di Enzo Riboni
Corriere della Sera, 24 luglio 2023
Quadro poco confortante dagli ultimi dati: un nato all’estero su 3 si sente discriminato. Lingua, lavoro e pregiudizi tra gli ostacoli. Sacche di povertà, le donne più penalizzate.Occupazioni al di sotto delle competenze. Non è facile, per gli immigrati, l’integrazione in Italia: handicap di varia natura, infatti, rendono arduo il traguardo dell’appartenenza. Dalla lingua all’acquisizione di cittadinanza, dall’ottenimento di un’occupazione alla qualità del lavoro, dalla difficoltà della condizione femminile alla diffusione di pregiudizi e sentimenti di razzismo. Sono questi gli ostacoli che emergono dall’ultimo rapporto Inapp: “Indicatori di integrazione dei cittadini con background migratorio”.
di Lucio Caracciolo
La Stampa, 24 luglio 2023
Il governo parla di incubo invasione ma la nostra malattia è lo spopolamento. Basta finanziare i regimi arabi per chiudere i confini: è l’unica cura possibile. Alla grande conferenza di Roma su sviluppo e migrazioni i governanti europei, a cominciare dai nostri, non parlano che di fermare i migranti irregolari. Comprensibile e persino commendevole, magari cominciando a rendere meno impossibile approdare in Italia e in Europa per via regolare, come assicura Meloni. Finora pare non si riesca a inventare nulla di meglio che finanziare regimi arabi mediterranei perché sbarrino la loro frontiera terrestre con l’Africa profonda, facendo leva sul diffuso disprezzo per i neri. Il caso tunisino è modello. Morire pugnalati nel Sahara come alternativa ad affogare nel Mediterraneo? Confidiamo che persuasione morale e incentivi economici del nostro governo nei confronti del presidente Saied - non più né meno dittatore di quasi tutti i suoi colleghi nordafricani - migliorino il clima a Sfax e dintorni.
di Federico Capurso
La Stampa, 24 luglio 2023
Giorgia Meloni avrà evitato l’argomento “blocco navale” con gli ospiti della prima conferenza internazionale sullo sviluppo e l’immigrazione che si è tenuta ieri alla Farnesina, a Roma. Erano presenti Capi di Stato e primi ministri di molti Paesi africani e del Medio Oriente, oltre ai vertici europei, di istituzioni bancarie e di organizzazioni internazionali.
di Fabio Tonacci
La Repubblica, 24 luglio 2023
Nello spazio occupato di Spin Time Labs riuniti egiziani, sudanesi, gambiani, eritrei: “Gli accordi non fermeranno le partenze”. Dovrebbero essere i veri protagonisti del vertice internazionale alla Farnesina sulle migrazioni ma poiché i governi non hanno interesse ad ascoltare la loro voce, i rifugiati africani si sono fatti un proprio controvertice.
La Repubblica, 24 luglio 2023
L’intervento della relatrice speciale delle Nazioni Unite sul diritto di associazione e di riunione pacifica. “Centinaia di attivisti e manifestanti sono stati arbitrariamente detenuti, torturati, sottoposti a violenza sessuale e di genere, fatti sparire con la forza e uccisi”, ha detto Clément Nyaletsossi Voule, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti legati alla riunione pacifica e all’associazione. Per Voule le vittime raramente hanno ricevuto giustizia, mentre gli autori dei reati non vengono sottoposti a procedimenti giudiziari e hanno il potere di continuare a reprimere i diritti e le libertà altrui”.
di Carlo Petrini
La Stampa, 24 luglio 2023
Più di due miliardi di persone vivono senza il cibo, che è un diritto. Il vertice delle Nazioni Unite al via oggi a Roma non “venda” i più poveri. Per sfamare otto miliardi di persone, e in prospettiva dieci, la strada è tanto chiara quanto rivoluzionaria: smettere di inseguire il profitto e cominciare a difendere la produzione alimentare, la terra da cui essa dipende e le persone che la coltivano. Il cibo dev’essere un diritto, non un bene da scambiare in Borsa; una priorità universale non una commodity grazie alla quale arricchirsi a scapito di qualcun altro, della salute del pianeta e del futuro dell’umanità.
di Agnese Pini
La Nazione, 23 luglio 2023
A lasciarci in un silenzio che dovrebbe suggerire sofferta incredulità, sono le parole di un detenuto: “Se non ti tagli le braccia, nessuno ti ascolta”. A lasciarci in un silenzio che dovrebbe suggerire sofferta incredulità, prima ancora che indignazione, non sono le pareti sporche di vomito, non sono le blatte e la sporcizia, gli odori molesti e talvolta insopportabili, le infiltrazioni di umido, il caldo soffocante, gli occhi svuotati, le braccia penzolanti piene di cicatrici. Sono invece le parole di un detenuto: perché quelle parole più di tutto disvelano la disumanità del carcere. “Se non ti tagli le braccia, se non provi a impiccarti, nessuno ti ascolta”.
di Alessandro Farruggia
La Nazione, 23 luglio 2023
La denuncia di Anastasia (Lazio): le carceri non sono una priorità per i nostri governi. “La maggior parte dei reclusi potrebbe scontare la pena fuori. Ma mancano i sostegni”.
di Marco Chiavistrelli*
L’Unità, 23 luglio 2023
Ho lavorato trent’anni dentro una fabbrica e l’opinione diffusa era che la delinquenza fosse un fatto soggettivo, una questione di indole personale, le classiche mele marce in un canestro di mele buone da scartare e buttare nella spazzatura.
di Graziella Di Mambro
articolo21.org, 23 luglio 2023
Quando accadde, quando il detenuto Fakhri Marouane si era dato fuoco nel tentativo (allora fallito) di suicidarsi nel carcere di Pescara, la sua storia non fu ritenuta di quelle strappalacrime degne di risalire la china fino ad arrivare in tutte le prime pagine. Ed è dunque rimasta sulle edizioni locali.
- Chi politicizza davvero la giustizia
- Giustizia, per la riforma Nordio è meglio non copiare gli Usa
- Ribellarsi ai pieni poteri dei pm combattendo i reati troppo vaghi
- “Il mio Pd sia garantista e sostenga l’abolizione dell’abuso d’ufficio”
- Sequestro del cellulare equiparabile a una intercettazione telefonica: come potrebbe cambiare la legge











