di Greta Sclaunich e Chiara Severgnini
Corriere della Sera, 24 novembre 2023
Offrono strumenti utili, ma anche armi per umiliare, tormentare o spiare le donne. Sono un volano per idee all’insegna della parità, ma ospitano anche contenuti retrogradi. E c’è chi trasforma i temi di genere in slogan da monetizzare. Nella lotta contro la violenza sulle donne, social e Rete sono nemici o alleati? Riducono i temi di genere a slogan da sbandierare tra un post sponsorizzato e l’altro, o sono un volano capace di renderli più efficaci? Rispondere è difficile, ma chiederselo è necessario dato che ormai viviamo (anche) online.
di Francesca Sforza
La Stampa, 24 novembre 2023
Il vero angolo cieco nel dibattito sul controllo come forma patologica di dipendenza nelle relazioni affettive - spesso all’origine di gravi episodi di violenza nei confronti delle donne - riguarda il controllo che i ragazzi esercitano l’un l’altro da quando le loro relazioni si sono sempre più strutturate nella dimensione “da remoto” anziché “in presenza”.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 24 novembre 2023
È insensato e folle dividersi tra “Team Palestine” e “Team Israel”. Chi è intorno scenda dalle barricate fondamentaliste. In queste settimane, ormai sono quasi due mesi, abbiamo visto e letto moltissimo di quanto sta accadendo ai confini di Israele e dentro Gaza. Gli indici di lettura e condivisione attivi su Corriere.it lo confermano: il conflitto mediorientale ci chiama e ci infiamma da sempre, forse più che mai in questa crisi sconvolgente. Ci siamo divisi e continuiamo a farlo come se appartenessimo a due squadre. I sostenitori di “Team Israel” e “Team Palestine” - come ha scritto l’editorialista Simon Kuper sul Financial Times - sanno come sono andate le cose prima ancora di leggerle o ascoltarle nei notiziari, a volte prima ancora che accadano. Sanno già dove sta “la verità”, perché la verità è quella che meglio rispecchia le loro/ le nostre convinzioni, ossessioni o più semplicemente identità.
di Fabio Marcelli*
Il Fatto Quotidiano, 24 novembre 2023
La Corte penale internazionale si gioca la sua credibilità sulla questione del massacro tuttora in corso a Gaza. Molte sono le denunce che stanno pervenendo in questi giorni alla Corte a tale proposito. Colla nostra piccola associazione, il Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia (CRED), abbiamo aderito a quella redatta e promossa da alcuni avvocati, tra i quali Gilles Devers, che ha già raccolto l’adesione di oltre cinquecento avvocati e centinaia di organizzazioni sociali in tutto il mondo, che abbiamo pubblicato sul nostro sito credgigi.it e che invitiamo a sottoscrivere scrivendo alla nostra mail
di Sabato Angieri
Il Manifesto, 24 novembre 2023
A 21 mesi dall’inizio dell’invasione russa, Mosca non avanza e Kiev non avanza. E il fronte pro-ucraino inizia a perdere pezzi. Frizioni tra Zelensky e il suo comandante in capo Zaluzhny. Che però non si tocca: lo difendono gli Usa. I soldati dei due schieramenti si scontrano in fazzoletti di terra; nel mezzo, i civili. Ventuno mesi fa il mondo è uscito dalla convinzione che per l’Europa fosse finita l’epoca delle guerre. I carri armati russi che oltrepassavano la frontiera con l’Ucraina e i primi missili volati nel cielo di Kiev possono essere considerati l’inizio di una nuova epoca per il Vecchio continente.
