di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 21 gennaio 2024
Se perfino l’insigne giurista Francesco Carrara scriveva, nel 1873 (!), della ovvia propensione del Pubblico Ministero a tenere nascoste le prove favorevoli alla persona da lui sospettata di essere colpevole, dovremmo chiederci come mai sia così difficile affrontare questo tema con pacatezza, se non sapessimo invece quale decisiva partita si giochi intorno ad esso. Il tema delle prove nascoste non interroga, ovviamente fuori dai casi di evidente intenzionalità fraudolenta, la correttezza professionale del Pubblico Ministero. Molto più semplicemente, esso accende i riflettori sulla vera natura di quest’ultimo, che nello scenario processuale è, non può che essere, una parte, al pari della parte civile e della difesa.
di Davide Milosa e Valeria Pacelli
Il Fatto Quotidiano, 21 gennaio 2024
Quanto speso e quanto “incassato” dalle Procure con le inchieste che si sono avvalse di ascolti e captatori. Il ministro annuncia tagli ai budget, ma una città come Palermo nel 2023 ha incamerato ben 321 milioni in beni sequestrati, a fronte di soli 23 milioni di “uscite”.
La Repubblica, 21 gennaio 2024
Il flop del sistema. Sono 5.695 i dispositivi attivati, un quinto per tenere lontano gli stalker dalle loro vittime. Ricordate Artem Uss, il quarantenne figlio di un oligarca russo vicino a Putin, fuggito a marzo dagli arresti domiciliari in una villa del Milanese dove era in attesa di estradizione negli Stati Uniti? In quattro mesi, il braccialetto elettronico che portava alla caviglia ha suonato almeno una trentina di volte. Tutti falsi allarmi che hanno sempre costretto i carabinieri ad inutili interventi: l’imprenditore era sempre in casa, quando poi è scappato - massimo della beffa - l’ha fatto portandosi dietro il braccialetto, uno di quelli non dotato di Gps, dunque inutile alla sua localizzazione.
di Luisa Morbiato
Il Gazzettino, 21 gennaio 2024
“Il carcere non si racconta. Devi Vedere!”. È il tema discusso ieri alla Casetta del Giardino Cavalleggeri dai Radicali Padova - Elena Cornaro con la partecipazione, tra gli altri, di Elisabetta Zamparutti di “Nessuno tocchi Caino”. Una mattinata per fare un bilancio della vita in carcere e di quanto constatato durante le visite che gli aderenti ai radicali hanno compiuto nelle Case di Reclusione e Circondariali sul territorio nazionale e in città.
di Sara Bessi
La Nazione, 21 gennaio 2024
Rosanna Sciumbata, presidente della commissione consiliare 5, ha fatto una visita al carcere della Dogaia accompagnata dai membri della commissione, e da Marilena Garnier. “Siamo andati per verificare se sia vero il grido di allarme per la situazione sanitaria all’interno del carcere. Abbiamo trovato una sanità che funziona”, afferma Sciumbata.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 21 gennaio 2024
Una borsetta rossa che profuma di caffè. L’ha inventata un gruppo di detenuti della Casa di reclusione di Opera, alle porte di Milano, rigenerando le buste di caffè Lavazza dopo il loro utilizzo e creando un oggetto che ha tutti i numeri per diventare “fashion’: L’hanno “scoperta” i volontari di “Incontro e Presenza”: un’associazione che opera da 35 anni nelle carceri milanesi e che ora vuole farla conoscere al pubblico. Il prototipo era stato realizzato nei giorni precedenti il Natale e offerto dai carcerati ai volontari per un mercatino di beneficenza, riscuotendo l’ammirazione di tanti potenziali acquirenti che però si sono dovuti accontentare di ammirarlo, essendo disponibile in un solo esemplare.
ansa.it, 21 gennaio 2024
Da ex detenuto nel carcere di Uta a dipendente del Tecnocasic, l’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nella città metropolitana di Cagliari: una nuova opportunità di vita grazie al progetto “Lav(or)ando” della cooperativa sociale Elan. L’assunzione è il frutto di un lungo percorso iniziato col progetto sostenuto dalla Fondazione con il sud, nato per favorire il reinserimento sociale e offrire un’occasione di riscatto.
di Emanuele Lombardini
Avvenire, 21 gennaio 2024
La sfida è di quelle ambiziose: provare a sopperire alle lacune di un sistema giudiziario che - soprattutto per mancanza di risorse e personale - non riesce più a garantire quel fine rieducativo della pena previsto dalla Costituzione. Un fine nobile, reso ancora più importante dal fatto che il progetto nasce da una iniziativa della provincia serafica dei frati minori di Assisi. Da qualche mese è attiva nel Ternano la casa accoglienza per detenuti “Il Leccio di Disma”, ubicata all’interno del convento del Beato Antonio Vici, a Stroncone.
di Luca Rolandi
Corriere di Torino, 21 gennaio 2024
I santi sociali sono nella storia ma il loro impulso, il loro spirito vivono ancora oggi, lo ha ricordato monsignor Roberto Repole, arcivescovo di Torino, nell’occasione dell’inizio delle celebrazioni per il 160esimo anniversario di Giulia Colbert di Barolo, venerabile dal 2015, unica donna tra i santi sociali. Passato e presente sono stati legati da un filo rosso di bene e solidarietà ben espressa nella presentazione del libro
di Irene Famà
La Stampa, 21 gennaio 2024
L’istruzione come riscatto nelle parole di un carcerato all’incontro di Opera Barolo: “A 50 anni punto alla terza media”. “Cara scuola, magari ci fossimo conosciuti bene. Forse non sarei qui, in cella, dove a 50 anni cerco di prendere la terza media”. La forza dell’istruzione è racchiusa tutta lì: in quella lettera che un detenuto ha donato al francescano Giuseppe Giunti. “Se non aggiustate la scuola, la camorra vincerà sempre. La camorra vive di silenzio, a scuola impari le parole”. E la riflessione vale per la criminalità organizzata. Così come per quella comune e quella da strada. Ecco la sfida che padre Giunti e la giornalista Marina Lomunno hanno raccolto nel libro “E-mail a una professoressa. Come la scuola può battere le mafie”. Un titolo che parafrasa don Milani: le battaglie, in fondo, ricalcano quelle del parroco di Barbiana.
- Massa Marittima (Gr). L’arte contro i pregiudizi: studenti e detenuti realizzano un murale in carcere
- L’amicizia come ancora di salvezza nel carcere dei matti delinquenti
- Il consumo di droga s’impenna per curare il male di vivere ma in Italia nessuno ne parla
- Sul web siamo tutti “minorati”
- Italia-Turchia. Al lavoro su un Memorandum sui migranti









