di Paolo Mieli
Corriere della Sera, 8 ottobre 2023
Siamo sicuri che tutti (proprio tutti) quelli che hanno considerato eccessiva la risposta armata degli ucraini all’invasione russa, definiranno sproporzionata l’azione israeliana contro gli aggressori di Hamas.
di Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 8 ottobre 2023
Il ministro: “Ora la reazione di Israele sarà molto dura”. La linea sull’Ucraina non cambia, ma la guerra è ferma. Guido Crosetto è appena uscito da una call con premier e ministri quando risponde al Corriere e dà voce alla preoccupazione del governo: “È un attacco terroristico, quasi una dichiarazione di guerra, di fronte alla quale non poteva che esserci la solidarietà dell’Italia. Stiamo ragionando sui possibili sviluppi di questa guerra, inattesa soprattutto per l’intensità che non ha eguali negli ultimi 20 anni”.
di Maria Brucale*
Il Domani, 7 ottobre 2023
La legge n. 199 del 2022, in materia di reati ostativi ha escluso i detenuti in regime di 41 bis dall’accesso al permesso premio e alle misure alternative al carcere, sospendendo la Costituzione e la speranza che un detenuto diventi altro rispetto al reato commesso. Le pene, tutte, devono tendere alla rieducazione della persona condannata, qualunque persona, qualunque reato abbia commesso.
di Carlo Alberto Romano*
nlr.plus, 7 ottobre 2023
Le persone detenute nelle carceri italiane al 31 luglio 2023 erano 57.749 e di essi 18.044 (pari al 31,2 %) erano cittadini stranieri. Come è composta questa consistente fetta di popolazione del carcere? Le nazionalità censite dal Ministero nelle statistiche carcerarie nazionali al 31 luglio sono oltre 150 cui si sommano 18 detenuti di nazionalità non definita. Fra quelle maggiormente rappresentate, e citando solo valori superiori al migliaio, troviamo il Marocco con 3748 detenuti, la Romania 2049, l’Albania 1879, la Tunisia 1812 e la Nigeria 1176. Molte nazionalità sono però rappresentate da un unico cittadino recluso. Un numero così elevato di persone straniere recluse non può non produrre una rilevante difficoltà nella loro gestione, in un sistema già alle prese con molte e altre cronicità. Una su tutte: il sovraffollamento, che dopo la parentesi dell’emergenza pandemica, è tornato a farsi sentire in modo preoccupante.
di Donatella Stasio
La Stampa, 7 ottobre 2023
Calamandrei metteva in guardia dall’invadenza della politica sulle sentenze e l’indipendenza dei giudici. Ora spuntano schedature di magistrati non allineati alla cultura delle destre e la nostra democrazia regredisce. Ci sono i liberali di oggi, imperturbabili di fronte a quel che sembra un “dossieraggio” sui magistrati (e non solo), usato dal vicepremier Matteo Salvini per spiarne le idee e magari i gusti nel vestire, come all’epoca di Berlusconi, e che si sentono invece minacciati dalle toghe “politicizzate”, ma solo se sono “rosse”. Ci sono invece i liberali di una volta, come Piero Calamandrei, che mettevano in guardia dall’incidenza del clima politico sulle decisioni dei giudici e sulla loro indipendenza, soprattutto quando “circolano liste di proscrizione contro magistrati sospetti di criptocomunismo”, e che avvertivano: “Quando nell’aria si respira il disfattismo costituzionale”, è più difficile che i giudici “riescano ad assumere su di sé il compito faticoso, e spesso pericoloso, di difendere la Costituzione contro gli arbitrii del governo”.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 7 ottobre 2023
Siamo ad un anno dalle elezioni politiche del settembre 2022 ed è opportuno tentare un bilancio delle iniziative del governo, delle sue realizzazioni, del suo comportamento. Il bilancio più importante da fare è quello sulla giustizia che è negativo e sotto tanti aspetti preoccupante è pericoloso. Il riferimento alla cultura liberale istituzionale e la convinzione che per risolvere qualunque problema che riguardi la società e il cittadino, ci porta a dire che sia necessario curare la giustizia nel senso del rispetto della libertà della persona, dei suoi diritti fondamentali, del garantismo delle norme necessario per la convivenza civile.
di Rossella Marro
Il Domani, 7 ottobre 2023
Possiamo incidere come vogliamo sulle norme processuali, ma se si continuano ad addossare sulla magistratura tutte le inefficienze statali, assegnando alla stessa una “funzione salvifica” che non può e non deve avere, non potranno mai essere risolti i problemi connessi ai tempi della giustizia.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 7 ottobre 2023
Ritorna a gran voce il dibattito intorno a uno degli istituti più dibattuti e divisivi del sistema processuale penale italiano: la prescrizione. Sebbene considerata, da alcuni, indispensabile strumento di civiltà giuridica e di contrasto all’irragionevole durata dei processi, da altri, strumento che frusta le esigenze di chi, domandando giustizia, per via del mero decorso del tempo, se la vede negare a tutto “vantaggio” di chi quel reato ha commesso, non andrebbe tuttavia mai dimenticata la sua intima finalità: l’istituto della prescrizione è espressione - prima di tutto di un ben preciso concetto, ossia che con l’allontanarsi del momento della commissione del reato si affievolisce sempre più la funzione della pena, dal punto di vista general- preventivo e, ancor più, da quello special-preventivo.
di Glauco Giostra*
Il Domani, 7 ottobre 2023
Il vicepremier Matteo Salvini ha attaccato la magistrata del tribunale dell’immigrazione, chiedendo la separazione delle carriere. Ma i due fatti non possono avere nulla a che vedere uno con l’altro, a meno che non voglia far capire che la separazione serva a fare in modo che il governo possa garantirsi un presidio politico in sede giudiziaria.
di Mariano Croce*
Il Domani, 7 ottobre 2023
A proposito della giudice Apostolico di Catania, s’è fatta una scoperta che scandalizza le anime belle: i/le giudici hanno idee, e tentano di farle valere. Idee tutte loro, che rischiano d’inquinare la terzietà del giudizio, specie quando chi giudica ne dà esecrabile sfogo in pubbliche manifestazioni. Questa scoperta a me sembra un’ingenuità studiata.
- Non c’è nulla a cui dover “resistere”: è ora che i magistrati scendano dalle montagne
- Brescia. Detenuto muore in cella: indagini sui soccorsi e sulle cause del decesso
- Trento. Carcere di Spini, Nordio assicura più risorse e personale
- Ferrara. Mancata nomina del Garante dei detenuti, delusione a livello regionale
- Palermo. Bernardini sul caso al Pagliarelli: “Nordio prima di firmare almeno legga le carte…”











