di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 5 febbraio 2023
Enrico Letta in videoconferenza con le capogruppo Malpezzi e Serracchiani. L’idea di una querela anche a nome del partito. Tra i parlamentari dem spuntano malumori sull’opportunità della visita all’anarchico in carcere.
Flick: “Un sottosegretario non può divulgare le informazioni ricevute dal Dap per ragioni d’ufficio”
di Liana Milella
La Repubblica, 5 febbraio 2023
L’ex presidente della Consulta: “I rapporti riservati devono essere usati solo per le finalità per cui sono stati consegnati”. E ancora: “Il ministro della Giustizia può revocare il 41bis perché il parere dei magistrati non è vincolante”.
di Andrea Malaguti
La Stampa, 5 febbraio 2023
L’ex magistrato: “Barbarie contro il Pd, ma avrei evitato una delegazione vistosa in carcere. Il caso Cospito interroga le coscienze, ora qualunque scelta rischia di essere sbagliata”.
di Susanna Turco
L’Espresso, 5 febbraio 2023
Dal caso Cospito al fantasma del Terzo polo. Dalle carte riservate usate da Fratelli d’Italia alla struttura che guida il dicastero. Con gli uomini di Matteo Renzi e di Carlo Calenda. E le donne. Mentre Giorgia Meloni deve decidere da che parte stare. Così via Arenula diventa il crocevia di tutte le trame.
di Giulia Merlo
Il Domani, 5 febbraio 2023
Il guardasigilli ha dovuto avallare l’operato del suo sottosegretario, ma si è legato le mani da solo. La premier ha avallato le posizioni dei suoi fedelissimi, pur chiedendo di abbassare i toni, e il ministro non ha potuto che seguirla. Alla fine, il rischio è che l’unico vero perdente sia proprio il guardasigilli e soprattutto le sue iniziative di riforma della giustizia.
di Marco Bertoncini
Italia Oggi, 5 febbraio 2023
C’è chi tende a escluderlo totalmente, chi afferma che un’intesa sarebbe difficile, che la necessità sussiste ma il malessere esploso in questi giorni lo sconsiglia. Invece sarebbe ora di riformare la giustizia. Bisogna ammettere, va da sé, che non si tratta di una riforma organica e globale. Se si guardasse oltre un secolo e mezzo di unità nazionale, potremmo ricordare due soli, concreti ed esaustivi esempi: la Costituzione, è ovvio, e la riforma della scuola legata al nome di Giovanni Gentile. La questione, semmai, è di avviare una parziale riforma della giustizia, almeno in qualche suo istituto. Carlo Nordio ne ha parlato sovente, in plurime sedi, sia in passato sia dopo l’assunzione al governo.
di Giovanni Tizian
Il Domani, 5 febbraio 2023
Roma non è stata messa a ferro e fuoco dagli anarchici, nonostante ai negozianti fosse stato consigliato di abbassare le serrande. Ma Fratelli d’Italia continua nella strategia di far salire la tensione sulla giustizia.
di Paolo Becchi
Il Riformista, 5 febbraio 2023
A ciascun governo, la sua emergenza. Sembra essere questa, ormai, la regola della politica italiana, da qualche tempo. Alluvioni, crollo di un ponte, per governi un po’ incolori, migranti, epidemie, guerre, per quelli a cui piace il gioco duro. Cosa c’era allora di meglio, per un governo “dio-patria-famiglia”, della vecchia emergenza “rossa”, anarchico-insurrezionalista?
di Mattia Feltri
huffingtonpost.it, 5 febbraio 2023
Ci chiedevamo quanto il garantista Nordio avrebbe contaminato un governo giustizialista, ma per il momento il governo giustizialista si è ingoiato il garantista Nordio. Così non abbiamo più il Nordio pensatore e non abbiamo ancora il Nordio ministro.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 5 febbraio 2023
Antonio Sangermano era nel direttivo dell’Anm per la corrente di destra. Il ministro lo ha chiamato a dirigere la giustizia minorile. L’accusa delle altre correnti: “Lo statuto vieta i passaggi diretti. Così rischiamo il collateralismo”.











