di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci
La Repubblica, 2 febbraio 2023
In tre penitenziari di massima sicurezza sono stati ascoltati dei boss camorristi discutere su come alimentare la protesta contro il 41 bis. L’allerta dell’intelligence: “Rischio saldatura con gli anarco-insurrezionalisti”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 febbraio 2023
La corte d’appello di Torino ha assolto l’ex calciatore dall’accusa di traffico di droga. A causa dell’inchiesta, Padovano ha trascorso tre mesi in carcere e nove ai domiciliari, mentre suo padre è morto. Al Foglio racconta il suo calvario: “Scrissero che avevo ceduto droga a Vialli. Ma vi rendete conto?”
di Giampaolo Cassitta
La Nuova Sardegna, 2 febbraio 2023
C’è sempre stata una certa diffidenza intorno alla figura del garante per i detenuti. Da una parte i magistrati di sorveglianza perché rivendicavano il loro compito istituzionale di vigilanza sull’organizzazione degli istituti penitenziari e dall’altra gli addetti ai lavori che intravvedevano in questa figura una sorta di ulteriore controllo al difficile lavoro da svolgere con i detenuti. Dal 2013, anno di costituzione della figura del garante nazionale dei detenuti, le strade si sono lentamente incrociate e tutti hanno cominciato a comprendere che questa figura era necessaria per mantenere alta l’attenzione sul carcere.
ansa.it, 2 febbraio 2023
Per evitare “spettacolarizzazione” processo. No all’ammissione come testimoni al processo per i pestaggi dei detenuti al carcere di Santa Maria Capua Vetere dell’ex premier Draghi e degli ex Guardasigilli Cartabia e Bonafede. Lo ha stabilito con ordinanza la Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), che ha motivato la decisione con la necessità di “evitare una contaminazione di natura politica del processo con una sua indebita spettacolarizzazione”.
di Marianna Aprile
Oggi, 2 febbraio 2023
Don Antonio Coluccia offre ai ragazzi di strada di San Basilio un’alternativa al crimine. Per questo è minacciato. E ora la scorta gli è stata rafforzata. È dal 2014 che Don Antonio Coluccia, fondatore dell’Opera Don Giustino, si occupa di San Basilio, con ronde notturne antidroga (armato di megafono attraverso il quale diffonde il suo messaggio di legalità): “All’inizio andavo lì, pescavo i ragazzi per strapparli allo spaccio e alla malavita organizzata calabrese, romana e albanese che controlla il territorio e si è sostituita allo Stato. Gruppi criminali pronti a tutto che hanno militarizzato il territorio con tanto di vedette, anche sui tetti. Tre anni fa ho capito che andare lì non bastava, bisognava starci, occupare il territorio con un messaggio positivo, metterci la faccia”.
di Roberto Monteforte
strisciarossa.it, 2 febbraio 2023
A volte si cambia nella vita. Dopo oltre trentacinque anni passati a l’Unità, gli ultimi tra Vaticano e impegno sindacale e dal 2015 la pensione ora mi ritrovo a Rebibbia, volontario alla Casa di reclusione di Rebibbia. Un paio di volte a settimana - ma quando serve anche più spesso - varco i cancelli del carcere per raggiungere la terza sezione e raggiungere la redazione di “Non Tutti Sanno”, il notiziario sulla vita del carcere realizzato con i detenuti del “penale” tutti con sentenza definitiva e con pene medio-lunghe da scontare. Ho deciso di mettere al servizio le mie competenze professionali per realizzare un periodico che dia voce alla realtà dei detenuti. In fondo, come credo ogni giornalista dell’Unità, ho vissuto la professione come impegno culturale e politico per cambiare la società e per combattere le ingiustizie. Ora mi trovo dentro una realtà di particolare sofferenza e disagio, di riscatto e di umanità, di sensibilità e coraggio, di resilienza che oltre le sbarre si ignora. E non sono io a descriverla, ma aiuto chi la vive ogni giorno a trovare le parole più efficaci per comunicarla.