di Andrea Pugiotto*
L’Unità, 23 novembre 2023
Il 5 dicembre la Consulta si riunirà per decidere su una questione “scandalosa”: in assenza dicontrarie ragioni di sicurezza, vietare al detenuto di “svolgere colloqui intimi, anche a caratteresessuale, con la persona convivente non detenuta”, senza il controllo a vista da parte del personale di custodia è conforme alla Costituzione e alla CEDU? Noi pensiamo che sia una sanzione corporale primitiva, contraria al disegno costituzionale delle pene. E confidiamo che la Corte la cancelli
di Don David Maria Riboldi*
La Prealpina, 23 novembre 2023
Da oggi tutti chiusi. Nel carcere di Busto arriva, come ogni dove in Italia, la chiusura delle celle di cui dieci anni or sono si dispose l’apertura, per allargare gli spazi detentivi dall’angusta camera di pernotto al corridoio. Era una misura pensata non per tutti, ma per quanti ritenuti meritevoli, dopo un periodo di osservazione. La circolare del luglio 2022 non lascia scampo né grandi spazi di manovra ai direttori, che si trovano, loro malgrado, a gestire un ritorno al passato alquanto sgradevole per quanti si erano abituati a un range detentivo di maggiore socialità. Una socialità destrutturata, spontanea, non soggetta a una programmazione o a un controllo organizzativo. Niente più “vasche” nel corridoio, avanti e indietro, per stancare un po’ quel corpo che la notte non ne vuole sapere di dormire. Niente più chiacchierate, se non su appuntamento, dietro domandina, o alle sbarre delle celle, con le braccia appoggiate al ferro. Niente più disordini, diranno i sostenitori di questo regime, ma l’esperienza insegna che i cosiddetti eventi critici possono accadere ovunque e non mi pare ci sia una statistica che testimoni a favore delle celle chiuse, per essere al riparo da problemi disciplinari.
di Luca Rondi
altraeconomia.it, 23 novembre 2023
Intervista a Mauro Palma, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. “Il carcere è sempre di più una fotografia della società esterna che a sua volta riflette, anche se lo rifiuta, i paradigmi della vita reclusa. Soprattutto dopo il Covid-19 c’è l’incapacità, parlo del fuori, di tornare a uno sguardo libero. Percepisco molta asfissia nei rapporti tra le persone, difficoltà nelle relazioni e soprattutto il tentativo di eludere le complessità, cercando di risolvere i problemi portandoli altrove. Magari in Albania”.
di Giorgio Pogliotti
Il Sole 24 Ore, 23 novembre 2023
Accordo tra Assolavoro e Cnel per favorire il reinserimento lavorativo dei detenuti, partendo da un’analisi dei fabbisogni delle imprese del territorio. Promuovere formazione, studio e lavoro in carcere come strumento di reinserimento sociale e di riduzione della recidiva. Potenziando il sistema di certificazione del lavoro svolto all’interno degli istituti penitenziari, per attestare le competenze spendibili nel mondo produttivo anche attraverso modalità digitali, fornendo un aggiornamento rispetto alle evoluzioni in atto nel Sistema nazionale di certificazione delle competenze. Sono gli obiettivi dell’accordo raggiunto tra il Cnel e Assolavoro, che è stato preceduto da un’intesa raggiunta nei mesi scorsi tra l’organismo guidato da Renato Brunetta e il ministero della Giustizia.
di Federico Maurizio d’Andrea
Il Sole 24 Ore, 23 novembre 2023
Il dibattito italiano recente sulla Giustizia, con le riforme che si susseguono con una celerità che non permette neppure di verificarne la portata, lascia trasparire una fragilità sistemica sulla quale è bene esprimersi perché la Giustizia è, da sempre, il principale termometro per misurare la tenuta della democrazia. Ci si deve chiedere come sia possibile continuare a spingere al ribasso un dibattito che, pure, attiene direttamente al cuore del nostro “stare insieme” e che, per la sua delicatezza e per la sua complessità, andrebbe affrontato senza polarizzazioni ideologiche o semplificazioni.
- Femminicidi, il Senato approva il ddl Roccella. Ma per la discussione l’Aula è vuota
- “Inasprire le pene non salverà le donne. Rimettiamo al centro scuola e persona”
- Aumentare le pene? No, renderle effettive
- Questa rivolta contro i femminicidi cambierà qualcosa? Sono pessimista
- Femminicidio Cecchettin, le parole scorrette che i giornali hanno usato per raccontarlo









