luoghi idonei ad affrontare le loro difficoltà. Il tema della dignità e del rispetto per l’uomo o la donna, prima ancora che del detenuto, è stato il punto condiviso tra i presenti.
- Torino. La mostra “Art. 27” nel Museo Carcere Le Nuove
- Migranti. Mattarella chiede coraggio alla Ue: “Le regole di Dublino sono preistoria”
- Migranti. “I Centri di Permanenza per il Rimpatrio? Sistema costoso e inutile”
- I migranti nell’inferno dei Cpr: viaggio nel centro di permanenza per rifugiati di Torino
- Droghe. Cannabis light, da oggi l’olio di Cbd è stupefacente: si può vendere solo in farmacia











