di Francesca Basso
Corriere della Sera, 4 ottobre 2023
Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel: “La migrazione sarà il tema più difficile a Granada”. “Lo Stato di diritto vale per tutti, anche per le Ong. Alcune fanno un ottimo lavoro, ad altre bisogna chiedere se agiscono in linea con lo Stato di diritto”. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel parla a un gruppo di media, tra cui il Corriere, a pochi giorni dal vertice informale che si terrà venerdì a Granada e che sarà preceduto dalla Comunità politica europea. Un summit che si preannuncia complicato.
L’Osservatore Romano 4 ottobre 2023
L’arcivescovo Caccia all’Onu: rispetto della dignità umana per i detenuti. La pena di morte è “inammissibile”, in quanto attacco all’inviolabilità e alla dignità della persona. Papa Francesco lo ha evidenziato più volte nei suoi interventi, l’arcivescovo Gabriele Caccia, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, lo ha ribadito a New York nel corso della settantottesima sessione dell’Assemblea generale dell’Onu, in riferimento all’agenda dedicata alla prevenzione del crimine e alla giustizia penale.
di Massimiliano Smeriglio
Il Manifesto 4 ottobre 2023
Unione europea. Il regolamento per gli Stati membri è stato approvato in Parlamento, ieri a Strasburgo, con 448 voti favorevoli e 102 contrari. Ieri a Strasburgo il Parlamento europeo con 448 voti favorevoli e 102 contrari (la destra di Ecr e Id, mentre i parlamentari di FdI e Lega si sono astenuti) ha approvato il Media freedom act, un regolamento fondamentale per garantire la libertà, l’indipendenza e il pluralismo dei media. Ora partirà il negoziato con la Commissione europea e gli Stati nazionali.
di Matteo Garavoglia
Il Manifesto 4 ottobre 2023
Reportage dalla città tunisina di Sfax dove i migranti sopravvivono nel degrado e la povertà. E il presidente Saied rifiuta i soldi Ue per motivi di “sovranità”. Da qualche settimana in Tunisia sono due i discorsi che vanno per la maggiore. Uno si focalizza sull’interesse nazionale del paese, sulle sue esigenze e sulla necessità di mantenere un controllo stretto dell’immigrazione irregolare che ha spinto il piccolo Stato nordafricano a essere il punto principale delle partenze verso Lampedusa.
di Ezio Menzione*
Il Dubbio 4 ottobre 2023
Così la Corte di Cassazione turca ha chiuso il processo cosiddetto di Gezi Park che vedeva alla sbarra il noto imprenditore e filantropo Osman Kavala e altri sette personaggi dell’intellighentia liberal di Istanbul: ergastolo per Kavala per avere tentato di sovvertire il governo; 18 anni ad altri quattro coimputati, fra cui un avvocato recentemente eletto al Parlamento, ma che non è stato liberato per poter esercitare i suoi diritti di parlamentare, per avere aiutato Kavala nel suo tentativo eversivo; mentre altri tre coimputati sono stati scagionati dall’accusa di sovversione, derubricandola a quella di violazione delle leggi sulle adunate e gli assembramenti; due di questi tre ultimi sono stati posti in libertà, con restrizioni, in attesa di un nuovo processo.
di Giacomo Galeazzi
interris.it, 3 ottobre 2023
Sos carcere: emergenza sovraffollamento. Cresce il numero dei detenuti nei già sovraffollati penitenziari italiani. E non si ferma l’ondata dei suicidi dietro le sbarre. Al 31 agosto le persone ristrette nei 189 istituti di pena erano 58.428. Quasi mille in più del mese precedente. Cioè 7 mila oltre la capienza regolamentare. Si attende l’approvazione da parte del governo dell’annunciato pacchetto carceri. Con l’aumento delle telefonate ai familiari e nuove norme a tutela del personale.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 3 ottobre 2023
“Scontro politica-giustizia” è la notizia meno notizia dell’ultimo trentennio. Persino restringendo l’orizzonte all’anno di vita del governo Meloni, le tensioni tra il potere esecutivo e quello giudiziario non sono certo una novità. E va detto che quando le opinioni tra le due parti divergono - dalle intercettazioni alla separazione delle carriere, dalla prescrizione al Csm - non necessariamente i torti sono sempre e solo dalla stessa parte. Diverso e assai più grave è il caso che si è aperto ieri con l’affondo della presidente del Consiglio contro la giudice di Catania e la sua libera decisione sui migranti.
di Marcello Sorgi
La Stampa, 3 ottobre 2023
Al di là di un ulteriore giornata di inseguimenti tra Meloni e Salvini sul filo della propaganda e delle accuse alla magistrata siciliana che ha rimesso in discussione le norme dell’ultimo decreto anti-immigrazione clandestina, il governo - lo ha annunciato il ministro dell’Interno Piantedosi - proporrà appello contro la sentenza che ha rimesso in libertà gli immigrati che secondo le nuove norme avrebbero dovuto essere trattenuti nel Centro di trattenimento di Pozzallo. Una decisione che apre uno scontro tra poteri dello Stato. E segue una rincorsa tra premier e vicepremier, in cui il leader della Lega, ancora sotto processo a Palermo per reati connessi alle sue decisioni in materia di immigrazione quand’era al Viminale, è arrivato ad accusare i tribunali di essere “sedi della sinistra” e, tra le critiche di Anm e opposizioni, ha invocato un’accelerazione della riforma della giustizia, presentata in modo punitivo per la magistratura.
di Ugo Magri
La Stampa, 3 ottobre 2023
Il capo dello Stato non si pronuncia, ma chi lo conosce non ha dubbi. Una premier che rampogna i giudici di Catania, che li addita alla pubblica gogna, che scaglia contro di loro l’accusa di favorire l’immigrazione clandestina per aver cancellato un provvedimento del questore, questa drammatizzazione violenta è l’esatto opposto di quanto il Quirinale poteva augurarsi nell’attuale momento, con tutti i guai che attraversa l’Italia. Ci mancava solo l’aggressione del governo alla magistratura, presidente del Consiglio in testa. Mattarella, come è noto, non vuole risse. Ritiene che uno spirito di leale collaborazione debba ispirare i rapporti tra poteri della Repubblica; ancora ieri mattina l’ha ribadito nel suo discorso fuori programma, senza testi scritti davanti, al Festival delle Regioni che s’è svolto a Torino.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 3 ottobre 2023
“Quando c’è un conflitto tra istituzioni, la magistratura è sempre la parte più debole, perché è facile additarla e dipingerla come lontana dalla volontà popolare”. “Scontro tra governo e magistratura? Tanto per cominciare uno scontro prevede che esistano due parti che vogliano farlo”. Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia assiste all’ennesimo infiammarsi dei rapporti tra esecutivo e giurisdizione predicando calma, prudenza, tentando di abbassare i toni. L’esatto contrario di quello che stanno facendo governo e maggioranza. E così, dopo gli attacchi diretti alla giudice Iolanda Apostolico, subito l’Anm di Catania ha diramato una nota in sua difesa, definendola “persona perbene che ha lavorato nel rispetto delle leggi”. Dunque le accuse sono da respingere “con sdegno” perché “il rapporto tra potere esecutivo e giudiziario andrebbe improntato a ben altre modalità”.
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