di Gianluca De Rosa
Il Foglio, 1 febbraio 2023
Mauro Palma chiede al ministro Carlo Nordio e al governo di “non agire di pancia, ma giudicare nel merito” sulla richiesta dell’avvocato dell’anarchico. “Non farsi condizionare vuol dire non agire in base alle pressioni subite, ma anche non agire in risposta a quelle pressioni, sul regime di detenzione di Alfredo Cospito il governo deve giudicare nel merito e non in base all’onda emotiva di questi giorni, non farlo significherebbe dire che gli anarchici hanno vinto sul serio”. Mauro Palma, garante nazionale dei detenuti si appella al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Lo prega di non farsi trascinare in un meccanismo pericoloso che rischia di offuscare il merito della questione. Il ragionamento è questo: sullo stato di salute di Cospito, con il trasferimento nel carcere di Opera, il ministro e il governo hanno dimostrato di agire nel merito, adesso però sarà necessario fare lo stesso sul regime di detenzione.
di Christian Raimo
Il Domani, 1 febbraio 2023
Luigi Manconi, presidente dell’associazione A buon diritto, parla della vicenda dell’anarchico detenuto al 41 bis “Le sue condizioni di salute sono peggiorare ed è costretto sulla sedia a rotelle. Tutto è nelle mani del ministro Nordio”.
di Daniela Preziosi
Il Domani, 1 febbraio 2023
L’ex ministro Andrea Orlando: “Ho difeso il 41 bis, l’ho applicato. Nessuno di noi vuole che Cospito sia liberato né che possa comunicare con l’esterno, ma quel tipo di comunicazioni peculiari dei movimenti politici si possono interdire attraverso altri strumenti. La mia è una perplessità sull’applicazione concreta”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 febbraio 2023
“Non do la sua morte come imminente, ma se il digiuno non viene interrotto è fatale che si vada incontro a quell’esito”, ha raccontato la dottoressa Angelica Milia, medico di fiducia dell’anarchico Alfredo Cospito, a Luigi Manconi su Repubblica. L’uomo ha superato i cento giorni di sciopero della fame ed è stato trasferito dal carcere di Sassari a quello milanese di Opera, dove si può contare su un’assistenza sanitaria più efficace.
di Claudia Fusani
Il Riformista, 1 febbraio 2023
Parla l’avvocato Pagano, difensore di Roberto Adinolfi, l’ex manager Ansaldo che fu gambizzato dall’anarchico nel 2012. “È ingiusto infliggere a quel detenuto dei tormenti inutili. A me il regime del 41bis non piace affatto. Anzi, non serve assolutamente a nulla e, come in questo caso, ha un effetto contrario a quello che dovrebbe avere”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 1 febbraio 2023
Il deputato Donzelli, fedelissimo di Meloni, cita relazioni di servizio della polizia penitenziaria per sostenere connivenze tra l’anarchico e la ‘ndrangheta. La strategia per contenere il caso che spacca la maggioranza.
di Lorenza Rapini
La Stampa, 1 febbraio 2023
Nordio sul 41bis: “Il ministero non può intervenire”. Sul caso dell’anarchico è intervenuto anche il procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo: “Sta scontando la pena come condannato in via definitiva”.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 1 febbraio 2023
Il numero 2 di FdI e del Copasir si scaglia contro i dem che hanno visitato Cospito in carcere. In campo il Giurì d’onore e il ministro. Finirà di fronte al Giurì d’onore, che però si limita a distribuire i torti e le ragioni in via definitiva, senza voto e senza poter essere sindacato ma anche senza poteri sanzionatori. Finirà in tribunale: la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani ripete per tutto il giorno che il suo partito procederà “per via anche giudiziaria perché è stata lesa la nostra onorabilità”. È già finita in richiesta di dimissioni di Giovanni Donzelli da vicepresidente del Copasir perché nell’intervento dello scandalo, quello in cui ha accusato il Pd di far da sponda a terroristi e mafiosi, il coordinatore di FdI ha sciorinato informazioni sui colloqui di Cospito con altri detenuti e non si capisce come ne sia entrato in possesso.
di Michele Serra
La Repubblica, 1 febbraio 2023
Ci sono frasi che dicono di noi, se non tutto, molto. Per esempio questa del meloniano Donzelli, protagonista della bagarre a Montecitorio: “Io quando vado in carcere vado a trovare la polizia penitenziaria”, ha detto il golden boy di FdI ai giornalisti, dando dell’incidente in aula una lettura politica chiarissima, anche onesta: la destra sta con le guardie, questa è la sua antica vocazione, questo il suo ruolo (legittimo), e proprio non riesce a capire perché mai qualcuno debba occuparsi anche dei ladri, arrivando a considerarli - addirittura - persone.
di Francesco Verderami
Corriere della Sera, 1 febbraio 2023
Gli atti citati a Montecitorio non sono disponibili per i parlamentari. Il nervosismo del ministro della Giustizia, Nordio, e la freddezza tra gli alleati: solo Salvini ha manifestato solidarietà all’esponente FdI. L’imbarazzo di Palazzo Chigi si è presto tramutato in preoccupazione, perché le parole pronunciate alla Camera da Donzelli hanno scatenato un putiferio non solo nei rapporti con l’opposizione ma anche nella maggioranza e soprattutto dentro il governo. E rischiano di produrre gravi conseguenze, non solo politiche.
- Caso Donzelli, il dovere di dimettersi
- Analfabetismo istituzionale
- Verini (Pd): “Siamo andati in carcere per verificare le condizioni di Cospito. Destra senza senso dello Stato”
- Delmastro (FdI) ammette: “Quelle intercettazioni su Cospito le ho passate io a Donzelli”. Ora rischia la poltrona
- Manconi: “A questo governo serve crearsi un nemico”











