di Mattia Feltri
La Stampa, 2 febbraio 2023
Io non lo prenderei sottogamba, perché sentite qui che complottone. Allora, il deputato meloniano Giovanni Donzelli va in Parlamento e denuncia una saldatura fra anarchici e mafiosi per abolire il 41 bis, cioè il carcere duro. Svela che l’anarchico Cospito nell’ora d’aria parlava coi boss, che approvano la sua battaglia contro il 41 bis.
di Antonio Bravetti
La Stampa, 2 febbraio 2023
Il ministro della Giustizia alle Camere: “Non ce ne laviamo le mani ma c’è un’indagine aperta”. Dopo l’informativa, Pd, sinistra, Verdi e Cinquestelle lasciano l’Aula per protesta. Zero scuse. Niente dimissioni. Nessuna tregua. Non rientra, anzi si intensifica lo scontro tra Fratelli d’Italia e Pd sul caso di Alfredo Cospito. L’informativa del ministro della Giustizia Carlo Nordio non convince nessuno tra i banchi della minoranza. E l’atteggiamento della coppia Delmastro-Donzelli, entrambi fermi al loro posto, allarga il fronte delle opposizioni. Se martedì il Pd si era difeso quasi da solo dagli attacchi del responsabile organizzazione di FdI, ieri anche il Movimento 5 stelle ha alzato la voce: “C’è la regia politica di palazzo Chigi”. In serata Meloni parla, ma sui due esponenti del partito non proferisce verbo.
di Giulia Merlo
Il Domani, 2 febbraio 2023
Il ministro ha detto che “in linea di principio tutti gli atti riferibili ai detenuti in regime di 41 bis sono per loro per loro natura sensibili”, smentendo quindi di fatto Delmastro che sosteneva fossero divulgabili. Poi dice che è necessario tener conto dell’indagine aperta dalla procura di Roma, ma “Non ci pareremo dietro la magistratura”. Il silenzio di Meloni è stato registrato da tutti. Un silenzio, il suo, che difende i suoi due fedelissimi ma sposta politicamente la responsabilità dell’iniziativa su palazzo Chigi.
di Vanessa Ricciardi
Il Foglio, 2 febbraio 2023
Le reazioni sono scomposte. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato in tv per ribadire la fermezza sul caso Alfredo Cospito e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove ha detto al Foglio che pensa di cambiare casa.
di Concita De Gregorio
La Stampa, 2 febbraio 2023
L’ascesa del braccio destro di Meloni: lo mandano in tv con risposte già scritte perché “funziona”, ma gestire un governo non è l’occasione per fare numeri a effetto tirando fuori carte riservate.
di Piero Sansonetti
Il Riformista, 2 febbraio 2023
La polemica sulle scemenze dette l’altro giorno alla Camera dal deputato di FdI Giovanni Donzelli (che ha accusato il Pd di essere dalla parte della mafia e dei terroristi) ha del tutto oscurato il tema di fondo sul quale sarebbe stato giusto discutere: il carcere duro, la sua inumanità, la sua inutilità, il contrasto aperto ed evidentissimo con la Costituzione. E poi la questione specifica: la sospensione del 41 bis per Alfredo Cospito in modo da evitare la sua morte. Alfredo Cospito è in prigione perché ha commesso dei reati ma ora sta facendo lo sciopero della fame non per chiedere di essere liberato ma semplicemente per denunciare la follia del 41 bis.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 2 febbraio 2023
Manconi spiega che le garanzie non si commisurano al tipo di reato commesso dal detenuto. Ma lo ricordano in pochi. Ho scritto più volte, e anche qui sul Riformista, che nei confronti del “mafioso” vige un trattamento discriminatorio che non ha pari presso nessun’altra categoria delinquenziale. E se devo mettere i piedi nel piatto dico che l’oscena vicenda di Alfredo Cospito rappresenta una riprova esemplare di quella verità.
di Gianfranco Pellegrino
Il Domani, 2 febbraio 2023
La logica del regime carcerario 41 bis è bloccare i messaggi, o meglio gli ordini, che possono partire dai carcerati. È ovvio che prevenire altri crimini è diritto della società e, insieme alla rieducazione, la prevenzione sta a fondamento della pena.
di Stefano Folli
La Repubblica, 2 febbraio 2023
Si possono attendere tutte le inchieste del mondo, ma sul piano politico è già chiaro chi ha sbagliato e perché. Comunque la si pensi sul caso Cospito-Donzelli-Delmastro, è probabile che la vera vittima di questa confusa vicenda sia la riforma della giustizia. Concepita dal ministro Nordio, sia pure fra errori e incongruenze, in chiave liberale e garantista, il testo non ha ancora visto la luce ma sembra già un veliero disalberato e avviato al bacino di carenaggio.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 2 febbraio 2023
Dopo una mattinata di nervosismi, Meloni blinda tutto. Il ministro va in Parlamento e (per ora) salva il sottosegretario che ha passato a Donzelli le conversazioni di Cospito coi boss. Prova a liquidare la questione Delmastro-Donzelli con una manciata di parole, giustificandosi con il fatto che i tempi non sono maturi per dare una risposta definitiva. Che al ministero è in corso un approfondimento e che anche la procura di Roma ha aperto un’inchiesta. Ma, così facendo, Carlo Nordio ottiene l’effetto contrario. Perché l’opposizione - che lo aveva chiamato alla Camera per riferire del caso Cospito, ma anche per spiegare che tipo di atti fossero quelli di cui il sottosegretario con delega alle carceri, Andrea Delmastro, aveva parlato con il vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli, il quale ne aveva spiattellato il contenuto in Parlamento - se la prende con lui. E lo accusa di essere stato reticente.
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