di Federico Novella
La Verità, 2 ottobre 2023
La leghista che sta lavorando alla riforma della giustizia: “Separeremo le carriere e ci sarà un doppio Csm. Ma nessuno vuole assoggettare la magistratura alla politica. La castrazione chimica? Ecco perché è utile”.
di Ilario Ammendolia
L’Unità, 2 ottobre 2023
Reclusi nella sezione più numerosa. Sembrano galeotti curvi sui remi che spingono in avanti questa folle nave che è il carcere. Li tengono insieme ai penultimi: i calabresi. La comune galera li rende fratelli. Mentre vado in visita al carcere di Locri vedo gli orti e le vigne distrutte dal caldo eccessivo e l’erba secca per la mancanza di pioggia. Non c’è acqua nella Locride eppure l’immenso invaso sul Lordo è a secco da una decina di anni e nessuno si domanda il perché. Passo tra gli scheletri di vecchie industrie dismesse o interdette e arrivo al cupo carcere che sembra un monumento all’angoscia e alla follia. La delegazione in visita al luogo - giustamente detto “di pena”, perché di questo si tratta - è composta da esponenti di Nessuno tocchi Caino e dalla Camera penale di Locri. Ci spiegano che il carcere è diviso in quattro sezioni.
genova24.it, 2 ottobre 2023
“Abbiamo l’ok del tribunale ma gli uffici del carcere alla domenica sono chiusi, temo di non vederlo più”. “Non me lo fanno vedere nonostante la gravità della situazione non mi è stata data l’autorizzazione perché alla domenica gli uffici del carcere sono chiusi e nessuno può farci nulla, nonostante ci sia il via libera del tribunale. Sta male, i dottori mi riferiscono che non si riesce a svegliare, e io ho paura di poterlo vedere più”. Questa è la rabbia e la disperazione della madre del ragazzo di 23 anni che venerdì scorso è stato trasferito d’urgenza dal carcere di Marassi al reparto di rianimazione del San Martino di Genova.
quicosenza.it, 2 ottobre 2023
Così Giacomo Mancini riflette sulle condizioni dell’istituto penitenziario di Cosenza: “è vecchio, obsoleto e superato”. “Sergio Lenci è stato l’architetto che ha progettato il carcere romano di Rebibbia - così Giacomo Mancini, già parlamentare socialista, membro della direzione del PD Calabria e vicepresidente della Fondazione Giacomo Mancini. Si era messo in testa di costruire un penitenziario nel quale gli standard di vivibilità fossero elevati, rendendolo meno oppressivo così da diventare luogo nel quale fosse applicata per davvero la funzione rieducativa della pena prevista in costituzione.
cittadellaspezia.com, 2 ottobre 2023
“Azione provinciale La Spezia non smetterà mai di tenere accesi i riflettori sulla situazione carceri in Liguria e soprattutto a La Spezia. Come abbiamo avuto già modo di raccontare, il carcere di La Spezia è molto ben gestito dalla Direzione, da psicologi, medici, dalla Polizia penitenziaria e da tutto il personale in generale. Detenuti in attesa di nuove destinazioni chiedono di restare; all’interno della struttura vi sono vari laboratori, tra cui quello di teatro, che impegnano i detenuti in vere attività di recupero; le celle sono aperte quasi tutto il giorno; in corso di allestimento un’area verde esterna; la zona colloquio per i detenuti con figli è coloratissima, accogliente e piena di giochi”. Si apre così la nota diffusa da Azione La Spezia, che prosegue: “Tutto bello allora? No, abbiamo parlato con Andrea Marino, segretario Provinciale Sappe La Spezia, e sono emerse diverse criticità. Gli agenti della Penitenziaria lavorano a ranghi ridotti, per rispettare i turni sono costretti a fare straordinari continui. In tali condizioni si trovano quotidianamente a dover affrontare emergenze come risse, atti di autolesionismo ecc. La maggioranza dei detenuti è tossicodipendente. Noi di Azione li riteniamo incompatibili con il regime carcerario e, in visione di sperare di recuperarli, dovrebbero essere accolti in comunità terapeutiche, come peraltro dimostrano vari studi in materia. Lo stesso dicasi per i detenuti psichiatrici che avrebbero bisogno di essere accolti in R.E.M.S. ed assistiti da professionisti. La Polizia penitenziaria quindi oltre ad essere sempre sottorganico, lavorare sempre al limite della sicurezza, si trova anche a fare i conti con situazioni paradossali.
