di Alessandra Algostino
Il Manifesto, 2 febbraio 2023
La Carta costituzionale pone al centro la persona, la sua dignità, i suoi diritti. Elemento primo della dignità è il divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti. La dignità della persona, intesa come suo “pieno sviluppo” (art. 3, c. 2, Cost.) e come pari dignità sociale (art. 3, c. 1, Cost.), è un principio imprescindibile e inviolabile: sempre e ovunque.
di Marco Gervasoni
Il Giornale, 2 febbraio 2023
Alla domanda se sia giusto, per un parlamentare, visitare in carcere un terrorista, la risposta l’ha già data il Guardasigilli Nordio: le missioni nei penitenziari sono non solo un diritto, ma addirittura un dovere, degli eletti. La visita del parlamentare non è infatti, assimilabile a quella dell’avvocato difensore o del sacerdote: questi vanno a incontrare il loro assistito o un’anima di peccatore che, come tale, può redimersi. Il parlamentare visita invece colui che lo Stato trattiene in prigionia, per tutelare se stesso e la collettività, sapendo che, nei sistemi liberali moderni, e nella nostra Costituzione, l’obiettivo del carcere è punitivo ma ai fini di riammettere il detenuto nella comunità - da qui la discussione sulla anti-costituzionalità dell’ergastolo. I parlamentari compiono cioè un gesto politico, verificano che in carcere non vi si verifichino episodi che ledono la dignità e, in tal modo, controllano il dettato costituzionale.
di Marco Belpoliti
La Repubblica, 2 febbraio 2023
Perché la scelta del digiuno a oltranza in carcere è una sfida al sistema penale che va oltre le idee della destra e della sinistra. Nella prima pagina di “Sorvegliare e punire” Michel Foucault racconta lo squartamento mediante cavalli da tiro di Damiens, un parricida, nel marzo del 1757. L’epoca dei Lumi è già iniziata ma nella città di Parigi il condannato a morte, dopo aver fatto pubblica confessione, viene smembrato sulla piazza. Nell’arco di qualche decina d’anni il corpo suppliziato, amputato, simbolicamente marchiato sul viso o sulla spalla, sembra scomparire dalle pene capitali dei paesi europei. Come argomenta il filosofo francese nel suo libro s’interviene sui corpi dei condannati per privarli tuttalpiù del loro diritto alla libertà, e prima di tutto per farli lavorare, assoggettarli, perché i corpi stessi vanno purificati.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 2 febbraio 2023
Parla il giudice Fabio Gianfilippi che ha sollevato questioni di legittimità costituzionale sul diritto dei detenuti in regime di 41 bis a cucinare, a vedere i figli senza vetri, ad andare in bagno senza essere spiati da una telecamera
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 2 febbraio 2023
Pecorella: “Così si annientano le persone. È un atto di disumanità che la nostra Costituzione non prevede”. Sul caso Cospito stiamo assistendo ad una disputa virulenta, con uno scambio di accuse reciproche tra i partiti. L’avvocato Gaetano Pecorella, penalista con oltre cinquant’anni di esperienza al servizio del diritto di difesa, commenta sconsolato quanto sta accadendo negli ultimi giorni. “Purtroppo - dice al Dubbio - il nostro Parlamento non perde l’occasione per fare delle brutte figure davanti al paese. Se i parlamentari litigano, si minacciano e si diffamano, possiamo immaginare cosa pensano i cittadini rispetto al luogo in cui si dovrebbe discutere con la più alta cultura e il più alto rispetto per la controparte. Poi ci lamentiamo delle violenze che si verificano, quando la prima sede in cui si verificano violenze verbali è proprio il Parlamento”.
Il Sole 24 Ore, 2 febbraio 2023
L’Ucpi contro le “regole odiose, violente, non di rado irragionevolmente sadiche” e per la scelta “non violenta”. Mentre divampa la polemica sulle dichiarazioni rese ieri in aula del deputo di Fdi Donzelli che dopo aver provocatoriamente chiesto al Pd da che parte stava ha citato delle recentissime intercettazioni ambientali in carcere ottenute dal compagno di partito e Viceministro della Giustizia Del Mastro, la Giunta dell’Unione delle Camere penali italiane esprime apprezzamento, solidarietà e sostegno per la dura azione non violenta con la quale un detenuto in regime di 41 bis, il signor Alfredo Cospito, ha inteso denunziare con forza, a rischio della propria vita, l’incivile barbarie di quel regime detentivo.
di Giacomo Papi
Il Foglio, 2 febbraio 2023
La funzione di questo regime carcerario è impedire ai capi di avere complici e soldati. Per questo, tra i criteri per giudicarlo, l’efficacia va tenuta in considerazione quasi quanto l’umanità. E la vicenda di Cospito solleva molti dubbi sul fatto che sia utile a raggiungere lo scopo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 2 febbraio 2023
È morto in ospedale, dove era stato ricoverato ormai in fin di vita. Lunedì all’ospedale San Paolo di Milano è morto Giuseppe Gallico, ritenuto il boss ai vertici dell’omonima cosca di ‘ndrangheta di Palmi. Non rispondeva più ai trattamenti medici. Aveva 66 anni, di cui 34 trascorsi in carcere, compresi 22 al 41 bis. Lo scorso giugno gli avvocati - Guido Contestabile e Antonio Cristallo - avevano chiesto il differimento della pena per la gravità delle sue condizioni di salute: “Cardiopatia ischemica cronica e fibrosi polmonare idiopatica, malattia rara a carattere progressivo, con sviluppo di insufficienza respiratoria”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 2 febbraio 2023
La lettera di Carmelo Gallico dopo la morte del fratello Giuseppe. “La morte gli ha restituito la libertà e la dignità che il cinismo umano della gente per bene gli ha negato fino al suo ultimo agonizzante respiro”, scrive il fratello del boss della ‘Ndrangheta morto lunedì a Milano.
di Giovanni Fiandaca
Il Foglio, 2 febbraio 2023
Le spericolate teorie diffuse sull’arresto di Messina Denaro rischiano di favorire una grave delegittimazione del lavoro dei pubblici ministeri palermitani e delle forze dell’ordine. Finendo per pregiudicare o intralciare il corso delle indagini.
- Diabolik
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