di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 gennaio 2024
Il ministro della giustizia Nordio, di fronte al parlamento, ha dichiarato che il sovraffollamento delle carceri è un problema che coinvolge non solo l’Italia, ma tutti i Paesi. Ha sottolineato che il nostro Paese si trova tra i primi posti per quanto riguarda il trattamento umanitario dei detenuti. Non solo. I suicidi del 2023 sono risultati leggermente inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente, indicandolo come se fosse uno progresso, quasi come se fosse una sorta di magra consolazione. Ma ha anche aggiunto che i suicidi in carcere sono difficili da evitare. Ha ammesso che la costruzione di nuove carceri è difficile a causa di vincoli paesaggistici e ambientali, ma contemporaneamente ha riproposto la vecchia ricetta della ristrutturazione delle caserme dismesse.
di Angela Stella
L’Unità, 18 gennaio 2024
Intervenendo in Aula sullo stato della giustizia il ministro rivendica: “L’Italia ai primi posti per trattamento umanitario dei detenuti”. Le intercettazioni? “Rischiamo di piombare nel medioevo”. E difende la cancellazione dell’abuso d’ufficio. Arrendevolezza sui suicidi in carcere, attacco alle opposizioni e ad alcuni magistrati per presunte “fake news” su alcune riforme in cantiere, dito puntato contro lo strapotere senza responsabilità dei pubblici ministeri, certezza che la separazione delle carriere si farà ma dopo la riforma del premierato. Questa la sintesi dell’intervento di ieri del Ministro della Giustizia Carlo Nordio alla Camera dove ha condiviso la sua relazione sullo stato della giustizia. Andiamo per ordine.
di Luigi Miceli*
Il Dubbio, 18 gennaio 2024
A proposito del detenuto che il 13 gennaio si è suicidato ad Agrigento. Sul fronte carcere il nuovo anno è iniziato come si era concluso il precedente: il 13 gennaio, nel penitenziario di Agrigento, si è suicidato un detenuto recluso in regime di “alta sicurezza”. All’ovest niente di nuovo, si potrebbe dire, continuando a risultare vani i richiami ai diritti umani, alla presunzione di non colpevolezza, al rispetto della dignità del condannato e alla funzione rieducativa della pena, ad ogni piè sospinto invocati dalle Camere Penali, tanto che al tema del carcere viene dedicato il titolo dell’imminente inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti italiani.
di Angela Barbieri
Il Tempo, 18 gennaio 2024
Nordio: “L’obiettivo è che almeno il 20% sconti la pena nel suo Paese. Rispetto ai posti disponibili ci sono circa 10mila unità in più”. Se teniamo conto che la maggioranza dei detenuti nelle nostre carceri è di origine straniera, se solo noi riuscissimo a far eseguire questa pena al 10 o al 20 per cento dei detenuti”, nel loro Paese, “avremmo risolto il problema del sovraffollamento carcerario, che attualmente, numericamente parlando, eccede di 10.000 unità, circa 50.000 posti disponibili e circa 60.000 detenuti”.
di Carlo Bonini
La Repubblica, 18 gennaio 2024
Con la foga dell’angelo vendicatore e una narrazione intrisa di risentimento ideologico, il ministro della Giustizia Nordio, a nome del governo e della sua maggioranza, annuncia al Parlamento il progetto di definitivo scasso di uno dei principi cardine della nostra giurisdizione (la sua unicità) e la resa del sistema penale al veleno della nostra democrazia: la corruzione e gli altri reati contro la pubblica amministrazione. Per farlo, tratteggia un quadro della nostra amministrazione della giustizia deformato da un’idea paranoide. In cui i pubblici ministeri sono monadi feroci che frugano nella vita degli individui e delle loro comunicazioni, privando presunti innocenti della loro dignità, privacy e libertà, “senza rispondere a nessuno” e in forza di “poteri incompatibili con la struttura costituzionale”.
di Giulio Baffetti
Il Riformista, 18 gennaio 2024
Il Guardasigilli lancia bordate e rivendica il ddl che cancella il reato, ma balbetta sulle condizioni dei penitenziari e sulla piaga dei suicidi. Bordate sull’abuso d’ufficio e i reati contro la pubblica amministrazione. Fin troppa timidezza sulle carceri. È un Carlo Nordio a due facce quello che illustra in Parlamento la relazione sull’amministrazione della giustizia. Si parte alla Camera. Dove il Guardasigilli comincia pacioso e paludato. Poi arrivano le stoccate, soltanto alla fine del suo intervento. Quando Nordio rivendica l’abolizione dell’abuso d’ufficio, proprio mentre il ddl che cancella il reato passa in Commissione Giustizia al Senato.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 18 gennaio 2024
Il Guardasigilli in Parlamento: “Carceri sovraffollate ma la situazione non è tragica. Oggi i poteri del pubblico ministero sono incompatibili con il dettato costituzionale”. Si dice Carlo Nordio, si intende il nuovo “toro scatenato”. In Parlamento ieri la Relazione del ministro sullo stato della giustizia è stato un continuo fuoco d’artificio. Impossibile anche solo elencare i campi dove il Guardasigilli sta operando o dove intende andare. Di sicuro non ha rinunciato alla riforma di rango costituzionale per la separazione delle carriere, anche se lui stesso ora non sa se ce la farà. “Non andremo alle calende greche, ma speriamo di avere il tempo”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 18 gennaio 2024
L’annuncio nel corso della Relazione annuale sullo stato dell’amministrazione della Giustizia in aula alla Camera. “Entro febbraio prevediamo di approvare definitivamente i decreti correttivi alla riforma penale. E a breve saranno presentati i correttivi alla riforma civile, per concludere auspicabilmente l’iter entro la primavera”. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, illustrando questa mattina la Relazione sullo stato dell’amministrazione della Giustizia in aula alla Camera.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 18 gennaio 2024
La relazione del ministro. La separazione delle carriere sarà attuata “non alle calende greche”, riflettendo su un principio: “Conferire poteri immensi al pm come capo della polizia giudiziaria mantenendo i poteri che ha, senza essere controllato, è un pericolo”. Carlo Nordio, nella relazione annuale al Parlamento, annuncia le linee di intervento che dovrebbero risolvere i problemi di una giustizia con un “buco di 1.400 magistrati” e del 40% di personale amministrativo. E si sofferma sulla riforma costituzionale chiesta con forza da FI con un’argomentazione che non piace all’Associazione nazionale magistrati: “Le parole del ministro tradiscono un’intenzione recondita: la voglia di ridimensionare i poteri del pm, che definisce “immensi” e invece sono sottoposti a continui controlli del procuratore e del giudice”, denuncia il segretario Anm, Salvatore Casciaro. E spiega: “Finora si era detto che la riforma intendeva rendere terzo il giudice. Ora invece si annuncia un controllo che, con l’introduzione della discrezionalità dell’azione penale già annunciata, non potrà che essere il controllo della politica”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 18 gennaio 2024
Alla Camera e al Senato. Il discorso sullo stato dell’amministrazione della giustizia fatto dal ministro. Uno spettacolo che si annuncia ogni volta senza repliche e che però si ripete sempre uguale. Il discorso, prima alla Camera e poi al Senato, del guardasigilli Carlo Nordio sullo “stato dell’amministrazione della giustizia” non è stato altro che il solito comizio durante il quale sono stati ribaditi i più o meno buoni propositi già noti alle cronache. Anche la rivendicazione di quanto fatto non ha impressionato, anzi. E quindi, per il loggione: Nordio considera l’abuso d’ufficio “un reato evanescente” per il quale “l’unica soluzione è abolirlo”.
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