agensir.it, 2 ottobre 2023
Si è svolto per il secondo anno consecutivo, presso la sezione femminile del carcere di Rebibbia l’evento “A Rebibbia, Scendiamo in campo per la pace”. Come per le più “sofferte” partite di calcio, in tanti, per due ore, hanno esultato e tifato le quattro squadre dell’incontro quadrangolare ospitato all’interno delle mura del carcere romano. A sfidarsi, in un’amichevole di calcetto, le detenute dell’Atletico diritti, gli operatori penitenziari e i numerosi ospiti sopraggiunti per l’occasione.
di Linda Russo
spazio50.org, 2 ottobre 2023
Da oltre vent’anni il regista teatrale accompagna i detenuti alla scoperta del teatro in un lavoro costante di sensibilità e riconoscimento dell’altro che arricchisce e ribalta alcune prospettive. Le Idi di marzo e la cospirazione ai danni di Giulio Cesare sono un pezzo di storia tramandato fino a noi e raccontato, tra gli altri, anche da Shakespeare. È questa stessa tragedia ad essere messa in scena nel 2012 dai detenuti di Rebibbia diretti dal regista teatrale Fabio Cavalli e immortalata nella pellicola Cesare deve morire diretto da Paolo e Vittorio Taviani che in quell’anno ha vinto l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e ricevuto otto candidature ai David di Donatello, vincendone cinque, tra cui quelli per miglior film e miglior regista. Una scelta forte che mette in luce i parallelismi con la vita dentro al carcere. Abbiamo parlato di questo e di molto altro con Fabio Cavalli, che da vent’anni accompagna i detenuti alla scoperta del teatro.
di Beba Marsano
Corriere della Sera, 2 ottobre 2023
Dione Roach (Firenze, 1989), artista multidisciplinare italo-australiana con studi alla University of East London di Londra, vincitrice Senior del Premio Terna 2023, in Camerun ha trascorso un anno intero al seguito di una Ong. Africa equatoriale, Camerun, città di Douala. La capitale economica e commerciale del Paese sul golfo di Guinea, dove ci sono musei, gallerie, poli culturali, centri espositivi, residenze d’artista.
di Luigi Manconi
La Stampa, 2 ottobre 2023
Interrogato sulla possibilità dei richiedenti asilo di versare 5.000 euro per evitare l’internamento in un centro di detenzione, Matteo Salvini ha risposto così: “Hanno scarpe, telefonino e orologino”. Come a dire: possono ben permettersi di pagare quella ingente somma come cauzione per la loro libertà. È lo stesso Salvini che, qualche tempo fa, aveva definito “croceristi” i naufraghi soccorsi in mare. Nel mentre, l’Italia conduce un’aspra controversia con il governo tedesco, accusato di finanziare le Ong; e irride la nitida spiegazione fornita dalla ministra dell’Interno tedesca Nancy Faeser: “Sono volontari che salvano vite umane”. Si deve registrare, con ciò, l’irruzione della malvagità in politica? E, se fosse così, saremmo davanti a una svolta?
di Cesare Zapperi
Corriere della Sera, 2 ottobre 2023
La presidente del Consiglio su Facebook si scaglia contro il giudice che ha rimesso in libertà un immigrato. “Un pezzo di Italia fa tutto il possibile per favorire l’immigrazione illegale”. Giorgia Meloni contesta la sentenza del giudice di Catania che ha rimesso in libertà un immigrato fermato in base alle norme dell’ultimo decreto varato dal governo.
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