di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 23 novembre 2023
Passa all’unanimità la legge contro la violenza sulle donne. Ma fanno discutere gli scranni deserti. Schlein telefona a Meloni: “Apprezzo il segnale della maggioranza che ha dato parere favorevole su un odg del Pd che chiede di mettere risorse sulla formazione”. Neanche il tempo di far sedimentare l’orrore per il barbaro assassinio di Giulia Cecchettin il Senato si svuota nel giorno in cui il Parlamento dovrebbe discutere di un disegno di legge sulla violenza sulle donne. Perché un conto è licenziare un comunicato o strillare una qualche indignazione in tv, altro prendersi la briga di presentarsi in Aula a parlamentare sulle soluzioni. A denunciare il palazzo vuoto è l’ex segretaria della Cgil e senatrice dem Susanna Camusso, che su X posta una foto degli scranni deserti accompagnata da una didascalia: “L’aula del Senato mentre si discute della legge “disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica”.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 23 novembre 2023
Il vicepresidente della Fai Vittorio Minervini racconta l’iniziativa promossa insieme alla commissione pari opportunità del Cnf in occasione del 25 novembre. Un tunnel buio, costellato di nomi. E in fondo un momento di luce, un lampo tinto di arancione, il colore scelto dalle nazioni unite per simboleggiare la violenza contro le donne. È l’installazione che sarà possibile visitare sabato prossimo in piazza dell’orologio a Roma, davanti alla sede amministrativa del Consiglio nazionale forense, la cui Commissione pari opportunità ha promosso l’iniziativa insieme alla Fondazione dell’avvocatura italiana (Fai).
di Piercamillo Davigo
Il Fatto Quotidiano, 23 novembre 2023
I legislatori inventano norme “manifesto” per tranquillizzare l’opinione pubblica senza cambiare nulla. Così un ladro che ruba auto, tra le aggravanti e le attenuanti, rischia dai 4 mesi e 2 giorni ai 30 anni. Di fronte ai delitti che turbano l’opinione pubblica per la loro gravità e il loro numero, vi è la tendenza ad aggravare i massimi delle pene. Bisognerà attendere le statistiche per verificare se quei delitti siano aumentati o se vi sia solo una maggiore attenzione dei mezzi di informazione: nel 1991 gli omicidi volontari in Italia furono 1.938; nel 2021 se ne contarono 303, con un tasso di 0,51 per 100.000 abitanti, tra i più bassi dell’Unione europea; nel 2022 salirono a 314. Ma i legislatori ricorrono a norme “manifesto” più indirizzate a tranquillizzare l’opinione pubblica che a ottenere seri effetti di deterrenza (che, peraltro, ha efficacia diversa a seconda degli autori dei reati e del tipo di reati e richiede approfondita riflessione).
di Laura Onofri*
Il Fatto Quotidiano, 23 novembre 2023
Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha scatenato un’ondata di ribellione, di rabbia e indignazione mai viste prima per altri atti così efferati e crudeli che colpiscono le donne. Il perché è da ricercarsi in tanti motivi: prima di tutto perché la misura è colma e questa è la classica goccia che fa traboccare il vaso, poi perché ha impressionato molto l’immagine di questa ragazza, di sua sorella che è riuscita in un momento così doloroso, a parlare della morte di Giulia senza rabbia e senza pietismo, della sua famiglia, una famiglia come tante che ci colpisce perché quella famiglia potrebbe essere la nostra; e poi non dimentichiamo che siamo vicini al 25 novembre, giornata che tristemente ogni anno è piena di convegni, incontri e manifestazioni perché la violenza non si placa e i femminicidi continuano incessantemente a stroncare vite.
di Eliana Cocca*
Il Fatto Quotidiano, 23 novembre 2023
In centocinque sono morte nel 2023 per mano di un uomo, cinquecento settantasei negli ultimi cinque anni, e ancora non abbiamo imparato a parlare correttamente dei casi di femminicidio. Di qualsiasi studente che compie lo stesso errore centinaia di volte si possono dire tre cose: che non ha gli strumenti per comprendere perché e dove sbaglia, che con il suo atteggiamento ha voglia di prendere in giro la sua insegnante o che, banalmente, non sta prestando attenzione. Tra queste tre opzioni si giostrano i miei pensieri tutte le volte che leggo titoli, articoli, editoriali e interviste sulla violenza contro le donne in cui vengono usate parole e immagini scorrette e a loro volta violente.
