di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 20 settembre 2023
Un italiano su due denuncia di aver subìto almeno una volta atti di discriminazione, razzismo, intolleranza. I dati di un nuovo report, una campagna di sensibilizzazione e l’iniziativa “Scendiamo in piazza”. Carlo Maria racconta di una festa al liceo in cui aveva ballato con un suo compagno, e dice che gli insulti omofobi ricevuti allora li ricorda tutti. Elisa invece, per come veniva trattata a causa del suo aspetto fisico, aveva il terrore dell’estate fin da quando era alle medie. Mark di anni ne aveva quindici - si sfoga adesso - quando i ragazzi più grandi del parco lo chiamavano “sporco ebreo”.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 20 settembre 2023
La misura confluirà nel “Dl Sud” non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Realizzazione di nuovi Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) e modifica del termine di trattenimento di chi entra illegalmente in Italia, innalzato a 18 mesi, limite massimo consentito dalle attuali normative europee. Dopo l’annuncio dei giorni scorsi in seguito all’emergenza sbarchi registrata a Lampedusa arriva in Consiglio dei ministri il via libera alla stretta dell’esecutivo sulla gestione dei flussi migratori. “Misure molto importanti” per Giorgia Meloni che, prima di volare a New York per l’assemblea generale delle Nazioni Unite, presiede anche la riunione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr).
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 settembre 2023
Trattenimento nei Cpr aumentato a 18 mesi? La direttiva europea però dice altro. Come già riportato ieri, il Consiglio dei ministri ha deciso di prolungare il trattenimento massimo nei Centri di Permanenza per i Rimpatri (Cpr). Si passa da tre mesi, ai quali in casi particolari potevano essere aggiunti 45 giorni, a diciotto. Con questa modifica, si ritorna alla legge Maroni del 2011, quando questo limite massimo di detenzione per i migranti, che non hanno commesso alcun reato come sottolineato più volte, fu esteso. Ci si adagia sul fatto che questo limite massimo è consentito dalla Direttiva europea sui rimpatri del 2008. Ma è esattamente così?
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 20 settembre 2023
Per i Centri di rimpatrio nell’ultima manovra sono stati stanziati 42,5 milioni in tre anni. Il ministro dell’Interno difende le nuove misure del governo. Solo Fedriga è entusiasta, Zaia: “Nessuno ci ha contattati”. E Giani: “Mai in Toscana”. Il presidente emerito Mirabelli: “Diritti costituzionali a rischio se la custodia avrà un carattere detentivo”.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 20 settembre 2023
Le Regioni contro i Cpr chiesti dal governo per la detenzione dei migranti irregolari. Critiche dal Veneto alla Campania: “Il vero problema è accogliere, non respingere”. In molti rumoreggiano, alcuni si dicono pronti alle barricate. Parte in salita la nuova strategia annunciata da Giorgia Meloni per contrastare l’immigrazione irregolare. La realizzazione di centri per il rimpatrio (Cpr) in ogni Regione, dove detenere le persone fino a 18 mesi, incontra il secco no dei territori. In queste ore i governatori di centrosinistra, ma non solo, annunciano battaglia contro l’apertura delle nuove strutture.
di Gianfranco Pasquino*
Il Domani, 20 settembre 2023
Hotspot, confinamenti e trasferimenti non servono a nulla. Le misure congiunturali non bastano, serve una visione strutturale per affrontare una sfida epocale che durerà per un tempo indefinito. Soltanto in parte è lecito e utile definire l’immigrazione un’emergenza. Infatti, il fenomeno è strutturale, destinato a durare per un periodo di tempo indefinito. Uomini, donne e bambini continueranno a lasciare l’Africa, il medio oriente, Pakistan e Bangladesh incessantemente. Nei loro paesi ci sono governi autoritari e repressivi, spesso aiutati e sostenuti dagli occidentali, ma anche dai russi e dai cinesi.
di Federica Iezzi
Il Manifesto, 20 settembre 2023
Nel 2023 sono già più di 130mila i migranti arrivati in Italia via mare e oltre duemila quelli deceduti nel tentativo di raggiungere l’Europa. Nel 2023 sono già più di 130mila i migranti arrivati in Italia via mare e oltre duemila quelli deceduti nel tentativo di raggiungere l’Europa. Di questi, secondo i dati diffusi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), almeno 73mila partono dagli hub tunisini e 33mila da quelli libici.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 20 settembre 2023
Per uno stupro te la cavi di solito con cinque anni; secondo l’esponente del Pd invece, se ti beccano con lo spinello, devi fartene forse anche sei. Non credo che ci sia bisogno di spiegare l’evidente follia della proposta. Uno dei capi della corrente di minoranza del Pd, cioè il correntone di Bonaccini, ha presentato alla Camera una proposta di legge per aumentare le pene ai ragazzini che vengono beccati con lieve quantità di droghe leggere: fino a 6 anni. E comunque non meno di 2 anni. Sono pene in linea con le pene che oggi sono previste per il reato di stupro. Per uno stupro te la cavi di solito con cinque anni; secondo l’esponente del Pd invece, se ti beccano con lo spinello, devi fartene forse anche sei. Non credo che ci sia bisogno di spiegare ai lettori dell’Unità l’evidente follia della proposta.
di Silvia Bignami
La Repubblica, 20 settembre 2023
Intervista alla sindaca di San Lazzaro (Bo), che boccia il ddl presentato dal dem De Maria. “Cannabis legalizzata? Sì, sono a favore. Soprattutto per tutelare i giovani”. “Non condivido il disegno di legge presentato dall’onorevole Andrea De Maria. Questa proposta rischia di vedere in carcere ragazzini incensurati. Un minorenne che fosse trovato con piccole quantità di marijuana, con questa proposta, potrebbe rischiare il carcere”. La sindaca di San Lazzaro Isabella Conti boccia il ddl “proibizionista” presentato dal deputato dem.
di Marco Perduca
Il Dubbio, 20 settembre 2023
L’ultimo World Drug Report delle Nazioni Unite segnala che “economie basate sul traffico di stupefacenti illeciti possono prosperare in situazioni di conflitto o dove lo stato di diritto è debole” concorrendo a “prolungare o alimentare” i combattimenti. Non è una novità bensì, in tempi in cui la presenza di “droghe” illegali non accenna a diminuire e tornano guerre civili e di aggressione, la conferma che la proibizione è un elemento strutturale o con-causa di crimini. Se non crimine essa stessa.
- Stati Uniti. Condannato a morte sopravvisse all’esecuzione: ora sarà giustiziato con l’azoto
- Iran. Un anno di feroce repressione rimasta impunita: è ora di contrastarla
- Mille detenuti in più nell’ultimo mese. E riprende l’ondata dei suicidi
- Quando il carcere minorile è un “banco di prova” per i futuri criminali
- Avevano promesso: “mai più”. Ma sono ancora 19 i bimbi in carcere











