Corriere del Mezzogiorno, 23 novembre 2023
“Chiedo umilmente scusa del mio comportamento, dettato dall’esasperazione e dallo stato emotivo dovuto a quanto accaduto. Chiedo scusa a tutti, ai giudici, ai colleghi e al personale sanitario. Sto seguendo un percorso dallo psichiatra e ho chiesto la pensione”. Lo ha detto, rendendo dichiarazioni spontanee in tribunale, l’assistente capo della polizia penitenziaria di Bari, Giacomo Delia, uno degli agenti a processo con l’accusa di tortura nei confronti di un detenuto 41enne che sarebbe stato picchiato dopo aver appiccato fuoco nella sua cella nel carcere di Bari il 27 aprile 2022. “Mi riconosco nel video - ha detto ancora Delia - e chiedo scusa del mio comportamento”. L’imputato ha deciso di non sottoporsi all’esame della procura come alcuni coimputati; altri invece hanno deciso di rispondere alle domande degli inquirenti e degli avvocati. Gli imputati in questo processo sono undici: cinque sono accusati di tortura, agli altri imputati la procura contesta di non aver fermato o denunciato le violenze. Il sovrintendente di polizia penitenziaria Domenico Coppi è stato condannato a tre anni e sei mesi in abbreviato.
ilreggino.it, 23 novembre 2023
Promosso dall’ufficio del Garante Metropolitano per i diritti delle persone private e/o limitate della libertà personale e dall’ufficio Metropolitano della Consigliera di parità, in collaborazione con alcune associazioni. Si è svolta nel pomeriggio di ieri presso la sezione femminile dell’Istituto Penitenziario di San Pietro di Reggio Calabria, la presentazione del progetto “Libere Dentro” promosso e curato dall’ufficio del Garante Metropolitano per i diritti delle persone private e/o limitate della libertà personale e dall’ufficio Metropolitano della Consigliera di parità.
di Francesco Bertolucci
firenzetoday.it, 23 novembre 2023
Il corso per i detenuti finanziato dalla Città Metropolitana ha terminato la parte teorica, festeggiata con una pizzata. Via ora al tirocinio da Pizzaman. Armentano: “Abbiamo dato un domani a questi ragazzi”. La fine del corso teorico è stata festeggiata nel migliore dei modi: con una pizzata. I quattro detenuti del Mario Gozzini, meglio noto come Solliccianino, impegnati nel corso di formazione di 120 ore per diventare pizzaioli hanno potuto festeggiare la fine della prima parte del corso che ora proseguirà con un tirocinio. “Era una pizza buonissima, come di quelle che si trovano in pizzeria - ha detto Nicola Armentano, consigliere della Città Metropolitana che ha finanziato il progetto - Crediamo di aver dato la possibilità di un futuro a questi ragazzi”.
di Rubina Tognazzi
Giornale di Vicenza, 23 novembre 2023
Aperto un punto vendita voluto dalla cooperativa Mventicinque. Padrino l’attore Andrea Pennacchi. Da qualche giorno si possono trovare anche a Schio i prodotti da forno realizzati nel carcere di Vicenza. A tenere a battesimo il negozio Libere golosità, aperto al civico 37 di via Martiri della Libertà, l’attore Andrea Pennacchi, legato a doppio filo al progetto, perché ha tenuto per diversi anni i corsi del Campus company, ma anche perché ha tenuto laboratori di teatro in carcere a Padova. “Ed è stata un’esperienza meravigliosa e terribile: vedere da vicino come cambiassero i ragazzi che partecipavano e che davano un senso al proprio tempo e quindi alla propria vita aveva un profumo dolcissimo”.
di Chiara Roncelli
L’Eco di Bergamo, 23 novembre 2023
L’iniziativa di “Piroscafo”: sabato prossimo 25 novembre per la prima volta l’incontro con la città. Uno spettacolo all’Auditorium di Piazza della Libertà. Il teatro porta i detenuti della Casa circondariale “Fausto Resmini” di Bergamo fuori dalle mura del carcere. Da quindici anni, infatti, i detenuti della Casa circondariale partecipano ad un laboratorio teatrale con l’associazione Teatro Piroscafo: il teatro è un luogo privilegiato per giocare sulla comunicazione e sulle relazioni, è un’occasione preziosa per potersi raccontare ed aver qualcuno con la voglia di ascoltare; diventa, a tutti gli effetti, un’occasione di riflessione e un pretesto per favorire l’incontro e il confronto tra il mondo “dentro”, quello dei detenuti, e il mondo “fuori”, quello della città. Fino ad ora gli spettacoli, frutto del laboratorio, sono andati in scena solo all’interno della Casa circondariale e sono stati rivolti agli studenti delle scuole superiori di Bergamo e della provincia.
