di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 18 giugno 2023
Scontro fra il guardasigilli e il sindacato dei magistrati. E la maggioranza procede compatta sul nuovo disegno di legge. “Per il risultato raggiunto, anche di fare innervosire le opposizioni che si sono divise, mi darei anche un dieci. Vedere che il maggiore partito dell’opposizione si spacca in due, per noi è un risultato importante”. Il ministro Carlo Nordio non teme lo scontro. Anzi lo rivendica nel difendere il suo disegno di legge sulla giustizia, approvato due giorni fa in Consiglio dei ministri. E non usa il fioretto neppure nel dare l’altolà ai magistrati che avevano duramente criticato la riforma. “Se il rappresentante del sindacato magistrati — replica al presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia — pronuncia critiche severissime, prima che sia noto il testo del disegno di legge, per me le sue sono interferenze. L’interlocutore istituzionale del governo e della politica è il Consiglio superiore della magistratura”, chiude quindi la porta. Immediata la replica di Santalucia: “Abbiamo non solo il diritto, ma il dovere di prendere parola”.
di Liana Milella
La Repubblica, 18 giugno 2023
Attacco senza precedenti del Guardasigilli ai magistrati dopo le critiche alla sua riforma. “Nostro interlocutore è solo il Csm”. Nordio all’attacco. Contro gli ex colleghi magistrati. A partire dal presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia. Con lui ce l’ha tantissimo. Ne contesta persino il ruolo perché si è “permesso” di criticare il suo disegno di legge. Intervistato al Taobuck di Taormina il Guardasigilli dice testualmente: “Se il rappresentante di un sindacato di magistrati, prima che fosse noto il testo del ddl, pronuncia una serie di critiche severissime, per me, in corretto italiano, significa interferenza”. Nordio va oltre quando afferma che “l’interlocutore istituzionale del governo e della politica non è il sindacato, ma il Csm”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 18 giugno 2023
Il Guardasigilli reagisce alle critiche dell’ordine giudiziario sulla riforma in arrivo. La replica di Anm: “Abbiamo il dovere di prendere la parola sui temi della giustizia”. Il ministro Carlo Nordio non lascia (la polemica), ma raddoppia. Avrebbe potuto godersi il notevole successo che è seguito alla presentazione del suo primo pacchetto di norme. “Per il risultato che abbiamo raggiunto, anche di fare innervosire le opposizioni che si sono divise, mi darei un dieci”, dice con una certa baldanza.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 18 giugno 2023
Il provvedimento va nel solco della delegittimazione berlusconiana della magistratura per anni le toghe considerate “nemiche” sono state subbissate di ispezioni e azioni disciplinari. Non si era mai vista una (contro) riforma della giustizia fatta da un Guardasigilli Marchese del Grillo che cerca sostegno in una sorta di seduta spiritica per evocare il santo Cavaliere e operare “un nuovo tentativo di menomazione del potere del pm, oltre i limiti della tollerabilità costituzionale” (Donatella Stasio), posto che tutta la storia di Silvio Berlusconi va in questa precisa direzione. Vero è che l’umana pietà per il defunto è tracimata (a reti tv allineate) nella rimozione di ogni accento critico, anche sul versante accidentato della giustizia ai tempi del Cavaliere. Ma sostenere che la (contro) riforma è garantista come lo era Berlusconi fa a pugni con la storia.
di Raffaele Marmo
Il Giorno, 18 giugno 2023
Il giurista sull’inappellabilità di alcune sentenze di primo grado: “Uno dei punti nei quali l’iniziativa governativa poteva essere più coraggiosa”. E sulle intercettazioni: “Passo avanti, ma piccolo”. È netto e diretto il verdetto di Sabino Cassese sulla riforma della giustizia del Ministro Carlo Nordio. Uno dei più autorevoli maestri del diritto del nostro Paese non ricorre a nessun formalismo. Anzi. “È una riforma - avvisa - che merita apprezzamento, in qualche punto troppo timida”.
di Francesco Bei
La Repubblica, 18 giugno 2023
La presidente della Consulta ricorda al governo il principio dell’autonomia della magistratura. Di fronte allo scontro con i pm invoca il metodo dell’ascolto. Professoressa di diritto del lavoro, Silvana Sciarra lo scorso settembre è stata eletta presidente della Corte costituzionale succedendo a Giuliano Amato.
di Silvia Bignami
La Repubblica, 18 giugno 2023
Intervista al sindaco di Bologna: “Insieme ad Anci non chiedevamo la cancellazione del reato di abuso d’ufficio ma una più semplice manutenzione, una sua riscrittura”. “Noi sindaci con Anci chiedevamo una riforma del reato di abuso di ufficio. Non il ‘colpo di spugna’ tipico della politica berlusconiana, che punta all’impunità. Siamo garantisti, non berlusconiani”. Il sindaco di Bologna Matteo Lepore sferza il governo sulla riforma della giustizia.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 18 giugno 2023
L’ex moglie: ormai è una larva. Dal suicidio del fratello alle prime denunce, biografia di un’icona del male. Ha pagato per sé e pure per gli altri, quei complici che lui, il 73enne Renato Vallanzasca, aveva difeso, protetto, insomma salvato, rispondendo alla personale concezione dell’importanza di termini desueti quali l’amicizia, la lealtà, l’esser fedeli, e insieme sublimando i doveri del comandare nell’obbedienza a un’indubbia mitomania imperante.
corrieredellacalabria.it, 18 giugno 2023
Le criticità del sistema penitenziario nella nostra regione nell’ultima relazione del Garante. C’è anche qualche luce: niente sovraffollamento, bene l’esperienza delle Rems. Non c’è un’emergenza sovraffollamento, ma le problematiche e le criticità sono tante e anche piuttosto serie. Molte ombre per il pianeta carceri in Calabria emerge dalla relazione annuale del Garante dei diritti dei detenuti. Il report, presentato nei giorni scorsi a Roma, dedica un capitolo alla situazione del sistema penitenziario in Calabria con riferimento ai primi cinque mesi di attività del Garante regionale, Luca Muglia, che si è insediato a fine ottobre 2022.
iquadernidellapennywirton.it, 18 giugno 2023
La Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, sbarca nelle carceri ad Ancona e a Parma. Lo ha annunciato Eraldo Affinati, fondatore della Penny Wirton, insieme ad Anna Luce Lenzi, in apertura dell’assemblea nazionale 2023. “Formeremo detenuti italiani a insegnare la lingua italiana ai detenuti immigrati in due istituti penitenziari. Abbiamo già incontrato la direttrice del carcere di Parma che ci ha dato l’ok e attendiamo l’ok da Ancona”, ha detto Affinati. “È una cosa molto bella e forte sopratutto in una condizione particolare, di isolamento delle persone. Ci sono tante associazioni che già operano sul territorio italiano e con cui collaboriamo perché cercano in noi una sorta di legittimazione”, ha concluso.
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