salernonotizie.it, 23 novembre 2023
Un percorso nell’agroalimentare per avere una concreta opportunità di reinserimento sociale ed abbandonare definitivamente le strade sbagliate. Questo l’ambizioso obiettivo che scaturisce dal protocollo d’intesa siglato fra il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Campania e la Federazione regionale Coldiretti Campania. A mettere nero su bianco sono stati il Presidente Coldiretti Campania Ettore Bellelli, il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania Lucia Castellano e il Direttore UIEPE Campania (Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna) Claudia Nannola.
Il Giorno, 23 novembre 2023
“L’unica possibile alternativa, nell’attuale situazione, diviene un provvedimento di clemenza generalizzata (anch’esso auspicato dieci anni fa dal Presidente della Repubblica) che solo può far rientrare l’Italia nella legalità rispetto ai parametri costituzionali”. Lo scrivono gli avvocati della Camera penale di Milano in un documento sul tema del sovraffollamento nelle carceri e sulle “condizioni umane di detenzione”.
di Chiara Martinoli
tg24.sky.it, 23 novembre 2023
Stefano è stato condannato a sette anni per maltrattamenti in famiglia e violenza. All’interno del carcere ha seguito un percorso che lo ha portato a capire ciò che aveva fatto. Anche questo è un tassello fondamentale dello sforzo collettivo da impiegare nella lotta contro la violenza sulle donne. Perché non basta tutelare le vittime, è agli uomini che bisogna insegnare a dire “basta” alla violenza. “Sono iniziati i maltrattamenti verbali. Usavo parole forti. Sei una stronza, sei una poco di buono, sei una bastarda, sei una figlia di puttana, non vali niente… Fin quando poi non riesci più a trattenere la gestione della rabbia e ho iniziato a metterle le mani addosso. E lì arrivi al fondo della bottiglia. Hai toccato il fondo della bottiglia nel senso che non puoi fare più niente. Sei dentro quel meccanismo lì. Per me non è facile parlarne, soprattutto adesso: ultimamente sento al telegiornale delle cose terribili, che mi toccano profondamente… perché io ci sono dentro a questa cosa qua, io so che cosa significa essere violento con una donna”.
di Antonio Scolamiero
Corriere del Veneto, 23 novembre 2023
Superamento della violenza di genere in collaborazione con il Bo. È questo il filo rosso che lega la prefettura di Padova e l’istituzione accademica, che ieri hanno presentato un’iniziativa pubblica “Un altro domani-indagine sulla violenza nelle relazioni affettive”, sul tema, appunto, della prevenzione della violenza di genere e del femminicidio, in programma martedì 28 novembre 2023, alle 18, presso la Sala dei Giganti di Palazzo Liviano.
di Giulia Mietta
Corriere della Sera, 23 novembre 2023
Era già stato picchiato selvaggiamente da un compagno di cella un mese fa nel carcere di Marassi, a Genova. Per questo Alberto Scagni, condannato a 24 anni e 6 mesi di carcere per avere ucciso la sorella Alice, era stato trasferito nel penitenziario di Valle Armea, a Sanremo. Qui, questa notte, il 42enne genovese è stato nuovamente pestato a sangue. Di più. “Torturato”, si legge in una nota dei sindacati di polizia penitenziaria Sappe e Uilpa. Secondo quanto riportato due detenuti di nazionalità marocchina lo hanno tenuto in ostaggio.
- Bari. Pestaggio di un detenuto. L’agente in tribunale: “Chiedo scusa”
- Reggio Calabria. Presentato il progetto “Libere dentro”, rivolto alla sezione femminile del carcere
- Firenze. Solliccianino, imparare a far la pizza per avere un futuro
- Vicenza. Dal carcere i dolci che profumano di libertà
- Bergamo. Quando il teatro porta i detenuti fuori dal carcere









