di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 5 ottobre 2023
Via libera anche dal Senato alla conversione del decreto omnibus: norme in materia di processo penale e civile, misure di contrasto agli incendi boschivi, interventi per il recupero dalle tossicodipendenze, di salute e cultura, e anche relative al personale della magistratura e della pubblica amministrazione.
di Thomas Usan
La Stampa, 5 ottobre 2023
Il dl Giustizia è legge. L’Aula del Senato ha approvato con 100 sì, 71 no e un astenuto, la fiducia chiesta dal Governo sul testo già approvato dalla Camera. Il provvedimento riceve così il disco verde definitivo. Il testo di 13 articoli, di fatto un ‘decreto omnibus’, estende il ricorso alle intercettazioni per reati relativi, tra gli altri, al traffico illecito dei rifiuti.
di Giorgio Spangher
Il Sole 24 Ore, 5 ottobre 2023
Occorre partire da premesse realistiche: la criminalità minorile non è più quella degli anni in cui si costruiva la riforma del 1988. L’emergere di nuovi fenomeni - dal piccolo spaccio al bullismo, alle attività delle baby gang - hanno messo a dura prova la tenuta dell’ordinamento minorile, che soffre anche per il mutamento del contesto sociale, familiare e di valori.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 ottobre 2023
Il guardasigilli si schiera con la premier dopo gli attacchi alla giudice Apostolico. Ma sottolinea: “La magistratura è e rimane autonoma”. Magi e Della Vedova (+Europa): “Visibilmente in imbarazzo”. “Questo ministro è perfettamente allineato, perfettamente in sintonia, con la presidente del Consiglio, che esprime l’indirizzo politico del Governo.
di Simona Musco
Il Dubbio, 5 ottobre 2023
L’ex procuratore di Torino: “Condivido in toto i provvedimenti del giudice di Catania. La materia è molto complessa, ma la lettura dei decreti di non convalida dimostra chiaramente come essi siano giuridicamente e logicamente corretti”. “Sembrano essere tornati i tempi di Berlusconi e forse finiremo pure per rimpiangerlo”. A parlare è Armando Spataro, ex procuratore di Torino, che sulla decisione della giudice di Catania di disapplicare il decreto Cutro è netto: “Giuridicamente ineccepibile”.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 5 ottobre 2023
Perché ricordare la vicenda delle 29 fotografie di famiglia dell’anarchico detenuto a Sassari. Nel saggio di Susan Sontag “Sulla fotografia”, pubblicato da Einaudi (prima edizione 1978), l’autrice, riprendendo il mito platonico della caverna, scrive che “l’insaziabilità dell’occhio fotografico modifica le condizioni di prigionia in quella grotta che è il nostro mondo; insegnandoci un nuovo codice visivo, le fotografie alterano e ampliano le nostre nozioni di ciò che val la pena guardare e di ciò che abbiamo il diritto di osservare; la conseguenza più grandiosa della fotografia è che ci dà la sensazione di poter avere in testa il mondo intero”. La fotografia come ampliamento di ciò che abbiamo “il diritto di osservare” acquisisce, evidentemente, un significato ulteriore quando la prigionia, con le sbarre alle finestre e i suoi orizzonti limitati, diventa reale. Chiunque abbia avuto esperienza diretta o indiretta del carcere sa quale sia l’importanza delle fotografie per chi è detenuto.
di Giampaolo Piagnerelli
Il Sole 24 Ore, 5 ottobre 2023
Il permesso risponde a finalità di umanizzazione della pena e non rappresenta un istituto trattamentale. “Il permesso di necessità (ex articolo 30 dell’ordinamento penitenziario) è un beneficio di eccezionale applicazione rispondente a finalità di umanizzazione della pena e non un istituto trattamentale; pertanto può essere concesso esclusivamente al verificarsi di eventi di particolare gravità nella sfera personale e familiare del detenuto, ma non anche in finzione di attenuare l’isolamento del medesimo attraverso il mantenimento delle relazioni familiari e sociali”. Questo il principio di diritto enunciato dalla Cassazione con la sentenza n. 40301/23.
Il Dubbio, 5 ottobre 2023
Mi chiamo Ciro e dei miei sessant’anni ho poco da salvare. Nel posto dove vivo da quattro anni c’è gente che va e gente che viene. Con i nuovi arrivati costruisco un fragile castello di amicizia, che crollerà quando andranno via. Ci ricorderemo per qualche tempo, poi i nostri cuori precari continueranno a battere ognuno per conto proprio, come se non ci fossimo mai conosciuti. E pensare che trascorriamo diverse ore insieme, quelle che ogni giorno ci vengono concesse al di fuori delle nostre celle, nel cortile o nella saletta. Un paio, quattro o anche cinque, in base all’umore. Ché a volte non hai tutta questa gran voglia di parlare, di ascoltare sempre le stesse parole. Già, le parole. Alla fine le dimentichi: a forza di discutere continuamente di processi e di procedure, i vocaboli della quotidianità familiare diventano un’immagine sfocata, che si fa fatica a recuperare dal pozzo scuro dell’anima.
ansa.it, 5 ottobre 2023
Nel carcere di Biella, un giovane tunisino di 31 anni, trasferito a Biella per motivi di sicurezza dalla casa circondariale di Alessandria, si è tolto la vita impiccandosi con le stringhe dei lacci delle scarpe. Questo drammatico incidente segue una serie di segnalazioni preoccupanti legate al comportamento del giovane durante la sua detenzione ad Alessandria. In quel contesto, aveva manifestato il suo disagio salendo sul tetto della casa circondariale, esprimendo chiaramente la sua frustrazione: “Sono stanco di cambiare carcere”.
di Elisa Sola
La Repubblica, 5 ottobre 2023
Antonio Raddi ha perso la vita al Lorusso-Cutugno di Torino. Nonostante il gip abbia rimandato gli atti alla procura una prima volta, l’accusa vuole chiudere senza processo. La consulenza medico legale: “Era gravemente malnutrito, nessuno ha controllato”. “Risulta il difetto di approfondite verifiche che, in corso del dimagrimento del detenuto, dovevano essere attuate quanto meno dal mese di settembre - ottobre del 2019. Se messe in atto, avrebbero potuto arginare lo stato di malnutrizione”. Dopo quasi quattro anni dalla morte di Antonio Raddi, stroncato a 28 anni da un’infezione dopo avere perso 30 chili in sei mesi nel carcere di Torino, una consulenza tecnica medico legale fa emergere un punto nodale. Una questione sollevata fin dall’inizio dai genitori e dalla sorella del giovane, che era entrato alle Vallette a giugno per scontare pochi mesi, per piccoli reati legati alla sua tossicodipendenza. Ed è morto il 31 dicembre. Quando pesava 50 chili, rispetto agli 80 iniziali. Il 4 dicembre la garante dei detenuti, vedendolo sulla sedia a rotelle, nell’ennesima segnalazione inviata ai vertici del carcere scriveva: “Implora di intervenire. Ha le stesse sembianze di Stefano Cucchi”.
- Milano. Giustizia riparativa, un protocollo per poterla rendere operativa
- Trento. Ci sono 120 detenuti oltre il limite: in aumento disagio psichico e autolesionismo
- Nuoro. Pochi agenti e problemi strutturali: il carcere di Badu e Carros è un caso
- Firenze. Anagrafe detenuti: accordo tra Comune, Sollicciano-Gozzini e Ipm
- Napoli. Terremoto, il caso del carcere femminile di Pozzuoli costruito sopra la caldera











