di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 19 gennaio 2024
Da giorni circola una petizione contro l’Università di Padova, rea, secondo gli accusatori, di aver espresso solidarietà e cordoglio per la morte di Giulia Cecchettin soltanto a parole. Di più: il rettore avrebbe tollerato che l’avvocato Giovanni Caruso, professore ordinario di Diritto Penale, assumesse la “difesa del suo assassino”, Giovanni Turetta.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 gennaio 2024
Il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, che aveva respinto l’istanza, aveva rilevato che il recluso, pur mantenendo una condotta regolare in carcere e raggiungendo un’età ormai avanzata, continuava a rappresentare un pericolo per la sicurezza pubblica. La Cassazione, con la sentenza n. 1235/ 2024, ha respinto il ricorso presentato da un detenuto, condannato per associazione mafiosa, che chiedeva la concessione di un permesso premio. Ricordiamo che questo reato, grazie alla Consulta, non è più considerato ostativo nel senso che i benefici non sono più negati a prescindere. Il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, che aveva respinto l’istanza, aveva rilevato che il detenuto, pur mantenendo una condotta regolare in carcere e raggiungendo un’età ormai avanzata, continuava a rappresentare un pericolo per la sicurezza pubblica. Questo in quanto era radicato nell’ambiente criminale di Castelvetrano ed era intraneo alla famiglia mafiosa Messina Denaro.
di Enzo Spiezia
ottopagine.it, 19 gennaio 2024
Strasburgo. Decisione per una donna sordomuta, condannata a 12 anni per omicidio figlio. Un risarcimento nell’ordine di decine di migliaia di euro, per il trattamento disumano subito durante la detenzione in carcere. Lo ha disposto, dopo la dichiarazione unilaterale con la quale il Governo italiano ha riconosciuto l’esistenza della violazione, la Corte europea dei diritti dell’uomo, alla quale avevano fatto ricorso gli avvocati Matteo De Longis e Michele Maselli.
di Giuseppe Legato e Alessandro Previati
La Stampa, 19 gennaio 2024
La denuncia dei detenuti sul giornale del penitenziario. I medici non si sarebbero accorti dell’edema polmonare. La procura indaga. Stava male da giorni Andrea Pagani, il detenuto di 47 anni trovato senza vita nella propria cella del carcere di Ivrea il 7 gennaio. E adesso un’inchiesta dovrà ricostruire se e cosa potrebbe non aver funzionato perlomeno in termini di assistenza medica su un uomo che si trovava in regime di custodia dello Stato. Ciò che è certo al momento è che i detenuti del secondo piano dell’istituto di pena piemontese, hanno affidato a “La Fenice”, il giornale online del carcere, una lunga lettera per chiedere che questo episodio non passi sottotraccia. “Il caso in questione è stato preso troppo alla leggera e fatto passare per una semplice influenza - hanno scritto - ma tutti noi della sezione avevamo dubbi, perché il ragazzo faceva fatica a camminare, respirare, muoversi e negli ultimi giorni era sempre più bianco-giallastro e con le labbra viola. Fino alla settimana prima che si ammalasse, veniva regolarmente al campo sportivo e giocavamo a calcio anche per due ore senza alcun problema”.
di Carmine Perantuono
rete8.it, 19 gennaio 2024
Dal processo sulle eventuali responsabilità per il suicidio dello psichiatra Sabatino Trotta esce di scena, come richiesto anche dal PM, la direttrice del carcere di Vasto. Rinviato a giudizio l’addetto alla sorveglianza. Si è concluso con l’assoluzione perché il fatto non sussiste il processo con il rito abbreviato nei confronti del direttore del carcere di Vasto Giuseppina Ruggero, e con il rinvio a giudizio dell’assistente capo coordinatore in servizio presso la Polizia penitenziaria e addetto alla sorveglianza dei detenuti, Antonio Caiazza, l’udienza celebrata oggi dinanzi al Gup del Tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, per il suicidio nel carcere di Vasto dello psichiatra all’epoca dirigente medico dell’Asl di Pescara, Sabatino Trotta.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 gennaio 2024
Il deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro della Giustizia in seguito all’articolo pubblicato su Il Dubbio dell’8 gennaio scorso e alla trasmissione di Radio Leopolda “Carceri, bisogna vederle” curata da Rita Bernardini, dell’11 gennaio. La vicenda, lo ricordiamo, coinvolge l’avvocato Stefano Giordano, il quale ha denunciato di essere stato aggredito da un agente penitenziario della Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo mentre cercava chiarimenti sul mancato accredito di 450 euro su conti di tre detenuti azeri.
