di Giulia Mascia
sardegnareporter.it, 20 gennaio 2024
“Detenuti in attesa di reato” è il titolo provocatorio dell’incontro dibattito in programma martedì 23 gennaio alle 18.00 nell’ambito degli appuntamenti de “Il Martedì di SDR”. Ospiti dell’iniziativa, nella saletta di via Machiavelli 120/A, saranno Rosaria Manconi, avvocata componente della Camera Penale di Oristano e Francesca Mazzuzi, referente per la Sardegna di “LascaiteCIEntrare”. Promosso dall’associazione culturale “Socialismo Diritti Riforme ODV”, presieduta da Paola Melis, l’appuntamento fa parte del progetto teso a rafforzare le competenze di chi svolge attività di volontariato e favorire la creazione di una rete di collaborazione tra associazioni. L’intento dell’iniziativa è anche quello di offrire occasioni per riflettere sul funzionamento delle Istituzioni e sui diritti delle persone. L’iniziativa intende conoscere la realtà del Centro di Permanenza per i Rimpatri di Macomer, attualmente, in fase di ampliamento, e le norme che sottendono alla vita delle persone ristrette.
rainews.it, 20 gennaio 2024
Percorsi di illustrazione e animazione nella casa circondariale: ciascuno delle persone coinvolte ha raccontato un pezzo di sé. Un pezzo di sé e del proprio vissuto per ognuno dei detenuti. Trasferito, dando libero sfogo all’estro e alla creatività, in un frammento di racconto, un disegno in gesso su una lavagna in ardesia. Tutti insieme danno vita a “Ofarja”, il cortometraggio che alcuni tra i detenuti della casa circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano hanno realizzato nell’ambito di un progetto che la direzione ha avviato in collaborazione con Art33, il Cultural Hub di Napoli Est affidatario del progetto “LievitAzione” in qualità di vincitrice del bando “Fermenti”, iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, gestita dal Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale.
di Roberto Pieralli
La Nazione, 20 gennaio 2024
Da ieri pomeriggio il carcere mandamentale vanta, su una grande parete, un murale frutto di un lavoro, coordinato dal grande. Da ieri pomeriggio il carcere mandamentale vanta, su una grande parete, un murale frutto di un lavoro, coordinato dal grande Maupal, e che ha visto in stretta collaborazione, detenuti e studenti,che hanno saputo realizzare questa opera carica di significati ed emozioni. Particolarmente soddisfatta di questo progetto la direttrice del Carcere Maria Cristina Morrone che, nel ringraziare Laura Romeo presidente della Operazione Cuore, che ha collaborato alla riuscita di questa magnifica opera, si è soffermata sulla collaborazione dei ragazzi, ben 12 studenti del Liceo della Scuola Pontificia Pio IX, che, insieme a 4 detenuti, si sono espressi liberamente raccogliendo un’esperienza unica di cui porteranno un grande ricordo. Da parte di Maupal, l’artista della street art, la descrizione dell’opera, con un panorama che rievoca il profumo della libertà ed è espressa attraverso una classica visione della Toscana ed al centro una strada che porta verso casa. C’è un simbolismo che si rifà al tempo sospeso. Per Laura Romeo quello appena presentato è stato uno dei progetti fra i più emozionanti ed ha detto: “I pregiudizi possono crollare ci vuole coraggio volontà e cuore.” Dietro a tutto questo lavoro , iniziato con la collaborazione fra il Carcere e la Coop THC di Roma, c’è la volontà di un inserimento socio lavorativo per i detenuti e su questo passaggio si è, a più riprese, espressa la direttrice Morrone che ha avuto parole di riconoscenza verso il volontariato ed il Terzo Settore. Nell’eseguire il murales, in tutto sono occorse 10 ore, è stato rilevato come le persone partecipanti non si sentivano giudicate ma pronte a condividere questa esperienza. Fra i presenti all’inaugurazione anche fratello Andrea Bonfanti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 gennaio 2024
C’è una situazione di grave difficoltà che coinvolge i servizi di salute mentale del nostro Paese. I finanziamenti sono scarsi, il personale è insufficiente e spesso non adeguatamente formato, mentre le politiche regionali si orientano frequentemente verso un modello di psichiatria basato sull’ospedalizzazione e sulla contenzione. Basti pensare all’ennesima tragedia, di recente al centro della cronaca, che coinvolge Giulia Lavatura, una 41enne di Ravenna. Lunedì mattina, è uscita dalla finestra all’ultimo piano del condominio, ha camminato sui ponteggi e si è poi lanciata nel vuoto insieme alla figlia di sei anni e alla cagnolina. La madre si è miracolosamente salvata, ma la piccola e il cane no. La donna soffre di un grave disturbo bipolare ed era seguita dal Centro di salute mentale, ma forse non in modo sufficiente. Aveva interrotto l’assunzione dei farmaci, il che forse ha portato al gesto estremo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 gennaio 2024
