di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 6 ottobre 2023
Il costituzionalista Michele Ainis dopo il caso Catania: “Ogni sentenza, anche una che riguarda affari di condominio, comunque, ha un effetto politico”. “Nel contesto attuale occorre evitare di personalizzare il conflitto”. Il costituzionalista Michele Ainis interviene sulle tensioni tra governo e magistratura, dopo i provvedimenti della giudice del Tribunale di Catania che ha sbriciolato le certezze del governo in materia di immigrazione.
di Armando Spataro
La Stampa, 6 ottobre 2023
Inaccettabili le insinuazioni e i sospetti sulla terzietà della giudice Apostolico. Sono legittime le critiche ai provvedimenti, ma non la tracimazione negli insulti. Improvvisamente la questione del giudice Apostolico di Catania che non ha convalidato il trattenimento di tre immigrati irregolari tunisini disposto dal Questore di Ragusa e che ha disposto il loro immediato rilascio ha assunto nuovi caratteri: non più quelli della violenta aggressione politica ed istituzionale nei confronti del giudice per il suo decreto, ma quelli dell’insinuazione e della diffusione di sospetti sulla sua terzietà e serenità di giudicante, attraverso allusioni alla sua vita privata e diffusione di un filmato sulla sua partecipazione ad una manifestazione in difesa dei diritti umani dei migranti.
di Gianpaolo Catanzariti*
Il Dubbio, 6 ottobre 2023
Passano i governi, cambiano i ministri, mutano le maggioranze, ma la polemica incandescente tra politica e magistratura, specie se associata e magari con lo sguardo rivolto a sinistra, quella non cambia mai. Si pensava che il tramonto politico, prima, di Berlusconi e quello esistenziale, dopo, potesse sopire le turbolenze e le polemiche tra i poteri. E invece… e invece. Siamo alle solite. Stavolta la miccia l’ha innescata un giudice del tribunale civile di Catania che ha deciso di non convalidare il provvedimento di trattenimento emesso nei confronti di alcuni immigrati tunisini, provocando una reazione a catena in diversi ambiti. Dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che, con opportunistica superficialità, aveva liquidato la interessantissima lettera di Marina Berlusconi sull’ennesima inchiesta giudiziaria mossa, post mortem, nei confronti del Cavaliere, sino ai giornali ritenuti vicini al centro- destra che hanno scovato posizioni “politiche” assunte in passato dal magistrato catanese contro la politica anti- migranti dell’ex ministro Matteo Salvini.
di Massimo Fini
Il Fatto Quotidiano, 6 ottobre 2023
La sentenza con cui il Tribunale di Catania, nella persona del giudice Iolanda Apostolico, non ha convalidato il trattenimento di tre migranti tunisini ha suscitato un putiferio. Contro la sentenza si sono scagliati i berluscones di tutte le risme e anche non strettamente berlusconiani, come la premier Giorgia Meloni, che dovrebbe conoscere i fondamentali della democrazia. Secondo la classica definizione di Montesquieu, in democrazia esistono tre poteri, distinti per funzioni e indipendenti l’uno dall’altro: il potere esecutivo che decide i provvedimenti concreti, il potere parlamentare che controlla politicamente le decisioni dell’esecutivo e il potere giudiziario che controlla che le leggi approvate dal Parlamento e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale non contrastino, dal punto di vista della giurisdizione, queste stesse leggi votate dal Parlamento. Inoltre ha il compito di dare stabilità all’intero sistema, nel penale e nel civile, regolando i rapporti tra i cittadini, sancendo quali abbiano violato le leggi e quali no. In altri termini, se io ho violato norme del codice penale o di quello civile devo essere punito nel più breve tempo possibile. Se sono stato accusato ingiustamente devo essere assolto nel più breve tempo possibile. Purtroppo in Italia i tempi del processo hanno una durata da plantigradi. Ed è questo il vero, grande, problema della Giustizia italiana, non la “terzietà” dei giudici o la composizione del Csm.
di Frank Cimini
L’Unità, 6 ottobre 2023
Arrestato nel 1980 con l’accusa di aver partecipato a Prima Linea, il pm Spataro chiese per lui 11 anni di reclusione. Condannato a 8, dopo 6 anni l’assoluzione in appello poi confermata dalla Cassazione. Ma il ristoro per l’ingiusta detenzione gli fu rifiutato. Il motivo? A causare l’errore giudiziario erano state le sue “cattive frequentazioni”. Non ha mai smesso di lottare: per l’amnistia, contro il 41bis. Pochi giorni fa la morte per una embolia polmonare.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 6 ottobre 2023
Nulla l’espulsione del cittadino extracomunitario, adottata in alternativa alla detenzione, dal magistrato di sorveglianza senza notificare il provvedimento al difensore. L’impossibilità di proporre opposizione da parte del legale di fiducia viola il diritto di difesa.
L’Unione Sarda, 6 ottobre 2023
“Strutture sovraffollate e fatiscenti, assenza di personale: occorre stanziare fondi per incentivare l’assunzione di medici e operatori socio-sanitari”. “Ho riscontrato, nel corso della mia esperienza da Consigliere Regionale, un’importante emergenza relativa al rapporto tra detenzione carceraria e diritti dei detenuti all’interno delle carceri della Sardegna”.
casertanews.it, 6 ottobre 2023
Il Garante Ciambriello: “Necessario risalire a tutte le responsabilità”. Scongiurare il rischio prescrizione per il processo sulle torture ai danni di detenuti avvenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile del 2020. È l’appello che arriva dal Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello, il primo a denunciare le violenze ed i pestaggi, già sentito come testimone durante il processo in corso.
di Dario Crippa
Il Giorno, 6 ottobre 2023
L’intervista a Cosima Buccoliero, nuova direttrice della casa circondariale: “Un’occupazione fa bene a tutti, parlerò con Afol e Provincia per portare i lavori all’esterno”. Una nuova possibilità. Ci sono persone che non hanno una famiglia, che non hanno un punto di riferimento, che se avessero avuto un’altra possibilità forse non sarebbero in carcere. Ne è convinta Cosima Buccoliero, 55 anni, salentina di origine, che dallo scorso maggio ha lasciato il carcere di Torino per venire a dirigere la casa circondariale di via Sanquirico a Monza.
L’Unione Sarda, 6 ottobre 2023
La fotografia dei penitenziari sardi dell’associazione Sdr: “I ristretti superano i posti e lo scarso personale riduce la possibilità di attuare progetti riabilitativi”. Il numero di detenuti del carcere di Cagliari-Uta ha ormai abbondantemente superato la capienza massima ed è ormai “pieno” al 105%. Non solo: molte delle persone ristrette hanno problemi di tossicodipendenza o di disturbi psichici, ma la carenza di personale, anche specializzato, rende difficile se non impossibile terapie, assistenza e riabilitazione. Inoltre, la situazione non va meglio negli altri istituti carcerari dell’Isola. La denuncia arriva dall’associazione Socialismo Diritti.
- Napoli. “Firma falsa per rinunciare alla Tac”, detenuto scopre tumore con un anno di ritardo
- Bologna. Il progetto di Acli e del carcere della Dozza. Un corso da centralinista per otto detenuti
- Milano. Mostra con 35 ritratti dal penitenziario di Opera della fotografa Lazzati
- Ravenna. “Domani faccio la brava”, mostra sulle carceri femminili alla Biblioteca Malatestiana
- Le nostre pericolose fragilità











