avellinotoday.it, 30 gennaio 2024
I Garanti delle persone private della libertà personale della Campania si sono riuniti per discutere dei problemi degli istituti di pena e dell’Area penale esterna, provincia per provincia. Ieri si è tenuto un incontro tra i Garanti delle persone private della libertà personale della Campania, presso l’Ufficio del Garante campano Samuele Ciambriello. Presenti il Garante di Napoli Tonino Palmese, la Garante di Benevento Patrizia Sannino, il Garante di Avellino Carlo Mele. L’obiettivo è mettere a fuoco l’emergenza carceri in Campania, anche alla luce degli ultimi suicidi, discutendo dei problemi degli Istituti di pena e dell’Area penale esterna, provincia per provincia. Dalla riunione è stato prodotto un documento in cui si riscontrano le principali criticità.
di Giulia Mietta
Corriere della Sera, 30 gennaio 2024
Vittima un 66enne, che era in attesa del giudizio di primo grado per tentato femminicidio. De Fazio (Uilpa): “Il sistema non regge più, serve subito un decreto”. Una “strage continua”, scrive il sindacato di polizia penitenziaria Uilpa dopo la notizia dell’ennesimo suicidio in carcere, il tredicesimo in Italia dall’inizio dell’anno. Questa volta a Imperia. Vittima un detenuto di 66 anni, che si è impiccato. “Un italiano, originario di Villalba, in Sicilia, ma che risiedeva in Liguria - spiega il segretario generale Uilpa Gennarino De Fazio - e che era in attesa del primo grado di giudizio per il tentato femminicidio della moglie”.
di Andrea Aversa
L’Unità, 30 gennaio 2024
L’avvocato Cimiotta: “Denuncia per mancata sorveglianza”. La vittima aveva 30 anni ed è stata trovata impiccata. Caso archiviato come suicidio. Non è stata disposta l’autopsia. Il giovane aveva problemi psicologici ed era recluso per reati minori. Dopo il tragico episodio i detenuti della sezione 5 corpo 3 del penitenziario veronese hanno inviato una lettera al Dap e al Tribunale di Sorveglianza: “Sadek lasciato solo”. In merito ai tanti casi di suicidi avvenuti a Montorio (3 soltanto durante lo scorso mese di dicembre), l’onorevole Flavio Tosi ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia Carlo
di Andrea Bucci
La Stampa, 30 gennaio 2024
E cala la mannaia della prescrizione. Tra le posizioni prescritte anche quella del medico che, secondo gli investigatori, prendeva il caffè mentre uno dei detenuti veniva riempito di pugni e calci. In carcere a Ivrea non ci fu tortura, ma solo lesioni. Il reato è stato derubricato, questa mattina, anche alla luce del pronunciamento della recente sentenza della Corte di Cassazione, dalla gip di Ivrea Marianna Tiseo che ha rinviato a giudizio oltre venti agenti di polizia penitenziaria per le presunte botte ai detenuti. Si tratta di episodi che risalgono al 2015 e 2016 e che sono stati avocati dalla procura Generale di Torino.
di Manuela Soressi
Il Sole 24 Ore, 30 gennaio 2024
Progetto per il lavoro dei detenuti della Casa Circondariale di Cuneo con la collaborazione di Joinfruit e di Open Baladin Cuneo. La prospettiva di una nuova vita passa anche dai colori e dai sapori di pomodori, zucchine, verdure a foglia, fragole, mirtilli e lamponi. Sono quelli che saranno coltivati nella serra appena inaugurata dalla Casa Circondariale di Cuneo e in 800 mq a campo aperto grazie al progetto “Liberi di Coltivare, coltivare una rinascita” promosso dall’OP Joinfruit e da Open Baladin Cuneo. Un’iniziativa nata per coinvolgere il territorio nell’azione rieducativa dei detenuti, attraverso la cooperazione tra le aziende e l’istituto penitenziario cuneese (che nell’ultimo anno ha accolto una novantina di detenuti in più a causa dell’apertura di un secondo padiglione destinato alla media sicurezza) con l’obiettivo di offrire a ogni persona la potenzialità rieducativa e inclusiva del lavoro.
comune.livorno.it, 30 gennaio 2024
Il primo febbraio la pubblicazione dell’avviso di manifestazione di interesse. Nell’avviso di manifestazione di interesse che Asa, soggetto attuatore degli interventi legati al Progetto Gorgona, pubblicherà il prossimo primo febbraio per l’individuazione di un operatore economico al quale affidare i lavori relativi all’ammodernamento dell’impianto di fitodepurazione saranno inserite premialità in caso di assunzione dei detenuti presenti sull’isola.
