di Liana Milella
La Repubblica, 3 febbraio 2024
Come evitarli? Il Guardasigilli rilancia il suo giudice collegiale, che però è previsto solo tra due anni. E le caserme da riadattare. Ne parla da un anno ma non se n’è vista una. E nel frattempo? Dal 2020 si sono uccise 282 persone. L’avete ascoltato il Guardasigilli Carlo Nordio al Senato? Lo interrogavano sulle carceri e sui suicidi in cella. E lui, alla Catalano, il “filosofo” di Quelli della notte, ha detto che “bisogna diminuire il sovraffollamento”. Proprio così, sembra l’uovo di Colombo, invece è una tragedia. Perché di mezzo ci sono vite umane che sfumano. E a parlare non è un cittadino qualunque, uno che passa per strada sotto palazzo Madama e non sa neppure che nel solo mese di gennaio 13 detenuti si sono tolti la vita.
di Errico Novi
Il Dubbio, 3 febbraio 2024
Serracchiani annuncia un evento sull’emergenza penitenziaria al nazareno. Schlein in prima linea. L’obiettivo: “Ripartire dalla riforma Orlando e da chi vi contribuì. Basta preclusioni sulle pene alternative”. Di fronte alla tragedia dei suicidi in carcere, il governo esita. Nonostante il segnale, silenzioso ma inequivoco, lanciato da Sergio Mattarella, che mercoledì scorso ha ricevuto al Quirinale il capo del Dap Giovanni Russo. Carlo Nordio riconosce il grado intollerabile raggiunto dall’emergenza, ma ne affida l’exit strategy a ipotesi in ogni caso remote.
di Riccardo Polidoro*
Il Dubbio, 3 febbraio 2024
Il 9 e il 10 febbraio si terrà l’inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti italiani. Un evento voluto dall’Unione delle Camere Penali, previsto a Roma al Teatro Eliseo. Il tradizionale appuntamento, lontano dai formali rituali di esposizione di dati, cifre e numeri sull’andamento della Giustizia in Italia, é da sempre un’occasione di confronto con tutte le componenti del mondo del diritto. Il titolo dell’evento “Il processo come ostacolo. Il carcere come destino. Difendere le garanzie dell’imputato e la dignità del condannato secondo Costituzione”, rende immediatamente chiara e ribadisce, ancora una volta, la volontà dell’Ucpi di prospettare e di vedere poi concretizzate le necessarie riforme, non più rinviabili dinanzi ad un sistema processuale in coma da tempo e per il quale non si vedono reali possibilità di cambiamento, lasciando inalterate le garanzie del diritto di difesa.
di Davide Varì
Il Dubbio, 3 febbraio 2024
Il carcere appare ormai come l’unico rimedio a ogni forma di trasgressione e la politica sembra aver perso qualsiasi forma di umanità e creatività. Ha perso sopra ogni cosa l’ambizione di guidare la società italiana verso percorsi di inclusione che non siano esclusivamente punitivi. Certo, l’Italia non è l’Ungheria illiberale di Orbàn. Non ancora, almeno. Eppure c’è qualcosa che accomuna pericolosamente Roma e Budapest: parliamo del carcere. E non ci riferiamo, qui, alle condizioni dei nostri istituti di pena nei quali sono costretti a “sopravvivere” i detenuti italiani. Su quello è stato fin troppo chiaro il nostro Damiano Aliprandi, un’autorità in materia, il quale ha spiegato bene, dati alla mano, che le galere italiane, per quanto sovraffollate, invivibili e disumane, nulla hanno a che vedere col modello siberiano di Orbàn.
