di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 29 gennaio 2024
Progetti per accogliere i giovani, i fondi però coprono 52mila posizioni. E nel 2025 si prevede un nuovo calo. La preoccupazione di enti e associazioni. Fiaschi: “Strumento utile che va difeso”. Servizio civile universale, ultima chiamata. Calano i posti a disposizione dei futuri Operatori volontari (Ov). Da 71.741 - cifra record raggiunta con il bando del 2022 grazie ai fondi del Pnrr - a 52.236 del nuovo bando che si chiude il 15 febbraio. E il futuro non si prospetta roseo. L’ultima legge di stabilità, infatti, ha messo a bilancio appena 143 milioni e ciò significa che nel 2025 in teoria potrebbero partire solo 22mila giovani.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 29 gennaio 2024
La tendenza del potere politico a esercitare un’influenza diretta sui media dell’informazione esprime una legge di natura più che un esplicito atto della volontà. Occorre un po’ di disincanto nell’affrontare il problema: chi esercita il potere, proprio perché lo esercita erga omnes, è inevitabilmente propenso a rappresentarsi come espressione della “volontà generale”. E la “volontà generale”, come è noto, tollera a fatica l’esercizio della critica. Questa, come dice il suo nome, è tale soltanto se giudica, analizza e divide. E deve farlo anche nei confronti di quelle posizioni con le quali magari si trova a concordare, poiché la sua funzione consiste appunto nello smascherare ogni pretesa o presunzione di totalità. Presunzione o illusione che il potere alimenta per forza.
di Enzo Risso
Il Domani, 29 gennaio 2024
I maggiori problemi avvertiti sono: scarsa manutenzione di proprietà pubbliche, disoccupazione, carenza di mezzi pubblici di trasporto, crescita della povertà, mancanza di spazi per i giovani, mancanza di servizi sanitari di base. Sono milioni gli italiani che vivono in periferia. Secondo un’analisi di alcuni anni fa ammontano a quasi 15 milioni le persone che risiedono nelle molteplici periferie urbane. L’Istat ha calcolato, sei anni fa, che nei capoluoghi metropolitani abitano più di 9,5 milioni di persone, di cui oltre un terzo (tre milioni e 200mila persone) alloggia in quartieri in cui il disagio economico è più evidente e marcato.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 29 gennaio 2024
Più volte annunciato (sin dal discorso di insediamento) e dato come imminente, il famoso “piano Mattei” è stato il vero “Godot” del governo. Lost in “cabina”: perso nell’ennesima cabina di regia, pletorica quanto basta, piuttosto generica negli obiettivi, con pochi denari da spendere. Di concreto, al momento, ci sono solo gli accordi siglati dall’Eni, l’anno scorso di questi tempi, in Algeria e Libia, entrambi utili all’Italia soprattutto sul gas. E proprio il fantasioso e costosissimo accordo con l’Albania di questo ritardo ha rappresentato l’icastica conferma: invece di mettere le basi, in Italia e soprattutto in Europa con un certo vigore, per un approccio “strutturale” al tema Africa, Giorgia Meloni, con un occhio al numero degli arrivi e uno alle elezioni, ha puntato sulla logica squisitamente emergenziale con il ricorso a un paese terzo modello Rwanda. Che, come noto, non funziona neppure in termini di deterrenza.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 29 gennaio 2024
Sedici organizzazioni umanitarie e per i diritti umani hanno chiesto a tutti gli stati di porre immediatamente fine ai trasferimenti di armi, componenti e munizioni a Israele e ai gruppi armati palestinesi, in quanto vi è il rischio che questi materiali siano usati per commettere o facilitare gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. I bombardamenti e l’assedio di Israele stanno privando la popolazione civile della Striscia di Gaza delle risorse indispensabili per sopravvivere e stanno rendendo inabitabile quel territorio. Attualmente, la popolazione civile di Gaza sta affrontando una crisi umanitaria di gravità e dimensione senza precedenti.
