di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 19 giugno 2023
Con un po’ di approssimazione si può dire che l’epicentro del terremoto che ha destabilizzato il rapporto tra politica e magistratura è rintracciabile nel nostro paese con l’inchiesta di Mani Pulite che, nel 1992, spazzò via i partiti della Prima Repubblica.
di Massimiliano Boschi
altoadigeinnovazione.it, 19 giugno 2023
Cori da stadio, sfottò tra i compagni, ovazioni per le ragazze e paternali dei professori e della preside. È la mattina del 15 giugno e sembra l’ultimo giorno di scuola in occasione della consegna dei diplomi, non fosse che la “cerimonia” non si sta tenendo nel cortile di un istituto scolastico, ma in quello di un carcere.
di Ivana Zimbone
Quotidiano di Sicilia, 19 giugno 2023
Presentato a Catania il libro di Katya Maugeri che racconta le storie delle donne detenute. Katya Maugeri, scrittrice e giornalista, torna a parlare della vita nelle carceri con il suo nuovo libro “Tutte le cose che ho perso. Storie di donne dietro le sbarre”, presentato per la prima volta nei giorni scorsi a Catania, nei locali della casa editrice Villaggio Maori.
di Benedetta Tobagi
La Repubblica, 19 giugno 2023
Nel suo ultimo libro, “L’affaire 7 aprile”, lo storico racconta una vicenda insieme giudiziaria, politica e mediatica, che coinvolge, infiamma e lacera l’opinione pubblica. Spaccando le sinistre su questioni infuocate negli anni Settanta. Il 7 aprile 1979, dopo lunghe indagini, scatta una serie di arresti a carico di esponenti di spicco dell’Autonomia operaia organizzata, ex di Potere Operaio, l’area più violenta dell’ultrasinistra rivoluzionaria. Ne scaturisce un processo che assume subito i tratti dell’affaire, sottolinea lo storico Roberto Colozza sin dal titolo, ovvero una vicenda insieme giudiziaria, politica e mediatica, che coinvolge, infiamma e lacera l’opinione pubblica, spaccando le sinistre su questioni infuocate negli anni Settanta, dal dovere di difendere lo Stato repubblicano (a quale costo?) al diritto di contestarlo (fino a che punto?). Il “7 aprile” in realtà è stato tanti processi, celebrati tra Padova e Roma nei primi anni Ottanta.
di Riccardo Viale
Corriere della Sera, 19 giugno 2023
È giusto porre dei limiti di natura etico-legale all’utilizzo di reti neurali, ma raccogliere i dati sui requisiti di trasparenza chiesti dal disegno di legge europeo sembra oggettivamente difficile. Il Parlamento Europeo ha recentemente approvato un disegno di legge noto come “A.I. Act”, che imporrebbe nuove restrizioni agli usi più rischiosi della Intelligenza Artificiale (IA). Ridurrebbe drasticamente il suo uso nel riconoscimento facciale, mentre richiederebbe ai produttori di sistemi generativi come il ChatGPT di rivelare di più sui dati utilizzati per creare i loro programmi.
di Daniela Padoan
La Stampa, 19 giugno 2023
Nella tarda mattinata del 14 giugno, mentre l’Italia si preparava, a reti unificate, a celebrare i funerali di Stato di Silvio Berlusconi e la presidente maltese del Parlamento europeo Roberta Metsola dichiarava al Tg2 che la bandiera europea e quella italiana erano state abbassate a mezz’asta davanti alle sedi di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo in onore di “un grande europeo” - un “uomo che si è fatto da solo”, a cui “va il merito di aver portato Malta nell’Ue” - la strage di Pylos era già avvenuta da ore, ben prima dell’alba. Ma era dal mattino del giorno prima che, ben conosciuta dalle autorità europee, greche e italiane, la “più grande tragedia del Mediterraneo”, come l’ha definita la commissaria Ue per gli Affari interni Ylva Johansson, precipitava verso il suo spaventoso epilogo.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 19 giugno 2023
Amnesty International ha reso nota un’indagine condotta su nove attacchi aerei condotti dalle forze israeliane durante l’offensiva di maggio contro la Striscia di Gaza. Questi attacchi hanno causato 11 morti, tra cui quattro bambini, e 190 feriti, tra cui 64 bambini, tra la popolazione civile palestinese. Si è ripetuto lo stesso schema visto nelle precedenti occasioni: attacchi sproporzionati israeliani che causano un gran numero di vittime, attacchi indiscriminati contro obiettivi civili senza alcun valore militare, danneggiamenti e distruzioni di abitazioni civili. In tre parole: crimini di guerra. Anche dall’altra parte, lo schema si è ripetuto: la Brigate al-Quds e altri gruppi armati palestinesi si sono resi responsabili del lancio indiscriminato di razzi verso le città israeliane, facendo due vittime in Israele e tre nella Striscia di Gaza: a loro volta, queste azioni sono crimini di guerra.
di Mauro Armanino*
Il Fatto Quotidiano, 19 giugno 2023
John è morto all’età di 19 anni di tubercolosi nel campo di Hamdallaye. Appena quattordicenne aveva abbandonato il Sudan del Sud perché, dalla sua nascita, non aveva conosciuto nient’altro che la guerra. Voleva un mondo che non aveva mai visto prima e del quale le immagini lo seducevano per scappare lontano.
di Michele Serra
La Repubblica, 18 giugno 2023
Poiché “Sindaci” e “corrotti” non sono sinonimi, sarebbe utile capire se il pacchetto- Nordio è “salva-sindaci” oppure “salva-corrotti”. Se lo si chiede a un sindaco inquisito per uno dei reati più incerti e deformabili mai visti al mondo, che è l’abuso di ufficio, vi dirà: è salva-sindaci.
di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 18 giugno 2023
Scontro fra il guardasigilli e il sindacato dei magistrati. E la maggioranza procede compatta sul nuovo disegno di legge. “Per il risultato raggiunto, anche di fare innervosire le opposizioni che si sono divise, mi darei anche un dieci. Vedere che il maggiore partito dell’opposizione si spacca in due, per noi è un risultato importante”. Il ministro Carlo Nordio non teme lo scontro. Anzi lo rivendica nel difendere il suo disegno di legge sulla giustizia, approvato due giorni fa in Consiglio dei ministri. E non usa il fioretto neppure nel dare l’altolà ai magistrati che avevano duramente criticato la riforma. “Se il rappresentante del sindacato magistrati — replica al presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia — pronuncia critiche severissime, prima che sia noto il testo del disegno di legge, per me le sue sono interferenze. L’interlocutore istituzionale del governo e della politica è il Consiglio superiore della magistratura”, chiude quindi la porta. Immediata la replica di Santalucia: “Abbiamo non solo il diritto, ma il dovere di prendere parola”.
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