di Monica Cristina Gallo*
riforma.it, 19 gennaio 2024
Per parlare della situazione delle carceri in Italia vorrei partire da un esempio vicino, dalla Casa Circondariale di Torino costruita a fine anni ‘70, inizialmente denominata “Casa Circondariale Vallette” dal nome del quartiere di appartenenza e poi rinominata “Lorusso e Cutugno” in memoria di due agenti della polizia vittime del terrorismo. La struttura (costruita negli anni 70-80) negli anni 90-2000 fu ampliata con la costruzione del padiglione E (l’edificio adibito alla comunità). Le condizioni strutturali incidono sulla quotidianità degli individui che vi sono rinchiusi o che ci lavorano. Gli spazi della detenzione appaiono spesso privi di quell’attenzione progettuale atta a consentire la semplice distanza fra gli individui, una distanza affinché ognuno possa avere a disposizione lo spazio vitale necessario per il proprio benessere. Il più delle volte le camere di pernottamento sono anguste, fatiscenti e ospitano due o tre persone estranee fra loro, talvolta appartenenti a culture, tradizioni e religioni diverse.
di Valentina Rigoldi
noizona2.it, 19 gennaio 2024
In occasione di BookCity Milano 2023, nell’ambito del programma BookCity Scuole e Sociale, la Casa della Carità e il liceo scientifico “Luigi Cremona” insieme al Gruppo Carcere “Mario Cuminetti” hanno promosso l’evento pubblico “Parole di libertà”, che ha concluso un percorso formativo sulla lettura ad alta voce, che nell’anno scolastico 2022-2023 ha coinvolto studentesse e studenti del liceo Cremona. Il progetto ha avuto una durata di 6 mesi e si è articolato in una prima fase di formazione, seguita da una serie di incontri all’interno di San Vittore cui hanno partecipato studenti e insegnanti, che hanno svolto azioni di promozione della lettura nelle biblioteche dei diversi reparti della Casa Circondariale.
di Daniela Zorat
giornaledibrescia.it, 19 gennaio 2024
La parola inclusione ha oggi anche una forma tangibile. Anzi tattile. È quella di un libro scritto in braille e con disegni in rilievo creati con materiali che anche le persone non vedenti riescono a capire sfiorandoli con le dita. Non solo. A realizzare questo volume sono stati i detenuti e le detenute del carcere di Verziano che, in forma volontaria, hanno partecipato al laboratorio “Arte terapia” promosso dalle associazioni “Bambini in Braille” e “Carcere e territorio”. Un tomo che ha anche partecipato alla settima edizione del concorso nazionale “Tocca a te” e che ha ottenuto la menzione speciale “Libro del cuore”. Una copia è conservata alla biblioteca di Bologna, un’altra andrà ad arricchire la biblioteca di Sarezzo (che ne ha fatto richiesta) e altre saranno composte.
di Giulia Crivelli
Il Sole 24 Ore, 19 gennaio 2024
Del marchio di borse e piccoli accessori La Milanesa si può dire che sia nativo sostenibile, più ancora che nativo digitale, pur essendo nato a rivoluzione digitale in atto. Fin dalla sua fondazione, nel 2019, il marchio ha scelto di produrre artigianalmente - e già questa può essere considerata una caratteristica di sostenibilità sociale - e di farlo grazie all’impegno di persone, per la stragrande maggioranza donne, che vivono in Rsa o case di cura per anziani.
- Arezzo. Sport in carcere, al via il progetto tra il Csi e la Casa circondariale
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