di Paolo Di Paolo
La Repubblica, 4 febbraio 2023
Più di uno vuole prendere le distanze dall’uomo divenuto un simbolo. “Ma sta morendo in carcere, è inammissibile”. Tre o quattro studenti, tolte le scarpe, lavorano con cura al grande striscione: “Al fianco di Alfredo”. Quello che dice “Lettere occupata” sventola da giovedì sera contro la facciata della facoltà, smosso da un vento che a metà pomeriggio - mentre sulla scalinata arriva l’ombra - fa quasi battere i denti dal freddo. L’occupazione lampo alla Sapienza si è praticamente già sciolta per immettere le sue energie nel corteo romano. Ed è lì che sarà forse possibile cogliere quanto composito, frastagliato, anche contraddittorio sia il movimento che alza la voce sul caso Cospito e sul 41 bis.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 4 febbraio 2023
La docente di Filosofia teoretica de La Sapienza: “I ragazzi combattono contro un regime che è tortura, non si può murare viva una persona. Ma questo governo specula sugli anarchici. Perché il Pd non alza la voce?”. “Sto con i miei studenti”. Donatella Di Cesare, titolare della cattedra di filosofia teoretica a La Sapienza, plaude all’occupazione di Lettere a La Sapienza di Roma e affida al Riformista un appello alle opposizioni, perché tornino a far sentire la loro voce contro l’anacronismo odioso del 41bis.
di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 4 febbraio 2023
Attesi anarchici anche da fuori Lombardia: Torino, Genova, Rovereto. Un’ora di presidio fuori dalla stazione Centrale di Milano, un’ora in corteo nelle vie vicine. 300 persone in tutto, perlopiù giovani dell’area anarchica milanese insieme a una parte di quella rete allargata di solidali con la lotta di Alfredo Cospito contro il 41 bis che si era vista anche nelle scorse mobilitazioni milanesi.
di Stefano Cappellini
La Repubblica, 4 febbraio 2023
La differenza tra una battaglia per lo Stato di diritto e una pericolosa e ambigua campagna che dipinge l’anarchico come un prigioniero politico. Nel dibattito su Cospito c’è una prima fondamentale discriminante: quelli che lo chiamano Cospito e quelli che lo chiamano Alfredo. I primi sono interessati a dirimere la questione se sia o no giusta l’applicazione del regime carcerario 41 bis rispetto alla sua personale vicenda giudiziaria e se sia o no doveroso che lo Stato impedisca la morte di un detenuto in prolungato sciopero della fame, anche se è quasi incredibile dover constatare che in quest’ultimo caso possa esserci qualcuno che sostiene che sì, Cospito muoia pure se crede, perché, come dice uno non a caso, l’ex pm Piercamillo Davigo, “per lo Stato viene prima il rispetto delle regole”.
di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci
La Repubblica, 4 febbraio 2023
Si è arrivati al punto dove non si doveva arrivare: un fine settimana di tensione in nome di Alfredo Cospito. Col timore che in decine di piazze d’Italia, da Milano a Palermo, ogni alito di vento possa trasformarsi in tempesta. Anche perché non si sa neanche con precisione chi ci sarà a riempirle, quelle piazze: oltre ad anarchici, antagonisti e studenti, pare che parteciperanno anche i movimenti di estrema destra che hanno cavalcato le proteste dei No Vax e No Pass. E c’è da scommettere che si affaccerà, come accaduto nei giorni scorsi, qualche vecchio arnese che un tempo gravitava attorno (senza mai aderirvi) alle Br.
di Luisa Morbiato
Il Gazzettino, 4 febbraio 2023
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, ieri mattina, 3 febbraio, ha fatto visita alla Casa di reclusione Due Palazzi. È arrivato con la scorta. Un provvedimento assunto per proteggere la sua incolumità, dopo le minacce ricevute dagli anarco insurrezionalisti. Il loro leader è Alfredo Cospito, l’anarchico pescarese rinchiuso nel penitenziario di Sassari da dove sta attuando lo sciopero della fame contro il 41 bis, il carcere duro.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 4 febbraio 2023
Occorre mettere fine a condizioni inaccettabili per bambini e bambine figli di detenuti. Oggi nell’Istituto a custodia attenuata per detenute madri a Lauro, nell’Avellinese, dove attualmente sono ristrette 10 detenute e 11 bambini, il Garante Campano dei detenuti Samuele Ciambriello, accompagnato dal suo staff, dalla direttrice del carcere Concetta Felaco, ha promosso una giornata particolare.
di Marina Lomunno
Avvenire, 4 febbraio 2023
Al riformatorio “La Generala”, oggi l’istituto penale minorile (Ipm) “Ferrante Aporti”, don Giovanni Bosco inventò il suo sistema preventivo e gli oratori visitando, su invito del suo padre spirituale don Giuseppe Cafasso, i ragazzi “discoli e pericolanti” della Torino dell’Ottocento.
di Silvia Morosi
Corriere della Sera, 4 febbraio 2023
La Polizia penitenziaria di Opera ha dato vita a una band (in uniforme) di musica leggera. Concerti benefici per malati, anziani e in generale per chi vive momenti di sofferenza. Compagni di lavoro e anche di passione: per il canto. A fine 2017 è nata l’idea di mettere a frutto il talento e la preparazione di alcuni membri della Polizia penitenziaria del carcere di Opera per dare vita a una band musicale. In occasione di una delle tante iniziative promosse per Natale, destinate al personale e alle famiglie, al Conservatorio, “ho chiesto che al concerto dei musicisti professionisti potesse essere affiancato, in coda, qualche brano eseguito dai colleghi in uniforme”, racconta Amerigo Fusco, comandante della casa di reclusione di Milano Opera. Da allora sono nati i Blue Voice, un gruppo di uomini e donne in divisa che si incontrano nei momenti liberi, dopo il lavoro, per cantare insieme e preparare dei concerti da offrire per beneficenza, nella sala musica della caserma.
di Eugenio Arcidiacono
Famiglia Cristiana, 4 febbraio 2023
Esce il 9 febbraio “Don Roberto Malgesini. Non c’è pace senza perdono” (San Paolo), il libro dell’ex detenuto Zef Karaci in cui racconta come gli incontri con il sacerdote ucciso a Como nel 2021 gli abbiano cambiato la vita.
- Migranti. Alla deriva senza acqua, dieci morti su un barcone
- Migranti. Il neonato annegato mentre Roma regala motovedette a Tripoli
- Regeni, la rabbia dei genitori: “Abbiamo i nomi, ma chi va al Cairo è incapace di farsi dare quattro indirizzi”
- Iran. Rilasciato Jafar Panahi: il regista aveva iniziato lo sciopero della fame
- La pena, l’inferno e la misericordia