A 45 anni dall’approvazione della “legge Basaglia”, che ha segnato un momento rivoluzionario, ci troviamo ancora di fronte a problemi persistenti, non a causa della legge stessa, ma a causa delle difficoltà nell’attuarla appieno. Come riportato in questa pagina, lo scorso giugno l’associazione Forum Salute Mentale Nazionale ha voluto riproporre, per la terza volta, il disegno di legge “Disposizioni in materia di tutela della salute mentale volte all’attuazione e allo sviluppo dei princìpi di cui alla legge 13 maggio 1978, n. 180) Il ddl depositato mesi fa alla Camera da Debora Serracchiani e al Senato da Filippo Sensi, è un tentativo di affrontare le lacune nella piena realizzazione della “legge Basaglia”. Quest’ultima, nota anche come legge n. 180 del 1978, ha segnato una svolta nella cura dei disturbi mentali in Italia. Al contrario di un semplice abbandono degli ospedali psichiatrici, ha introdotto un innovativo sistema di servizi di assistenza psichiatrica basato sul territorio. Tuttavia, nonostante l’importanza di questa legge, la sua attuazione è stata rallentata nel corso degli anni. Solo negli anni 90, con l’adozione dei progetti obiettivo per la salute mentale, si è registrato un progresso significativo, culminato nella chiusura degli ospedali psichiatrici.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 20 gennaio 2024
Il 19 gennaio un gruppo dell’esercito è volato a Tirana per le prime verifiche nelle località prescelte per realizzare i centri per migranti. Il viaggio organizzato nonostante la Corte dell’Albania non si sia ancora pronunciata sulla legittimità dell’accordo Rama-Meloni.
Il Manifesto, 20 gennaio 2024
“Amnesty International Italia è profondamente preoccupata per i potenziali impatti negativi del protocollo sull’effettiva tutela dei diritti umani e invita le istituzioni italiane ad astenersi dalla sua ratifica e attuazione”. Lo afferma in una dichiarazione l’Ong con riferimento al protocollo Roma-Tirana per la costruzione di centri di trattenimento per migranti oltre Adriatico. La discussione parlamentare del ddl di ratifica inizierà lunedì.
di Luca Casarini
L’Unità, 20 gennaio 2024
Una finzione come lo è la zona Sar libica (suggerita da Roma ai tempi di Minniti) che solo un altro stato costiero potrebbe mettere in discussione. Il governo fantoccio di Tripoli vuole che l’International maritime organization (Imo) dichiari la sua “zona di contiguità”. Si tratta di una porzione di mare che si estende fino a 24 miglia dalla costa, sulla quale lo stato di riferimento può esercitare il controllo sulle navi che lo percorrono.
di Giada Aquilino
L’Osservatore Romano, 20 gennaio 2024
La popolazione carceraria, un’”umanità ferita” bisognosa di “redenzione”. Parte dalle parole di Papa Francesco la riflessione di Gianni La Bella, professore ordinario di Storia contemporanea all’università di Modena e Reggio Emilia, sulle carceri in America Latina, a pochi giorni dalla rivolta nei penitenziari e dalla violenza nelle strade dell’Ecuador, ad opera di bande criminali legate ai cartelli della droga messicani. “In America Latina la struttura carceraria non ha purtroppo alcun profilo per essere un luogo in cui sia possibile, per le persone che vengono recluse, trovare una redenzione della propria vita”, osserva il docente, profondo conoscitore delle dinamiche latinoamericane, che da anni segue per la Comunità di Sant’Egidio. “C’è un universo concettuale che fa delle carceri un luogo di assoluta repressione ed esclusione dal resto della società. Negli ultimi anni la popolazione carceraria in America Latina è cresciuta esponenzialmente: il primo vero problema delle carceri è dunque il sovraffollamento. Ad Haiti per esempio si va a oltre il 450%, un record raggiunto anche in altri Paesi come il Guatemala, la Bolivia, l’Ecuador, dove le persone recluse vivono alle volte anche con altri 15 detenuti, in luoghi dove i minimi diritti umani sono massicciamente calpestati”.
di Emanuele Giordana
Il Manifesto, 20 gennaio 2024
Dall’inizio delle proteste nel 2020 1.938 persone sono state perseguite per aver partecipato a assemblee o manifestazioni. Mongkol “Busbas” Thirakot - un attivista trentenne di Chiang Rai (Thailandia settentrionale) - è stato condannato a 50 anni di carcere per aver violato la legge sulla diffamazione reale, il famigerato articolo 112 del codice penale, la più drastica legge a difesa della monarchica che esista sul pianeta. L’udienza d’appello si è risolta con una condanna che ha tenuto conto di più reati oltre a quelli ascrittigli in primo grado, cosa che gli ha aumentato la pena. Secondo i suoi avvocati si tratterebbe della più severa condanna per violazione dell’articolo 112 del codice penale del Regno. Ora Busbas sta presentando una richiesta di cauzione alla Corte Suprema. Una battaglia in salita.