di Flavia Perina
La Stampa, 3 febbraio 2024
Le foto di Aylan sulla spiaggia o il volto tumefatto di Cucchi hanno svegliato le coscienze. Ma lo spazio dei diritti conquistato dai tempi di Tortora non è così largo come immaginiamo. Ci sono fotografie che hanno il potere di sintetizzare una storia in un colpo d’occhio e talvolta di cambiarla. Quella di Ilaria Salis al guinzaglio in un tribunale ungherese appartiene a questo tipo di album: sapevamo della scarsa considerazione per i diritti del governo di Budapest, ma è servita un’immagine per rendere concreta quella consapevolezza, muovere ambasciatori e ministri, cercare soluzioni.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 3 febbraio 2024
Con un ritardo di oltre un anno sulla iniziale tabella di marcia, la prima parte della riforma della giustizia voluta dal ministro Carlo Nordio approderà martedì prossimo nell’Aula del Senato. La Commissione giustizia di Palazzo Madama, relatrice del testo la presidente Giulia Bongiorno (Lega), ha concluso infatti nei giorni scorsi il voto sugli emendamenti. Il testo, otto articoli in tutto, prevede l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, la revisione del reato di traffico d’influenze illecite, una stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni quando riguardano persone esterne al perimetro delle indagini, alcune modifiche ai provvedimenti cautelari, ad iniziare dalla collegialità riguardo la loro emissione, una rivisitazione dell’avviso di garanzia, il potere di ricorso del pm sulle sentenze di proscioglimento. Sul testo, messo personalmente a punto da Nordio il quale in ogni occasione ne ha sempre sottolineato il carattere “liberale” e “garantista”, la Commissione giustizia del Senato ha svolto un ciclo particolarmente approfondito di audizioni, con l’intervento di professori, magistrati, avvocati, esponenti dell’Anm e delle Authority, che hanno inevitabilmente allungato i tempi della discussione.
di Lorenzo Pellegrini
Il Riformista, 3 febbraio 2024
Come si legge nella Relazione di accompagnamento, presupposto fondamentale della disciplina in fieri è il collegamento alla funzione rieducativa che sarebbe frustrata se la pena fosse eseguita a troppa distanza dalla commissione del fatto nonché all’oblio che il decorso del tempo determina sulla memoria del reato riducendo progressivamente l’interesse alla sua persecuzione. Col DDL C.893 approvato alla Camera il 16 gennaio scorso e ora trasmesso al Senato col n. S.985 prende corpo la quarta modifica della prescrizione in soli sette anni, dopo la Orlando (2017), la Bonafede (2019) e la Cartabia (2021). Una questione - quella della prescrizione dei reati - che, nel pubblico dibattito, ha assunto centralità sia perché espressione dei rapporti tra politica e giustizia sia perché causa/rimedio alla lunghezza dei processi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 febbraio 2024
Il ddl non convince Forza Italia e Lega, che spingono per la co-assegnazione alla Commissione Giustizia. Il 6 dicembre scorso la Commissione Affari costituzionali del Senato ha adottato un testo unificato di quattro disegni di legge di modifica costituzionale (Antonio Iannone di Fratelli d’Italia, Bruno Marton del Movimento 5 Stelle, Dario Parrini del Partito democratico, Peppe De Cristofaro di Alleanza verdi e sinistra) che si compone di un solo articolo: “All’articolo 111 della Costituzione, dopo il quinto comma, è inserito il seguente: “La Repubblica tutela le vittime di reato e le persone danneggiate dal reato”.
di Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 3 febbraio 2024
Nessun segno di violenza: è l’autopsia a dire una prima, importante parola nella ricerca della verità sulla morte di Alexandro Esposito, il giovane trovato morto il cinque gennaio scorso all’interno di una cella del carcere di Poggioreale. Solo un primo passo, è vero, che tuttavia tende ad escludere ciò che all’inizio si era sospettato: e cioè che il recluso 34enne di San Giorgio a Cremano fosse stato ucciso, forse per un pestaggio. Ma se da un lato l’assenza di lesioni compatibili con il pestaggio dirada le ombre iniziali, dall’altro impedisce di poter dire quale sia stata esattamente la causa del decesso, almeno fino a quando gli esami medico-legali disposti dalla Procura di Napoli non saranno completati. E precisamente fino al momento in cui si disporrà degli esiti degli esami tossicologici.
ansa.it, 3 febbraio 2024
L’uomo, con problemi di tossicodipendenza, è deceduto il 25 gennaio scorso, ma la famiglia fu informata solo il giorno dopo. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un suicidio. La procura di Foggia ha aperto un’indagine e ha disposto un’autopsia per accertare le cause della morte di un 34enne detenuto nella casa circondariale di Foggia. A comunicarlo sono i legali della famiglia, gli avvocati Leonardo Cavalieri di Troia e Raffaele Carone di Torremaggiore che - su richiesta della famiglia - hanno presentato un esposto. La procura ha disposto che venga eseguita l’autopsia.
- Pescara. Decesso in carcere, i familiari si oppongono all’archiviazione del caso: decide il Gup
- Brescia. “Canton Mombello è sempre peggio, starci dentro è drammatico”
- Torino. Neonato in carcere con la madre. L’appello: “Nordio intervenga”
- Vicenza. “Progetti anche con aziende per il reinserimento sociale”
- Trento. “Riconoscere il ruolo del volontariato sociale in carcere”









