di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 settembre 2023
La senatrice leghista Giulia Bongiorno rilancia da Pontida la misura per gli stupratori. Ma Nordio in passato ne parlò come di una “punizione corporale”. “Ci sono quelli che violentano donne e minori. Entrano in carcere, poi escono e riviolentano donne e minori. Ci dicono: “non riesco a frenare i miei impulsi”. Io non ho dubbi: se uno stupratore non riesce a tenere i propri impulsi vuol dire che ha bisogno di un aiuto e questo aiuto si chiama in un modo: castrazione chimica”. Lo ha affermato la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, dal palco di Pontida. “Non è una operazione chirurgica, non è una tortura - ha precisato - è applicata in molti Paesi europei, è un trattamento farmacologico che agisce sulla libido e con il vostro aiuto questa sarà la nostra prossima battaglia”. Applausi dal pratone dei militanti del Carroccio. Ma sarà davvero una battaglia condivisa dalla maggioranza che sorregge il Governo? Sicuramente troverà l’appoggio di Fratelli d’Italia.
di Luigi Ferrajoli
Il Manifesto, 19 settembre 2023
Riprende, domani, il giudizio d’appello contro la condanna in primo grado, il 30 settembre 2021, a 13 anni e due mesi di reclusione per l’ex sindaco di Riace. C’è una nuova figura penalistica creata in questi anni dalla demagogia populista: quella dei reati di solidarietà. Le persone che salvano migranti in mare, coloro che danno lavoro a un clandestino, oppure una casa in locazione dove poter vivere umanamente, sono i nuovi delinquenti creati dalla legislazione d’emergenza.
di Luciano Onnis
La Nuova Sardegna, 19 settembre 2023
Lo ha reso noto Maria Grazia Caligaris, referente e portavoce dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” che si occupa dei problemi dei detenuti e del sistema carcerario sotto l’aspetto umanitario. Un cagliaritano di 25 anni, detenuto nel carcere di Bancali a Sassari, si è suicidato la scorsa notte impiccandosi nella sua cella. Padre due bambini, Erik Masala, stava scontando un cumulo di pene per numerosi reati compiuti a Cagliari. Lo ha reso noto Maria Grazia Caligaris, referente e portavoce dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” che si occupa dei problemi dei detenuti e del sistema carcerario sotto l’aspetto umanitario. “Un gesto estremo, per molti versi inspiegabile - sostiene Caligaris, che ha gettato nello sconforto tutti gli operatori penitenziari di Bancali. Sono infatti risultati inutili i tentativi di salvarlo. Un atto estremo di autolesionismo che nessuno però può ignorare. Occorre una seria riflessione su quanto sta avvenendo dentro le carceri italiane e mettere mano a una seria azione riformatrice in grado di dare risposte ai bisogni reali della società”.
Gazzetta di Modena, 19 settembre 2023
Aperto un fascicolo: l’uomo era stato trovato senza vita nella sua cella. La Procura di Modena vuole vederci chiaro e, tramite gli inquirenti, ha deciso di avviare un’indagine sulla morte del detenuto 36enne tra le mura del carcere di Sant’Anna. Per farlo, ha disposto ed effettuato l’autopsia sul corpo dell’uomo, trovato morto martedì scorso all’interno della sua cella.
di Nicola Munaro
Il Gazzettino, 19 settembre 2023
Si era tolto la vita in cella dopo un’ordinanza di custodia cautelare per fatti risalenti al 2018. “Bob” è un pupparino azzurro-giallo restaurato dalla Remiera Serenissima e che solcherà le acque della laguna. Porta il soprannome con cui i colleghi di lavoro chiamavano Bassem Degachi, il trentottenne tunisino che il 6 giugno si è impiccato in cella dopo aver ricevuto un’ordinanza di custodia cautelare per fatti di spaccio in via Piave del 2018. Quelle carte erano rappresentavano per lui - già in semilibertà - un macigno insormontabile che calava sull’orizzonte di una nuova vita fuori dal carcere ormai vicina fatta, anche, di un lavoro in remiera.
