di Ermes Antonucci
Il Foglio, 4 ottobre 2023
“Non c’è nessuno scontro con la magistratura”, dice la premier Meloni a Torino. “Semplicemente - aggiunge - la magistratura è libera di disapplicare una legge del governo e il governo è libero di dire che non è d’accordo”. Fosse così “semplice” nessuno avrebbe niente da ridire, ma la vicenda degli attacchi rivolti alla giudice di Catania che ha respinto il trattenimento di tre migranti è decisamente più complessa. E a confermarlo è la stessa presidente del Consiglio subito dopo, ripetendo ciò che già abbiamo sottolineato essere una bufala: “A me la motivazione con la quale si rimette in libertà un immigrato irregolare, già destinatario di un provvedimento di espulsione, dicendo che le sue caratteristiche fisiche sarebbero quelle che i cercatori d’oro in Tunisia considerano buone per il loro interesse, mi pare francamente una motivazione molto particolare”. Come evidenziato ieri su queste pagine, l’affermazione sui “cercatori d’oro”, fatta dal richiedente asilo, non viene affatto ripresa dalla giudice nelle motivazioni della sua decisione.
di Simona Musco
Il Dubbio, 4 ottobre 2023
La corrente conservatrice dell’Anm non aderisce all’iniziativa dei colleghi solidali con Apostolico. Iolanda Apostolico spacca anche il Consiglio superiore della magistratura. Dopo gli attacchi lanciati dal governo alla giudice “colpevole” di non aver convalidato il trattenimento di tre migranti tunisini sulla base del decreto Cutro, i togati del Csm hanno chiesto al Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli l’apertura di una pratica a tutela della collega. Tutti tranne quelli di Magistratura Indipendente, la corrente considerata più vicina al governo, data la massiccia presenza di suoi esponenti a via Arenula, decisi - questa la comunicazione ufficiale - a non fomentare lo scontro politico.
di Giulia Merlo
Il Domani, 4 ottobre 2023
I moderati di Magistratura indipendente non firmano la pratica a tutela: “Non facciamo politica”. I timori interni al centrodestra sui rischi di una faida con la magistratura. Lancia il sasso e poi nasconde la mano, Giorgia Meloni. Dopo il duro attacco alla magistratura via Facebook e le repliche dell’Anm, a chi oggi le ha chiesto conto delle ragioni ha ha detto che “non c’è nessuno scontro. La magistratura è libera di disapplicare una legge del governo, e il governo è libero di dire che non è d’accordo”. Eppure, le sue parole hanno rappresentato un cambio di paradigma per la premier, che nei mesi scorsi aveva evitato scontri troppo diretti con i magistrati e aveva frenato anche il ministro Carlo Nordio. Ora, invece, il tabù è caduto.
di Donatella Stasio
La Stampa, 4 ottobre 2023
Definire i magistrati “scafisti in toga” è un modo inaccettabile di alzare la tensione nel Paese. Per lo Stato di diritto la separazione dei poteri e l’indipendenza sono principi cardine. Ruth Bader Ginsburg, per ventisette anni icona liberal della Corte suprema americana, fino alla sua scomparsa, il 18 settembre 2020, la metteva così: “È facile difendere i diritti umani quando non sono minacciati. È come andare in barca in un giorno come questo, stare fuori al sole e poi correre sotto coperta appena viene la pioggia. Ma i diritti umani vanno protetti sempre, soprattutto quando sono minacciati, e anche se in gioco c’è la sicurezza nazionale”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 4 ottobre 2023
Il deputato di Azione Enrico Costa, normalmente molto critico nei confronti della magistratura, nel caso degli attacchi di Meloni alla giudice di Catania dice: “Come i magistrati non devono influenzare l’attività del legislatore, così la politica non deve invadere la loro sfera”. Politicamente, però, “questa è la strategia della premier, quando è in difficoltà ha bisogno di trovare un nemico”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 ottobre 2023