askanews.com, 23 novembre 2023
È positivo il primo bilancio del progetto ‘Play for the future’, nato dalla collaborazione tra Fondazione Milan, Fondazione Cdp e ministero della Giustizia, che terminerà a giugno 2024. Un programma mirato al reinserimento sociale dei giovani detenuti attraverso percorsi di educazione sportiva e di orientamento professionale. A distanza di nove mesi dall’inizio delle attività, a Napoli c’è stata la condivisione dei risultati registrati fino a questo momento. I 57 ragazzi coinvolti, in gran parte minorenni, svolgono ora regolarmente attività sportiva, conducono colloqui di lavoro e seguono un percorso di orientamento formativo. Sono migliorate anche le condizioni psicologiche, con un aumento dell’autostima e della fiducia in sé stessi e una maggiore capacità di mantenere gli impegni presi. Risultati che rivestono un ruolo fondamentale nella riduzione del rischio di recidiva.
di Alberto Cisterna
L’Unità, 23 novembre 2023
È la frontiera più delicata da presidiare, perché è un confine impercettibile, sottile, silente, su cui vivono tante donne in bilico tra la vita e la morte. La morte di Giulia Cecchettin dovrebbe segnare, in una società che fosse meno esposta della nostra a mere sollecitazioni, il momento per una riflessione profonda sulla repressione penale e sulla sua capacità di deterrenza.
di Vittorio Lingiardi
La Stampa, 23 novembre 2023
In questo momento è importante sentirsi soggetti di un fronte comune, dove ciascuno può fare la sua parte, nel tentativo di incidere sull’educazione scolastica. Purtroppo senza ricette sicure e senza troppe illusioni. Il progetto presentato ieri dal ministro Valditara, pensato dopo le orribili vicende estive di Palermo e Caivano, ha un bel nome: Educare alle relazioni. L’accento sulle relazioni mi sembra opportuno. In un mondo sempre più virtualizzato e banalizzato, è nostro compito educare al rispetto dei corpi e delle relazioni e diseducare alla trasmissione acritica degli stereotipi di genere. Giusta anche l’idea di procedere con gruppi di discussione. Spesso dico di non credere a interventi puramente “didattici” tipo l’”ora di educazione civica”. Coi ragazzi e le ragazze è infatti importante un’esperienza più immersiva, capace di esprimere soggettività e specificità, di ascoltare testimonianze dirette ed esempi, di lavorare su case studies.
di Alessandra Pigliaru
Il Manifesto, 23 novembre 2023
“Se non c’è un testo scritto che ci spiega che cos’è l’educazione all’affettività, in questo momento niente può essere chiaro e stiamo ragionando solo per titoli, per temi ma questo vale anche per molto altro, per esempio la violenza contro le donne o la pace nel mondo”. Celeste Costantino, attivista e femminista, da molti anni si occupa di diritti, antimafia e questioni relative al genere e all’antiviolenza. Sulla recente proposta del ministro Valditara tuttavia, il suo percorso politico le consente di dire qualcosa nel merito perché, ormai dieci anni fa, quando era deputata nelle file di Sel, aveva firmato, insieme ad altre, una proposta di legge proprio sulla educazione sentimentale nelle scuole.
di Lucio Caracciolo
La Repubblica, 23 novembre 2023
L’annunciato scambio tra ostaggi israeliani catturati da Hamas e detenuti palestinesi nelle carceri israeliane è ancora in bilico ma può essere il primo raggio di luce dopo un mese e mezzo di guerra a Gaza. Accompagnato da una tregua di quattro giorni, potenzialmente prolungabile. Ma quanto avvenuto nella notte appena trascorsa conferma che le intese in piena guerra fra nemici mortali sono esposte a mille incidenti, malintesi o pretesti per sabotarle. Di sicuro Hamas resta “padrone degli orologi”. Con alle spalle la lunga ombra dell’Iran, che detta i tempi delle operazioni sul fronte Nord (Hezbollah) come su quello Sud, mentre la battaglia di Cisgiordania - centrale sotto ogni profilo - s’inasprisce.
- Medio Oriente. Ostaggi e tregua: scatta l’accordo (appeso a un filo)
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- Gli effetti del populismo penale
- Un “diritto penale massimo” contro le donne









