cr.piemonte.it, 22 settembre 2023
Il 25 settembre alle ore 11 verrà inaugurata nella sede permanente del Museo Carcere Le Nuove di Torino, Via Paolo Borsellino 3, la mostra “Art. 27” che rimanda esplicitamente al rispettivo articolo della Costituzione Italiana che recita: “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. La mostra “Art. 27”, è un progetto di sensibilizzazione realizzato da EssereUmani con gli studenti universitari dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino - Corso di Arte del Fumetto del prof. Pierpaolo Rovero - riconoscendo al fumetto una espressività forte, aperta e trasversale ai luoghi e alle generazioni.
di Paolo Valentino
Corriere della Sera, 22 settembre 2023
Il presidente della Repubblica in Sicilia con l’omologo tedesco Steinmeier: quell’accordo faceva riferimento a un mondo che non c’è più. Alla fine, è Sergio Mattarella a dire che il re è nudo e che “le regole di Dublino sono preistoria”. Si tratta di strumenti “rudimentali e superati” di fronte a fenomeni migratori completamente nuovi: “Quell’accordo faceva riferimento a un mondo che non c’è più. È una logica fuori dalla realtà”, dice il presidente della Repubblica nella conferenza stampa che chiude la visita in Sicilia del suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 settembre 2023
Gare d’appalto milionarie e violazioni sistematiche dei diritti dei migranti trattenuti: la denuncia della Coalizione italiana libertà e diritti civili (Cild) e le preoccupazioni per il decreto legge. La Coalizione italiana libertà e diritti civili (Cild) ha lanciato una dura denuncia contro i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) in Italia, mettendo in luce gravi violazioni dei diritti fondamentali dei migranti detenuti. Queste strutture, gestite da società e cooperative private, rappresentano un affare profittevole finanziato dai contribuenti, mentre il governo si prepara ad approvare un nuovo decreto che allunga i tempi di detenzione dei migranti fino a 18 mesi.
di Lodovico Poletto
La Stampa, 22 settembre 2023
Nel centro di accoglienza di Torino gli immigrati sono costretti a dormire in piccole tende canadesi: non esistono attività ricreative e didattiche I volontari della Croce rossa cercano di compensare le troppe carenze: “Una 17enne arrivata da sola dorme in ufficio, non potevamo lasciarla nel campo”.
di Viola Giannoli
La Repubblica, 22 settembre 2023
“Ma la scelta italiana è piena di anomalie”. Entra in vigore il decreto Schillaci. I Radicali: “Classificazione priva di fondamento”. Federcanapa: “Per Oms e Corte di giustizia europea non ha effetti droganti”. E le società denunciano: “Il governo ci finanzia ma poi ci mette i bastoni tra le ruote”.
Droghe. Nazioni Unite: basta carcere, puntare alla regolamentazione
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 settembre 2023
Mentre da noi, perfino una parte del Partito Democratico propone di inasprire le pene addirittura contro i piccoli spacciatori, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha pubblicato un documento denunciando il fallimento delle politiche punitive sulle droghe e della war on drugs globale e ha chiesto un nuovo approccio basato sulla salute e sui diritti umani, anche attraverso la regolamentazione legale delle droghe.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 22 settembre 2023
La denuncia. Oxfam: “667 milioni del budget destinato al piano 2021-2027 di Cooperazione e aiuto umanitario sono stati destinati ad attività che mettono a rischio i diritti umani dei migranti invece di essere impiegati per la lotta povertà”.
di Valeria Vignale
Corriere della Sera, 22 settembre 2023
Zaino in spalla, sorriso felice, i capelli raccolti nell’hijab e il braccio teso per fare l’autostop. È la foto che tutti ricordano di Alessia Piperno, la viaggiatrice romana arrestata l’anno scorso in Iran e rimasta 45 giorni nel carcere di Evin, a Tehran. Ora è tornata, a girare il mondo e non solo, come anticipa in questa intervista a 7. Il 28 settembre, giorno del suo 31° compleanno e anniversario del suo arresto, esce nelle librerie “Azadi! - Un diario di viaggio, prigionia e libertà” (ed. Mondadori).
di Andrea Oleandri*
L’Unità, 21 settembre 2023
II filo conduttore dei due provvedimenti, devianza giovanile e immigrazione, è lo stesso: limitazione della libertà personale e di movimento. Un campo troppo delicato per intervenire con la decretazione d’urgenza. A distanza di dieci giorni il governo interviene con due decreti legge per rispondere a due “emergenze” (le virgolette sono d’obbligo): la prima, quella della devianza giovanile; la seconda, quella dell’immigrazione. Due atti governativi differenti tra loro ma con un filo conduttore comune: la limitazione della libertà personale e di movimento. A lasciare dubbi non è solo il contenuto di questi due decreti, quanto lo strumento in sé. L’uso e l’abuso dello strumento della decretazione d’urgenza, di fatto, concentra nelle mani del governo anche buona parte del potere legislativo, esautorando un Parlamento che sempre più si sta trasformando in organo ratificante.
di Donatella Stasio
La Stampa, 21 settembre 2023
Onu e Ue ci impongono di punire l’arricchimento illecito e il danno causato da un pubblico ufficiale. La riforma Cartabia sgonfia la presunta necessità del “colpo di spugna” a tutela dei colletti bianchi. Pesanti come pietre, ecco che (altre) due voci di autorevoli giuristi piovono sulla proposta Nordio di cancellare il delitto di abuso d’ufficio. Franco Coppi, avvocato di fama e di grande esperienza, e Giorgio Lattanzi, presidente di Cassazione, poi della Consulta e ora della Scuola della magistratura, disintegrano quello che per il Guardasigilli è un punto fermo della riforma della giustizia, necessario a liberare i sindaci dalla “paura della firma” e quindi a restituire slancio alle opere pubbliche. Riforma prioritaria, insiste Nordio. Ma quando mai, ribatte Coppi, fosse per me, l’avrei messa in fondo alle riforme; altri sono i problemi della giustizia che, come un rosario, l’avvocato comincia a sgranare e che non saranno risolti, aggiunge dando un ulteriore dispiacere al ministro, neanche dalla separazione delle carriere. Nelle stesse ore, al Senato, Lattanzi viene ascoltato dalla commissione Giustizia e trasecola di fronte all’argomento forte - si fa per dire - usato dal governo per giustificare il colpo di spugna sull’abuso d’ufficio. Ma come, osserva il presidente: nella relazione al Ddl si parla solo dello squilibrio tra le poche condanne definitive, 18 nel 2021, e le tante, 4.745, iscrizioni nel registro degli indagati avvenute nello stesso anno, e non si dice una parola sulla gravità del reato, sul suo effetto deterrente. Eppure parliamo di condotte che consistono in un arricchimento illecito o in un danno provocato ad altri da un pubblico ufficiale. Condotte che sia l’Europa che l’Onu ci impongono di punire nell’ambito della lotta alla corruzione, e gli obblighi internazionali si rispettano, è un dovere costituzionale, dovrebbero saperlo governi e parlamenti nazionali.
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