di Attilio Nettuno
casertanews.it, 19 settembre 2023
La testimonianza nel corso del processo all’aula bunker. Depositate le foto delle lesioni e i referti medici. Le foto delle lesioni ma anche i referti medici che le descrivono entrano nel processo per le torture avvenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020 per le quali sono imputate 105 agenti della polizia penitenziaria e 2 medici (questi ultimi accusati di falso).
di Anna Maria Dello Preite*
Il Dubbio, 19 settembre 2023
Con riferimento ai fatti riportati nell’articolo apparso il 13 settembre 2023 dal titolo “Il grido dei detenuti di Viterbo: qui è un gulag staliniano”, preme precisare che il detenuto cui si fa riferimento nella prima parte dell’articolo, è stato ricoverato presso il reparto di Medicina Protetta nei mesi di maggio e luglio dove ha eseguito tutti gli esami previsti i cui risultati hanno dato esito negativo. Il 7 settembre scorso ha rifiutato di essere condotto in infermeria pretendendo di essere trasferito direttamente in Ospedale senza la necessaria preventiva valutazione medica.
di Francesco Baldini
civonline.it, 19 settembre 2023
Dal 1950 l’istituto fornisce una seconda occasione alla popolazione carceraria. Quest’anno sono attive 4 classi: 3 a Borgata Aurelia e 1 a via Tarquinia. Circa trenta alunni diplomati negli ultimi cinque anni negli istituti penitenziari cittadini grazie al lavoro dell’Istituto Calamatta che, dal 1950, offre un’importante possibilità di riscatto e reinserimento ai detenuti. Come hanno spiegato il dirigente scolastico Giovannina Corvaia e il docente responsabile Fabio Brunori attualmente nei due istituti superiori cittadini sono attive 4 classi di manutenzione assistenza tecnica, 3 a Borgata Aurelia e 1 a via Tarquinia per un numero approssimativo di 30 alunni. “Non è facile - hanno sottolineato - dare numeri precisi a causa delle dinamiche proprie del carcere. C’è chi esce, chi viene trasferito, chi smette, chi si aggiunge, eccetera. Si tratta di una importante opportunità per lavorare su se stessi, sia nell’ottica del reinserimento che più semplicemente del miglioramento personale, rivalutarsi, rimettersi in gioco. È bello vedere persone anche grandi tornare tra i “banchi” e impegnarsi, sfruttare al massimo l’occasione”.
Gazzetta del Sud, 19 settembre 2023
Il 13 settembre scorso una delegazione dell’Istituito penitenziario di Crotone ha consegnato al Santo Padre Francesco, al Presidente Mattarella, per il tramite del Consigliere per gli Affari dell’Amministrazione alla Giustizia dott. Stefano Erbani e al Capo del Dipartimento per Amministrazione Penitenziaria Presidente Giovanni Russo, delle opere artistiche realizzate dai detenuti del locale Istituto penitenziario.
di Stefano Lorenzetto
Corriere della Sera, 19 settembre 2023
Alfieri Fontana, ex imprenditore e volontario, da fabbricante di morte a sminatore nei Balcani. “Salvato da mio figlio, aveva 8 anni quando mi diede dell’assassino. Come ho espiato le mie colpe? Tre stent al cuore e ho perso l’occhio destro”. Si fa presto a dire mine antiuomo. Quali? Ve ne sono di due tipi: a pressione e a frammentazione. Le prime esplodono se vengono calpestate e dilaniano il piede, la gamba, i genitali; le seconde si attivano con un filo d’innesco e uccidono all’istante. Per lo sventurato che vi inciampa meglio le seconde, verrebbe da dire, se non fossero imbottite di schegge metalliche che feriscono chiunque si trovi nei 10.000 metri quadrati di terreno circostante.











