Il Manifesto, 7 febbraio 2023
Il vertice del 9 e 10 febbraio. Restrizioni sui visti per i Paesi di origine che non cooperano sui rimpatri. La parola d’ordine è: stringere. Stingere i tempi per un accordo che soddisfi tutti ma soprattutto stringere i confini esterni dell’Unione europea rendendoli impermeabili ai migranti. Alla vigilia dell’ennesimo vertice sull’immigrazione, quello dei capi di Stato e di governo in programma il 9 e 10 febbraio, a Bruxelles si tornano ad alzare i toni nella speranza di trovare soluzioni che mettano d’accordo gli Stati membri e tranquillizzando allo stesso tempo opinioni pubbliche interne in realtà molto meno preoccupate di un tempo dagli sbarchi di uomini, donne e bambini.
di Gabriella Cerami
huffingtonpost.it, 7 febbraio 2023
La premier aveva annunciato il pugno duro contro i salvataggi ripetuti di migranti ma poi alla fine la realtà del diritto del mare ha prevalso: nel decreto ong non c’è traccia del divieto. “Se tu ti imbatti in una imbarcazione e salvi delle persone le devi portare al sicuro, quindi non le tieni a bordo continuando a fare altri salvataggi multipli finché la nave non è piena”. Parole del premier Giorgia Meloni affidate a Instagram il 3 gennaio scorso nel giorno in cui entrava in vigore il decreto contenente la stretta sulle Organizzazioni non governative. Ma tra la propaganda a favore di popolo social e la realtà ci sono in mezzo le leggi internazionali, quindi l’obbligo di soccorso in mare. Ed è la ragione per cui la nave Geo Barents di Medici senza Frontiere, che ha effettuato tre salvataggi, di cui due dopo l’assegnazione del porto sicuro, non è stata multata. Bensì dopo le operazioni di sbarco e l’interrogatorio del comandante in Prefettura a La Spezia, la Ong ha avuto il via libera per riprendere la navigazione verso l’area di ricerca e soccorso dei migranti, dove si trova attualmente.
di Alessia Candito
La Repubblica, 7 febbraio 2023
Il drammatico racconto di una mamma tunisina: “Sulle loro tombe ho promesso che continuerò a cercare i dispersi e chiedere giustizia”. Nel 2022 sulla rotta per la Sicilia 1.400 vittime Quest’anno sono già 66. Ho fatto una promessa ai miei figli, la mia lotta non finisce qui. Continuerò a combattere per conoscere la sorte degli scomparsi in mare, per la giustizia. Migrare è un diritto, non un crimine”. La sua voce arriva sporcata dal fruscio di un vecchio altoparlante che combatte contro il vento rumoroso e gelido che spazza la serata palermitana. Il dolore che traspare dal suo videomessaggio, invece è nitido. Jamila è una delle tante madri di Zarzis che piangono figli che il mare ha divorato.
di Marco Perduca
huffingtonpost.it, 7 febbraio 2023
Eva Kaili da due mesi è in carcere e separata da sua figlia di due anni, un trattamento impossibile in tutta Europa, tranne che in Belgio. Ma non c’è uno dei 704 parlamentari che abbia qualcosa da ridire, per non essere sospettato di collateralismo alla cricca.
di Gabriele Moroni
Il Giorno, 7 febbraio 2023
Il ventenne italiano recluso a Grasse temeva gli altri: “Non sono un infame”. Nuova autopsia in patria. “Ferita dietro il cranio, non è suicidio”. Un esposto al Tribunale di Roma per delitto commesso all’estero ai danni di un cittadino italiano. Chiede di indagare sul carcere francese di Grasse, “per reati commessi in condotte attive e omissive”, la famiglia di Daniel Radosavljevic, 20 anni, cittadino italiano, trovato impiccato lo scorso 18 gennaio nella cella dove si trovava in custodia cautelare dopo l’arresto dell’8 ottobre 2022. La famiglia non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio e nei biglietti scritti a mano da Daniel emerge in modo inequivocabile la paura che aveva di morire. Si sentiva in pericolo, aveva paura di ritorsioni, “il nano di Nizza che mi ha detto che arriverà un detenuto con me (...) che mi ammazzerà e così arriverà la mia morte. Vi prego, vi chiedo aiuto, vi supplico aiutatemi”.
di Alfredo Roma*
Il Domani, 6 febbraio 2023
Il sistema penitenziario italiano fa acqua da tutte le parti e questo è un problema molto più grave di quello sollevato dal caso Alfredo Cospito. Il sistema politico si è perso in questi giorni in una speciosa e improduttiva diatriba sull’articolo 41 bis del codice penale, al quale è sottoposto l’anarchico Alfredo Cospito.
di Serena Uccello
Il Sole 24 Ore, 6 febbraio 2023
Su 18.654 detenuti che hanno avuto la possibilità di un inserimento professionale il numero di coloro che tornano a commettere un reato è al 2%, contro una media che sfiora il 70%. Due per cento contro quasi 70. Sono i due numeri che fotografano il ruolo dell’accesso al lavoro all’interno del sistema penitenziario. Due per cento è infatti il tasso di recidiva tra i 18.654 detenuti che hanno un contratto di lavoro, 70%, anzi 68,7%, è il tasso complessivo medio stimato su una popolazione carceraria che si attesta a 56.107 (dato al 2 febbraio 2023).
di Elena Dusi
La Repubblica, 6 febbraio 2023
L’anarchico in sciopero della fame ha scritto di non volere l’alimentazione forzata. La Costituzione e il codice deontologico gli danno ragione. Mario Riccio (associazione Luca Coscioni): “Non credo che il suo sciopero sia totale, 108 giorni sono troppi. Ma ora rischia un arresto improvviso del cuore o di scivolare gradualmente nell’incoscienza”. Filippo Anelli (Fnomceo): “Ma la vita dovrebbe venire prima di tutto”.
di Giovanni Rossi
Il Giorno, 6 febbraio 2023
Alfredo Mantici, ora docente: “Serve agire per salvare il detenuto, e al tempo stesso non farsi ricattare. Non è interesse dello Stato trasformare Alfredo Cospito nel Bobby Sands del sovversivismo italiano”.
di Serena Riformato
La Stampa, 6 febbraio 2023
La premier: “Noi non trattiamo con la mafia. E non caliamo la testa”. Ma poi si dimentica di introdurre sul palco il candidato nel Lazio Rocca. Alla fine del suo discorso, Giorgia Meloni risale sul palco trafelata per annunciare l’entrata di Francesco Rocca, rimasto in attesa dietro le quinte: “Ce l’ho fatta a dimenticarmi”, la premier si scusa con il candidato del centrodestra per il Lazio a cui sarebbe, in teoria, dedicata la convention all’Auditorium della Conciliazione.
- Perché la premier sta sbagliando
- Bonaccini: “Il 41 bis non è in discussione. Donzelli e Delmastro devono lasciare”
- Il sondaggio: il caso Donzelli spacca gli elettori. Due italiani su tre difendono il 41 bis
- Sabella: “Se il 41 bis serve a ottenere confessioni allora è uno strumento di tortura”
- Le conversazioni di Cospito in carcere non potevano essere divulgate: ecco perché











