unife.it, 27 settembre 2023
Giornata dedicata ai grandi temi della giustizia penale, organizzata dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara. Alle ore 10 sarà presentato il libro “Giacomo Matteotti fra diritto e politica” curato da Daniele Negri, Professore ordinario di Diritto processuale penale del Dipartimento di Giurisprudenza di Unife. L’iniziativa si colloca nell’ambito del centenario dell’omicidio del parlamentare socialista, che cadrà nel 2024, ed è patrocinata dal Comitato del Polesine istituito per la ricorrenza nonché dalla casa-museo di Fratta, con la quale il Dipartimento di Giurisprudenza, anche grazie alla propria sede di Rovigo, svolge una intensa attività a carattere storico-culturale. Viene ricordata la figura di Giacomo Matteotti quale studioso del diritto e della procedura penale, attraverso l’intervento di Gian Paolo Romanato, storico e presidente della casa-museo, che collocherà il Matteotti giurista nel quadro delle drammatiche vicende politiche dell’epoca.
ilgiunco.net, 27 settembre 2023
Giovedì 28 settembre la sala Allegri del Teatro Fonderia Leopolda ospita il documentario “I Mostri ci somigliano”, di Chiara Migliorini. La proiezione sarà preceduta da un incontro pomeridiano sul tema della violenza nelle carceri. L’incontro si terrà a partire dalle 17.30, con proiezione continua del documentario a partire dalle 21.
di Giancarlo Visitilli
Corriere del Mezzogiorno, 27 settembre 2023
Il dentro e il fuori, il qui e l’altrove. Senza distinzioni fra reclusione e libertà, nella consapevolezza che si può essere più liberi dentro, molte volte. E tale libertà ha utilizzato Marilù Ardillo in “Parlami dentro. Oltre il carcere: lettere di ®esistenza” (Edizioni La Meridiana). Una pubblicazione che ha messo in relazione cittadine e cittadini “liberi” e detenuti, condividendo attraverso la scrittura le proprie catene e prigioni. È un progetto della Fondazione Vincenzo Casillo, impegnata da anni in diverse azioni socio-culturali a sostegno dell’istruzione.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 27 settembre 2023
Due piccole note a margine di una vita ricca e complessa, controversa e piena, quale quella di Giorgio Napolitano. 1) L’8 ottobre del 2013 l’allora Presidente della Repubblica inviò un messaggio alle Camere. Un eccezionale documento, senza precedenti nella storia dei discorsi dei capi di Stato italiani, interamente dedicato alle condizioni del sistema penitenziario del nostro Paese. Napolitano richiamava, faceva propria e commentava la sentenza della Corte europea dei diritti umani (Cedu) dell’8 gennaio del 2013, che aveva accertato la violazione, a opera dello Stato italiano e dei suoi apparati, dell’art. 3 della Convenzione europea. Articolo che “pone il divieto di pene e di trattamenti disumani o degradanti” a danno dei detenuti.
di Ivan Severi*
Il Manifesto, 27 settembre 2023
Si riuniscono in gruppi rumorosi, ricorrono di frequente a insulti e blasfemità, usano termini offensivi, razzisti e sessisti, il loro atteggiamento è provocatorio e può capitare che risultino maneschi, al limite della violenza. Li vediamo all’opera, in città, nei piccoli centri urbani e anche in zone rurali dalla densità abitativa rarefatta. Sono le bande di anziani, un fenomeno in costante crescita, in un paese come l’Italia, dove l’età media è di 48 anni e oltre un quarto della popolazione è ultrasessantacinquenne.
di Fulvio Vassallo Paleologo
Il Manifesto, 27 settembre 2023
L’ennesimo decreto. I nuovi “Centri” sono luoghi di confinamento non sottratti alla giurisdizione italiana e internazionale. E dietro tante definizioni ci sono persone, non merce illegale da smaltire. Dalla istituzione dei Centri di permanenza temporanea ed assistenza (CPTA) introdotti nel 1998 dalla legge 40 (Turco-Napolitano), abbiamo assistito ad una continua modifica dei termini usati dal legislatore per definire quelli che erano, e rimangono ancora oggi, centri di detenzione amministrativa, strutture nelle quali gli stranieri privi di un titolo di soggiorno vengono trattenuti in attesa di un rimpatrio con accompagnamento forzato, dunque senza avere commesso reati, ma solo per la mancanza di un visto di ingresso o di un permesso di soggiorno.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 27 settembre 2023
Sottoposti a esami, i minorenni saranno espulsi se dichiarano una falsa età. Era un indubbio problema, l’arrivo in massa di minori stranieri non accompagnati, 11.650 quelli registrati quest’anno dal ministero dell’Interno. E i centri dedicati sono andati in tilt. Quindi ecco l’idea del governo di rovesciare il tavolo: basta non classificarli più come minori, o quantomeno prevedere controlli medici per tutti quelli che non sono palesemente adolescenti, e il gioco è fatto.
di Federica Rossi
Il Manifesto, 27 settembre 2023
Oggi a Strasburgo il caso di sei giovani portoghesi contro 32 nazioni “inadempienti”. Per la prima volta l’accento viene posto sul diritto alla vita e contro le discriminazioni. Oggi si scrive una pagina importante per la giustizia climatica. Sei giovani portoghesi, di età compresa tra gli 11 e i 24 anni, portano 32 stati di fronte alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) per inadempienza agli obblighi climatici comunitari. In una cornice politica in cui le cosiddette climate litigations si moltiplicano: memorabile la vittoria di 17mila cittadini olandesi contro il colosso petrolifero Shell nel 2021 o la recente causa contro Eni mossa da Greenpeace, Re:Common e 12 cittadini. Nella speranza che la giurisprudenza si riveli tra i più solidi alleati dell’ambiente.
di Luigi Manconi
La Stampa, 27 settembre 2023
El-Qaisi, 29 anni, ricercatore alla Sapienza, sposato con un figlio di 4 anni, è anche cittadino palestinese. Lo hanno arrestato il 31 agosto dopo una vacanza a Betlemme ma contro di lui non ci sono imputazioni. Ormai da quasi un mese un nostro connazionale, Khaled El-Qaisi, si trova detenuto nel carcere di Petah Tiqwa, a est di Tel Aviv. El-Qaisi è studente presso l’università La Sapienza di Roma e ricercatore di storia della Palestina; ha 29 anni, è sposato con una donna italiana, ha un figlio di 4 anni ed è titolare della cittadinanza italiana e di quella palestinese.
di Antonia Arslan
La Stampa, 27 settembre 2023
Gli Usa sono complici di un negoziato impossibile. L’obiettivo azero è cancellare gli armeni dalla Storia. Moltissimi sono i proverbi che la saggezza popolare ha inventato per descrivere situazioni estreme (e terribili) come quella in cui si trova oggi la popolazione del piccolo ma importantissimo territorio di montagna chiamato Nagorno-Karabakh (Artsakh per gli abitanti, montanari armeni del Caucaso, essendo l’altro nome per loro una memoria costante di dominazioni straniere).
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