Il deputato Pietro Pittalis ha scritto il testo base sull’estinzione dei reati: “Ad ammazzare i giudizi penali è l’improcedibilità, che la nostra riforma cancella”. Circola già una certa preoccupazione, nella magistratura e tra le opposizioni (con echi su alcuni giornali), per il testo base approvato in commissione Giustizia alla Camera in materia di prescrizione, che riprende la proposta dell’azzurro Pietro Pittalis. Come ci spiega lo stesso deputato di FI (e vicepresidente della commissione), “il testo è ancora migliorabile”, ma il punto centrale è il ritorno alla prescrizione sostanziale “in modo da garantire che le lungaggini del sistema giustizia non si scarichino sugli imputati”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 ottobre 2023
Secondo le stime di via Arenula, anticipate dal Dubbio nelle scorse settimane, da qui al 2026 sarebbe possibile “tagliare” quell’arretrato solo del 32%. “Era stato definito un accordo per la riduzione del 90% dell’arretrato civile in due o tre anni. Un’impresa impossibile: o bisogna rassegnarsi a sforare questa soglia, oppure va rivisto, come stiamo provando a fare, l’accordo con l’Europa, in modo da ridurre questa percentuale irrealistica”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio intervenendo due sere fa al Senato alla presentazione della ricerca “L’Italia e la sua reputazione: la giustizia civile cinque anni dopo”, realizzata da Italiadecide in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Nordio ne ha parlato anche sabato scorso al congresso di “AreaDg”: “Questa è una cosa che noi stiamo affrontando con grande preoccupazione ma anche con grande determinazione, per certi aspetti anche con la fantasia”.
Corriere del Trentino, 4 ottobre 2023
Sono 362 i detenuti nella casa circondariale di Spini di Gardolo, al 27 settembre 2023. A fronte di scarsità di organico, sia della polizia penitenziaria sia degli educatori, solo due, a fronte di detenuti affetti da patologie: 87 quelli che hanno avuto bisogno di assistenza psichiatrica nel 2022 e 72, di cui 15 donne, quelli affetti da disturbi vari. Nessun suicidio ma in aumento l’autolesionismo con 57 casi e 4 tentati suicidi. In aumento anche le donne: verrà inaugurata una seconda sezione femminile a secondo piano da volontà della direzione.
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 4 ottobre 2023
Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, in visita a Torre del Gallo: “Qui il miglior reparto medico. I suicidi? La struttura sta cambiando”. “Questo è un carcere con grandi potenzialità, che può essere un luogo di reinserimento sociale. Negli ultimi mesi c’è stato un cambio di passo. Da un punto di vista sanitario, ad esempio, ho visto qui a Torre del Gallo il migliore reparto tra tutte le carceri visitate finora”.
di Vincenzo Battaglia
gazzettadisiena.it, 4 ottobre 2023
Giulia Simi e Claudia Cardone sono entrare a Ranza e a Santo Spirito per raccontare le condizioni di vita dei detenuti. Qual è la condizione di vita nelle carceri? È questa la domanda a cui ogni anno i Radicali cercano di rispondere attraverso delle visite negli istituti penitenziari. È un’idea lanciata da Marco Pannella fin dagli anni sessanta e raccolta, in provincia di Siena e non solo, da Giulia Simi, esponente del partito Radicale. Nel mese di agosto, insieme a Claudia Cardone di Italia Viva, Simi è entrata sia al Ranza di San Gimignano che al Santo Spirito di Siena: “È una vita che faccio questo giro delle carceri” - racconta Simi.
- Ferrara. La rinascita dei detenuti attraverso il volontariato ambientale
- Roma. Un seminario sulla situazione carceraria e le prospettive di reinserimento per i detenuti
- Torino. Torna il “LiberAzioni Festival. Per un dialogo con il carcere”
- “Diario dentro: i pensieri dalla mia cella”, il concorso letterario per i detenuti
- Sapessi come non è strano sentir recitare Shakespeare nel carcere di Castelvetrano