di Stefano Vecchia
Avvenire, 29 gennaio 2024
La mafia cinese tra Laos, Cambogia, Thailandia e Myanmar, ha allestito un “hub” dell’azzardo online, di traffici di ogni genere e reati informatici che miete milioni di vittime a partire dalla Cina. Dove una volta c’era il Triangolo d’Oro, c’è oggi un buco nero che ingoia risorse, diritti, vite e dignità di migliaia e migliaia di individui e che in cambio produce veleni, inquinamento, sopraffazione e paura per molti, benessere e potere per pochi. Strategica oggi come un tempo, quella che era considerata un’area nel cuore dell’Asia esotica per ambiente, etnie e mescolanza di culture, strategica per il confronto tra i nazionalisti cinesi che qui impiantarono una guerriglia alimentata da eroina e armi di contrabbando e i comunisti di Pechino, oggi è hub internazionale di gioco d’azzardo, traffici di ogni genere e reati informatici che mietono milioni di vittime a partire dalla Repubblica popolare cinese da cui provengono i maggiori investitori e gestori di attività criminali verso le quali Pechino misura attentamente ritorsioni e distrazione in funzione dei suoi interessi e strategie che coinvolgono Laos, Cambogia, Tailandia, e soprattutto, Myanmar.
di Angela Stella
L’Unità, 28 gennaio 2024
La Corte costituzionale dichiara illegittima la norma dell’ordinamento penitenziario che nega incontri senza controllo visivo tra i detenuti e i partner. Anastasia: “Finalmente cade il tabù della sessualità”. Delmastro: “Le sentenze non si commentano, si eseguono”. Il divieto resta per 41bis e sorvegliati speciali.
di Roberta Covelli
fanpage.it, 28 gennaio 2024
La norma dell’ordinamento penitenziario che impone il controllo a vista dei detenuti durante i colloqui con i familiari è irragionevole, e quindi incostituzionale, perché slegata da ogni valutazione sulle effettive esigenze di sicurezza, oltre che contraria alla funzione rieducativa della pena. Con la sentenza 10 del 2024, la Consulta ha dichiarato incostituzionale la previsione penitenziaria che impone, in maniera assoluta e indiscriminata, il controllo a vista dei colloqui dei detenuti. Nella sua decisione, la Corte Costituzionale richiama i diritti della persona, la cui dignità deve essere conservata anche in carcere, ricostruisce il contesto giuridico italiano e sovranazionale e richiama, per l’ennesima volta, il legislatore alle sue responsabilità.
di Giulia Siviero
ilpost.it, 28 gennaio 2024
È un diritto fondamentale, ma trascurato per ragioni sia pratiche che ideologiche: se ne riparla dopo una recente sentenza della Corte Costituzionale. L’Italia non ammette che le persone detenute possano avere incontri intimi consensuali con chi desiderano. L’ultimo tentativo per modificare la situazione risale al 2020, quando alla Commissione giustizia del Senato venne sottoposto il disegno di legge numero 1876 per introdurre e regolare le relazioni affettive e sessuali dentro gli istituti penitenziari: prevede il diritto all’affettività e una visita prolungata al mese, in apposite unità abitative, senza controlli audio o video. Il testo era stato scritto nel 2019 dalla Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà ed era stato poi sottoposto ai consigli regionali perché lo portassero in Parlamento, cosa che decise di fare la Toscana. Il disegno di legge si trova ancora in Commissione e il diritto alla sessualità nelle carceri non è stato ancora garantito: è una questione molto seria, aperta ormai da vent’anni, che rimanda a principi costituzionali e su cui ci sono pronunce autorevoli sia a livello nazionale che europeo.
di Bernardo Petralia*
L’Unità, 28 gennaio 2024
Visitare le carceri da parte di un comune cittadino provoca un solo pensiero: spero di non finirci dentro! Visitare il carcere per un avvocato ha una funzione diversa, di sostegno e di assistenza. Ha ancora un significato diverso per le associazioni che lo frequentano. Per un capo Dap, invece, visitare le carceri ha un valore del tutto diverso, che si condensa in poche parole: senso di colpa. Ho visitato circa 50 istituti nel periodo più duro, più cupo, quello del Covid. E non c’è stata volta in cui, andando per le sezioni e incontrando carcerati di tutti i tipi, che a volte mi chiamavano anche per nome, non mi abbiano detto “scusi, vuole accomodarsi un attimo nella mia cella, prego…”.
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