agensir.it, 30 gennaio 2024
Nel 2023 nelle carceri italiane si sono tolte la vita 69 persone. E già 11 sono stati i suicidi in questo primo mese del 2024. Proprio partendo da questo drammatico dato, che purtroppo cresce su base quasi quotidiana, l’Associazione Sbarre di Zucchero, insieme alla Fondazione Casa della Carità, promuove, a Milano, due incontri sul carcere.
di Ginevra Lamberti
Il Domani, 30 gennaio 2024
Un romanzo che ha come protagonista un’ex detenuta mostra la sospensione del tempo che si crea in cella. E costringe il lettore a fare i conti con una realtà spaventosa: nessuno è immune dal male e dalla colpa. Il lunedì di novembre in cui Emilia e Riccardo imboccano un sentiero dal nome evocativo (Stra’ delle Forche, si chiama) non è un lunedì qualunque. È il giorno dei morti e una figlia insieme al padre si addentra in un bosco per raggiungere Sassaia, minuscola frazione semi-abbandonata, celata allo sguardo del consorzio umano. Là Emilia spera di trovare un rifugio. Non crede (non davvero) che in alcun luogo al mondo, per quanto isolato, possa esistere per lei occasione di una nuova vita. Soprattutto, non crede di meritarla.
di Maurizio Ermisino
retisolidali.it, 30 gennaio 2024
Io sono vulnerabile, dunque vivo. Arte è amare la realtà! è un progetto che usa forme artistiche diverse per affrontare la vulnerabilità umana. Siamo a Velletri, nell’ex Carcere Pontificio. Entrare nell’ex Carcere Pontificio di Velletri, dove siamo stati a visitare Io sono vulnerabile, dunque vivo. Arte è amare la realtà!, un progetto transdisciplinare a cura di Sergio Mario Illuminato, che abbraccia diversi linguaggi artistici approfondendo il tema della vulnerabilità umana, è un insieme di sensazioni contrastanti. E molto forti. L’ingresso nell’antico istituto di detenzione, dove non ci sono più detenuti dal 1992, è chiaramente un momento molto sconvolgente già di per sé. All’esterno si notano grate molto particolari, le bocche di lupo, che oggi sono vietate perché tolgono ulteriormente luce ed aria alle finestre delle celle. Salendo per le scale, una grata al centro sembra la gabbia di un ascensore e invece è una recinzione per evitare i suicidi. Una volta dentro, balzano agli occhi gli spazi angusti e opprimenti di quella vecchia struttura. E anche l’effetto del tempo sugli ambienti, le crepe sui muri, le finestre rotte. Gli infiniti faldoni di vecchi documenti portati e poi lasciati lì una volta che il carcere è finito in uno stato di abbandono. In questo suggestivo contesto, un gruppo di artisti e professionisti delle arti visive, del cinema, della fotografia, della danza e della musica, insieme a insegnanti, tecnici e studenti dell’Accademia di Belle Arti e dei licei romani si è unito per creare il progetto Io sono vulnerabile, dunque vivo. Arte è amare la realtà!, realizzato nell’ambito dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con il patrocinio di Regione Lazio, di Città Metropolitana di Roma Capitale e del Comune di Velletri, produzione esecutiva di Movimento Vulnerarte APS, con la collaborazione di Compagnia Atacama e Festival Internazionale Danza Contemporanea Paesaggi del Corpo. In un luogo che già di per sé mette i brividi, l’arte arriva a connetterci a questi luoghi e a far riflettere sul suo senso e sull’esperienza che è stata, ed è ancora, l’istituzione carceraria.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 30 gennaio 2024
Le procure sono preoccupate per gli arrivi massicci di giovani non accompagnati: non si riescono a garantire percorsi di accoglienza e integrazione. Allarme minori stranieri non accompagnati. Accoglienza in condizione “drammatiche” e sempre più ragazzi che finiscono nei giri criminali. A denunciarlo i magistrati di varie procure in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. C’è una parola che è stata citata più volte nel corso degli interventi sabato scorso. La parola minori. Minori e criminalità, minori e droga, minori e violenza, minori e scuola, minori e emarginazione, minori e mancanza di tutele. Ma soprattutto minori stranieri non accompagnati (Msna). C’è poco da stupirsi visto che gli Msna sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2023 sono stati 17.319, rispetto a 14.044 nel 2022, 10.053 nel 2021, 4.687 nel 2020, 1.680 nel 2019.
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