quibrescia.it, 2 febbraio 2023
A partire da giovedì 9 marzo sarà possibile partecipare a uno dei cinque incontri che si terranno nella biblioteca della Casa circondariale Nerio Fischione dalle 14 alle 16. Basta prenotarsi. Nell’ambito del progetto “Carcere per i diritti umani”, laboratorio di idee attivo ormai da più di sei anni negli istituti di pena bresciani, è nato fra i detenuti il desiderio di impegnarsi nella narrazione delle vicende che portano al carcere e delle conseguenze che tali scelte negative determinano, per far conoscere alla collettività il mondo penitenziario e le difficoltà dei detenuti nella ricostruzione di una vita rispettosa delle regole del vivere comune, ma anche di abbattere alcuni dei pregiudizi che frequentemente si frappongono alla buona riuscita di un programma rieducativo.
di Stefano Luppi
Il Resto del Carlino, 2 febbraio 2023
I teatri modenesi ieri si sono idealmente, attraverso i responsabili, riuniti in municipio a Modena per firmare una intesa che dà sempre più ‘sostanza’ alle attività teatrali nel carcere di Sant’Anna e nella casa di reclusione di Castelfranco. Inutile ricordare i benefici sociali, legati al reinserimento nella società degli ex detenuti, che ha questa operazione legata alla professionalizzazione delle persone in ambito culturale. Tutto nasce dal teatro modenese dei Venti che ha vinto il bando di Creative Europe con il progetto “Ahos All Hands On Stage - Theatre as a tool for professionalisation of inmates”, legato a teatri e carceri di Italia, Germania, Polonia, Romania e Serbia. “Questo progetto europeo partito formalmente il primo febbraio - spiega il direttore del Teatro dei Venti Stefano Tè - ufficializza quel che facciamo da tempo, ovvero il teatro in carcere. Attenzione, non parliamo solo di arte, di detenuti-attori sul palcoscenico, ma di lavoro su tante professioni del nostro settore, tecnici audio, luci, movimentatori di palcoscenico.
di Bruno Ferraro*
Libero, 2 febbraio 2023
Le “prodezze” delle baby gang si sono moltiplicate negli ultimi tempi e quello che era un fenomeno isolato, caratteristico di qualche zona periferica, si va estendendo a macchia d’olio: a scuola, con alunni delle elementari in possesso di coltelli di ceramica “per uccidere la maestra”; in strada, con minori che torturano un disabile o tentano un assalto alla polizia; come stile e abitudini di vita, con minori dediti a moleste sessuali o consumatori abituali di superalcoolici. Persino il caso di bottiglie molotov costruite sulla base delle istruzioni sul web. A Ladispoli in agosto 2022 un quindicenne è stato pestato a sangue, colpito più volte con un tirapugni e mandato in ospedale con naso e polso fratturati, ad opera di un branco di sette ragazzi che volevano “vendicarsi” per una discussione avvenuta il giorno prima. Solo pochi giorni addietro l’individuazione dei minorenni responsabili di rapine a Roma e l’inqualificabile episodio di Seregno, con un ragazzino spinto da coetanei contro un treno in transito e l’incriminazione per tentato omicidio.
di Marco Bresolin
La Stampa, 2 febbraio 2023
La lettera della commissaria Dunja Mijatovic: “Ostacola le operazioni di ricerca”. “Il decreto e la prassi di assegnare porti lontani per lo sbarco delle persone soccorse in mare rischiano di privare le persone in difficoltà dell’assistenza salva-vita delle Ong sulla rotta migratoria più mortale del Mediterraneo”. Con queste motivazioni la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, ha scritto una lettera al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendogli di ritirare il decreto anti-Ong adottato dal governo Meloni che, tra le altre cose, prevede il divieto di salvataggi multipli.
- Droghe. Piantedosi, Gratteri e il cortocircuito proibizionista
- Ucraina. Riflessioni impolitiche sulla banalità della guerra
- Stati Uniti. Alla vigilia dei funerali di Nichols, la polizia uccide un altro afroamericano
- Islanda. Isolamento per 22 ore al giorno in carcere, anche di persone con disabilità mentali
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