di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 febbraio 2023
Il legale di Ernesto Fazzalari, condannato per ‘ndrangheta e recluso a Parma: “Così lo Stato si fa Leviatano e impone una sofferenza eticamente e giuridicamente inaccettabile”. “La tutela della salute di ogni detenuto costituisce un’assoluta priorità”, questo è il pensiero del ministro della Giustizia Carlo Nordio. E così, in effetti, dovrebbe essere perché il diritto alla salute, che discende dal più generale diritto alla dignità, è un bene fondamentale per l’uomo, ancor prima di quello retributivo, teso ad infliggere una sofferenza al reo quale compenso per il male commesso”. Così dice al Dubbio l’avvocato Antonino Napoli, difensore di Ernesto Fazzalari. L’uomo, ex numero due dopo Matteo Messina Denaro, era tra i ricercati più pericolosi d’Italia ed è stato arrestato il 26 giugno 2016. Deve scontare 30 anni al 41 bis.
di Claudio Sebastiani
ansa.it, 3 febbraio 2023
Una forma di protesta “autolesionista e abbastanza diffusa”, spiega Daniela De Robert, dell’ufficio del Garante dei detenuti, sottolineando che la quasi totalità degli scioperi durano “per un periodo limitato”. Nello stesso periodo dell’anno scorso, i detenuti in sciopero della fame erano uno in meno rispetto ad oggi, a conferma che si tratta di una modalità diffusa e ripetuta nel tempo, anche prima che la vicenda dell’anarchico in sciopero da 105 giorni finisse sulle prime pagine.
di Errico Novi
Il Dubbio, 3 febbraio 2023
Il ministro: la relazione del Dap sui colloqui tra Cospito e altri reclusi al 41bis poteva essere resa pubblica. Ma per giuristi e magistrati restano incertezze. Non erano atti segreti. E neppure la dicitura stampigliata sul fascicolo, “limitata divulgazione”, avrebbe dovuto dissuadere il deputato Giovanni Donzelli dal renderli pubblici. Sono le “conclusioni” riferite questa sera dal guardasigilli Carlo Nordio nel comunicato stampa che, almeno dal punto di vista del ministro, mette la parola fine al caso degli ultimi giorni: i richiami fatti martedì, nell’aula di Montecitorio, dal parlamentare di FdI alla relazione sui colloqui del dicembre scorso fra Alfredo Cospito e tre suoi “compagni di socialità” al 41 bis, nel carcere di Sassari.
di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci
La Repubblica, 3 febbraio 2023
“A divulgazione limitata”. Il futuro del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro dipende dall’interpretazione che ministero e procura di Roma intenderanno dare alla dicitura apposta sulla nota che accompagnava le carte riguardanti la detenzione di Alfredo Cospito. Quelle che Delmastro, al contrario di quanto ha sostenuto con Repubblica (“gli ho solo sintetizzato alcuni fatti”) ha passato integralmente al deputato Giovanni Donzelli, coinquilino e collega di partito in Fratelli D’Italia, perché le brandisse in Aula contro l’opposizione. Fregandosene delle informazioni sensibili che contenevano.
