di Leonardo Cecchi
L’Espresso, 5 febbraio 2023
Antonio, di cosa si occupa esattamente “Avvocato di strada”?
di Antonella Napoli
La Repubblica, 5 febbraio 2023
Il racconto di Amal Ahmadi, meno di vent’anni, che dal 2016 vive in un campo profughi della capitale. Uno spaccato delle violenze denunciate da papa Francesco. Amal Ahmadi ha poco meno di 20 anni, nello sguardo e sulla pelle i segni delle violenze che da sopravvissuta mostra al mondo affinché il “mai più” tante volte declamato, non sia più uno slogan vuoto.
di Mattia Feltri
La Stampa, 4 febbraio 2023
Peccato, nemmeno stavolta si riuscirà discutere di 41 bis, del carcere duro, legge di dubbia costituzionalità, dico io, e magari mi sbaglio. Ma le democrazie, quando si sentono minacciate, possono rinunciare temporaneamente alla Costituzione, e il 41 bis nacque per “casi eccezionali” e “gravi situazioni di emergenza”, e trovò ampia applicazione dopo il massacro di Falcone e Borsellino e le bombe della mafia.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Riformista, 4 febbraio 2023
Vietata la musica. Vietato leggere. Vietato dare una carezza ai familiari, da incontrare dietro un vetro per un’ora al mese. Tutti ne parlano, ma nessuno spiega cos’è. E cosa c’entra con la “sicurezza”.
di Elisabetta Zamparutti
Il Riformista, 4 febbraio 2023
Chiamato così in onore del leader sudafricano che ha trascorso in carcere 27 anni della propria vita, sancisce. Oltre i 15 giorni l’isolamento è da considerare una punizione disumana: in Italia c’è chi lo subisce ininterrottamente da 30 anni.
di Alfonso Bianchi
europa.today.it, 4 febbraio 2023
In diversi Paesi dell’Unione esistono regimi carcerari speciali per i detenuti ritenuti più pericolosi, principalmente rivolti ai terroristi, ma il nostro resta il più rigido e quello da cui è più difficile uscire. Il caso di Alfredo Cospito, l’anarchico mandato al 41 bis, ha riacceso il dibattito in Italia sull’opportunità di questa forma estrema di detenzione che per molti è equiparabile alla tortura. Isolare una persona quasi completamente dagli altri detenuti e privarla della socialità, controllarla nei casi più gravi giorno e notte anche in cella con una videosorveglianza continua, allontanarla dai luoghi in cui vive la sua famiglia, rendendo difficile il mantenimento dei rapporti personali e controllare le conversazioni che ha con i suoi cari è davvero necessario per la sicurezza della società? Ed è umanamente accettabile?
di Gian Carlo Caselli
Corriere della Sera, 4 febbraio 2023
Se l’idea fosse condivisa si dovrebbe aggiornare la normativa. E l’eventuale revoca per Cospito non suonerebbe come provvedimento ad personam. Il caso Cospito è come un prisma a più facce. C’è innanzitutto l’aspetto personale, legato al rischio per la salute e la vita del singolo soggetto (valori, non occorre dirlo, da tutelare al massimo possibile). Poi c’è l’effetto catalizzatore, ossia la capacità di portare l’attenzione dell’opinione pubblica su temi di carattere generale, come la situazione carceraria e il 41 bis.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 4 febbraio 2023
Visita della senatrice Ilaria Cucchi al detenuto nel carcere milanese L’anarchico scrive al Dap: anche se incosciente niente nutrizione. Alfredo Cospito non ha alcuna intenzione di interrompere il suo sciopero della fame che va avanti da 107 giorni.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 febbraio 2023
Il Dap ha ricevuto e protocollato le dat firmate dall’anarchico in sciopero della fame? Ricevere una risposta significa avere la certezza che le volontà di Cospito vengano rispettate qualora non fosse più in grado di esprimersi.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 4 febbraio 2023
Meloni la racconta a metà, per cui la raccontiamo per intero noi: prima di essere graziato da Cossiga, fu ripetutamente condannato per renitenza alla leva. E così una legge senza senso venne dichiarata incostituzionale. “Nel 1991 lo Stato lo ha graziato ed è andato a sparare a della gente”, ha detto ieri la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parlando di Alfredo Cospito, l’anarchico in sciopero della fame da 106 giorni, contro il 41 bis.











