di Giovanni Orsina
La Stampa, 6 febbraio 2023
All’ormai ben noto intervento che Giovanni Donzelli ha svolto alla Camera dei deputati martedì scorso potrebbe essere applicata la celebre frase che Joseph Fouché (ma forse fu Talleyrand) avrebbe detto in occasione del rapimento e della fucilazione del Duca d’Enghien: “È stato peggio di un crimine, è stato un errore”. Il “crimine” in questo caso è di media gravità. Muovere al Partito democratico l’accusa di fiacchezza nella lotta alla mafia e al terrorismo è non solo ingiusto, ma porta il conflitto politico fuori dal terreno della civiltà.
di Antonio Fraschilla
La Repubblica, 6 febbraio 2023
Intervista al candidato alla segreteria del Pd: “Su Cospito decidono i giudici non la politica. La destra vuole rivalsa ma non dà risposte”. Arriva in un locale in zona Tiburtina per partecipare a un evento organizzato dal deputato dem Matteo Orfini. Parla pochi minuti davanti a una sala piena di ex deputati ed ex ministri, da Giuditta Pini e Fausto Raciti a Marianna Madia, rincuorandoli su un partito che “ha ancora un grande futuro se si rivolge al mondo delle imprese e alla ragazza che rifiuta giustamente un salario da 700 euro al mese”: un partito che non è morto “se però è chiaro nelle sue scelte”. E proprio per rispettare quest’ultimo passaggio Stefano Bonaccini, candidato a guidare il Partito democratico, prende una posizione netta anche sul caso dell’anarchico Alfredo Cospito che digiuna contro il 41-bis e sull’uso politico che di questa vicenda hanno fatto prima il sottosegretario Andrea Delmastro e il deputato Giovanni Donzelli, rivelando alcune intercettazioni dello stesso Cospito, e poi in questi giorni la premier Giorgia Meloni.
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 6 febbraio 2023
Il 42,2% ritiene grave la visita dei parlamentari Pd a Cospito in carcere. Il 44% critica la diffusione di informazioni riservate e gli attacchi alla sinistra. Il 41% degli italiani è convinto che il 41 bis, il cosiddetto carcere duro, sia una legge giusta da mantenere così com’è.
di Giacomo Galeazzi
La Stampa, 6 febbraio 2023
“Assurdo oggi il doppio dei detenuti al carcere duro rispetto alla stagione delle stragi. Snaturata la misura voluta da Falcone e Borsellino”. Parla il magistrato che alla procura di Palermo ha catturato Brusca, Bagarella, Aglieri e i principali latitanti di Cosa Nostra: “Lo Stato fa giustizia, non vendetta, altrimenti agisce come la mafia”.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 6 febbraio 2023
Ci si aspettava che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, facesse chiarezza sulla divulgabilità di conversazioni tra l’anarchico Alfredo Cospito, detenuto sottoposto al regime previsto dall’art. 41-bis (l. n. 354/1975), e alcuni membri della criminalità organizzata. Com’è noto, tali informazioni erano state rese pubbliche alla Camera da Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, il quale le aveva apprese da Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario al ministero della Giustizia, con delega all’amministrazione penitenziaria. Ma la chiarezza attesa non c’è stata.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 6 febbraio 2023
L’annuncio di Nordio di voler intervenire per evitare la pubblicazione di quelle irrilevanti ha scatenato durissime reazioni. Come ricordato nei giorni scorsi in una intervista da parte dell’ex ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick, la riforma delle intercettazioni voluta dal Guardasigilli Andrea Orlando, che ben si proponeva di introdurre un limite alla loro pubblicazione selvaggia, non sarebbe mai stata applicata fino in fondo.
di Giuseppe Panissidi
micromega.net, 6 febbraio 2023
“I mafiosi non vogliono morire in prigione”. La considerazione, che potrebbe apparire scontata e banale, circola da qualche giorno con insistenza negli ambienti giudiziari dell’anti-mafia. In realtà, essa sottende una verità profonda. Al di là dell’intrigante previsione dell”intraneo Salvatore Baiardo sull’arresto, nonché delle puntuali e immancabili tesi complottiste, l’epilogo della trentennale latitanza dell’uomo delle stragi interroga la coscienza civile, ancor prima che politica, di tutti e di ciascuno.
di Riccardo Di Blasi
orticalab.it, 6 febbraio 2023
L’avvocato Giovanna Perna racconta l’esperienza de “Il lampione della cantonata”. Pochi giorni fa la costituzione della cabina di regia. Con la riforma Cartabia ogni distretto di Corte d’Appello dovrà avere un centro di giustizia riparativa: “La galera non basta a ricucire ciò che si rotto e non responsabilizza il detenuto. Con l’incontro tra vittima e colpevole, si avvia un percorso che riduce la recidiva, supera gli odi e pacifica la società”
di Michele Andreucci
Il Giorno, 6 febbraio 2023
La garante Valentina Lanfranchi scriva al ministro Nordio: “Servono interventi urgenti”. Il tempo in cui, per la qualità della vita e i servizi offerti, era considerata l’Hilton delle carceri italiane è solo un ricordo. Ora anche la casa circondariale di Bergamo deve fronteggiare una vera emergenza: il sovraffollamento delle celle, problema da cui ne discendono molti altri, come le difficoltà del personale con organici sottodimensionati e l’aumentare dei detenuti con problemi sanitari o psichiatrici.
di Rosella Redaelli
Corriere della Sera, 6 febbraio 2023
L’hanno realizzata gli stessi detenuti. I libri sono arrivati grazie a una campagna di sensibilizzazione lanciata nel dicembre 2019 dai club di servizio Inner Wheel di Monza, Fidapa Modoetia Corona Ferrea e Soroptimist International.
- Rossano Calabro (Cs). Inaugurato Anno accademico del Polo universitario penitenziario
- Cassino. Confronto sulla situazione delle carceri promosso dalle associazioni Dike e Città Futura
- Ferrara. Al Libraccio si parla di diritti umani, carcere e populismo penale con Stefano Anastasia
- Il senso di Sciascia per la giustizia, dall’ergastolo ostativo al populismo
- Cosa spinge a condividere fake news sul web? Uno studio scientifico prova a rispondere