di Grazia Longo
La Stampa, 3 febbraio 2023
Il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria aveva raccomandato “il massimo riserbo”. La Procura di Roma è al lavoro: la violazione del segreto d’ufficio è punibile con la reclusione. Notizie riservate. Di più, riservatissime. Al punto da essere definite “non divulgabili e non cedibili a terzi, pur non essendo secretate”. In questo modo il Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) aveva definito le conversazioni tra l’anarco-insurrezionalista Alfredo Cospito e i boss mafiosi, tutti al 41 bis nel carcere di Sassari. Il documento del Dap è stato spedito lunedì scorso al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, di Fratelli d’Italia, in risposta alla sua richiesta di informazioni sul detenuto Cospito.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 3 febbraio 2023
Il detenuto sottoposto al 41 bis parla della diffusione dei dialoghi: “Mi hanno teso una trappola”. Il “41 bis” è e deve restare una misura preventiva per impedire altri reati, non afflittiva per rendere più pesante la detenzione. In quest’ottica bisogna valutare se sia opportuno mantenere questo provvedimento nei confronti di Alfredo Cospito, oppure farlo rientrare nel circuito - sempre differenziato, ma meno restrittivo - dell’Alta sicurezza di secondo livello.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 3 febbraio 2023
I padrini in carcere cercano di usare l’anarchico come quando Riina paragonò se stesso a Enzo Tortora. Ciò che spaventa della vicenda Donzelli è la scarsa competenza, calata in un contesto quanto mai pericoloso. Donzelli riporta pubblicamente le informazioni dei Gom, che racconterebbero di rapporti tra Alfredo Cospito e membri della criminalità organizzata campana, calabrese e siciliana. In questi incontri, gli affiliati di potenti cosche criminali avrebbero incoraggiato Alfredo Cospito a proseguire la sua lotta contro il 41 bis.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 3 febbraio 2023
Intercettazioni. L’indagine della Commissione giustizia del Senato. In un angolo rimasto al riparo dalle furiose polemiche sulla giustizia, la seconda commissione del senato continua il suo lavoro di indagine sulle intercettazioni. Le audizioni stanno portando alla luce soprattutto due cose. La prima: l’ultima riforma - Orlando 2017, entrata in vigore nel 2020 con modifiche di Bonafede - funziona abbastanza bene. Il meccanismo dell’archivio informatico segreto sotto la responsabilità del procuratore e la distinzione tra ascolti rilevanti e irrilevanti - solo i primi nella fase in cui gli atti diventano pubblici possono essere conosciuti - ha bisogno al più di piccoli correttivi, non di stravolgimenti. La seconda e più preoccupante scoperta è invece che proprio lo strumento più invasivo della privacy e potenzialmente più minaccioso dei diritti degli intercettati è sostanzialmente privo di regole adeguate e aggiornate. Si tratta ovviamente del “captatore informatico”, il famoso Trojan horse che può essere introdotto dalla polizia giudiziaria tramite società private in quello che per la legislazione tedesca è ormai riconosciuto come il “domicilio informatico” della persona. Un domicilio che in Italia è senza tutele.
di Chiara Manetti
lasvolta.it, 3 febbraio 2023
Diego Montrone, presidente della scuola di formazione Galdus, racconta del nuovo padiglione dedicato al reinserimento lavorativo: “Può dare indipendenza, dignità”. “Non ci piace chiamarlo “Sportello”: preferiamo immaginarlo come un servizio”.
di Ilenia Pistolesi
La Nazione, 3 febbraio 2023
La direttrice Maria Grazia Giampiccolo: “Qui interlocutori e compagni di viaggio attenti al nostro lavoro”. Nessuna vita è vuota a perdere. Il criminale riabilitato, dati alla mano, ha l’80% di probabilità di annientare la recidiva del reato. Anche nel più duro degli orizzonti, e nel più spietato inferno che la pena infligge. A Volterra la rivoluzione copernicana del castigo si trasla nel’encomio partorito all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Firenze dove, scripta manent, i report sull’attività degli uffici requirenti del distretto di Firenze forniscono l’ultima istantanea dalla Fortezza. Un carcere-modello a livello toscano per la costellazione di progetti di trattamento e reinserimento. La relazione cita in particolare ‘Le Cene Galeotte’ e l’ultra trentennale esperienza teatrale della Compagnia della Fortezza.
- “Lettere dall’inferno. Per una pedagogia della detenzione”, il libro dell’ex Garante dei detenuti
- “Il ragazzo smarrito. Una storia vera”, di Ornella Giordano
- Francia. Italiano 20enne “ufficialmente” suicida in cella. Ma i documenti raccontano un’altra storia
- Iran. Panahi annuncia lo sciopero della fame “fino a che non sarò libero”
- Nordio in Aula difende il 41 bis: “Non è trattabile”











