di Fulvio Vassallo Paleologo
Il Manifesto, 17 giugno 2023
I fallimenti delle politiche migratorie si nascondono dietro gli slogan di capi di governo e di ministri, dalla caccia agli scafisti su scala globale fino alla solidarietà europea che si traduce nelle politiche di respingimento verso i paesi di transito, vere e proprie deportazioni.
di Sarita Fratini
Il Manifesto, 17 giugno 2023
Ci si chiede spesso quanto guadagnino gli scafisti per ogni viaggio organizzato, per ogni maledetto gommone sgonfio o barca fatiscente stipata all’inverosimile di essere umani disperati a cui danno l’addio nella notte africana, dopo averla messa in mare e indirizzata verso l’Europa.
di Emanuele Bonini
La Stampa, 17 giugno 2023
L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda), nel suo ultimo rapporto, denuncia una situazione complessa. Eroina, cocaina, ma pure prodotti sintetici di nuova generazione dagli effetti per la saluta ancora tutti da verificare. L’Unione europea continua a essere “dopata” di sostanze stupefacenti e sommersa di droghe. Un mercato sempre più fiorente, che non sembra arrestarsi e che anche tende ad allargarsi sempre più a macchia d’olio sulla scia di una corruzione crescente di chi dovrebbe smascherare i traffici illeciti e nuove modalità di consegna. L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda), nel suo ultimo rapporto, denuncia una situazione sempre più complessa. Segnali incoraggianti ci sono, come i sequestri record, che però non sembrano sufficienti a controbilanciare gli altri aspetti di un fenomeno che desta nuove e maggiori preoccupazioni. Perché “i sequestri storicamente elevati di cocaina sono un indicatore della sua diffusa disponibilità e sollevano preoccupazioni sul fatto che ciò potrebbe potenzialmente contribuire all’aumento dei livelli di consumo e dei danni associati”.
di Anna Lisa Antonucci
L’Osservatore Romano, 16 giugno 2023
Sette anni di raccomandazioni e sollecitazioni alle Istituzioni deputate non sembrano aver cambiato di molto lo stato delle carceri in Italia. Per questo, alla fine del suo mandato, il Garante nazionale per le persone private della libertà, Mauro Palma, ribadisce quello che rappresenta il problema dei problemi della reclusione in Italia: troppo carcere.
di Alessia Guerrieri
Avvenire, 16 giugno 2023
Sovraffollamento, aumento dei suicidi e degli ospiti nelle Rems tra i principali nodi da affrontare. Il messaggio al Garante, in occasione della relazione al Parlamento. Sovraffollamento, l’aumento dei suicidi e delle detenzioni brevi. 632 i detenuti nelle Rems. Palma: servono riforme strutturali.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 giugno 2023
Il carcere, i centri per migranti, le caserme, le strutture per anziani e altre persone vulnerabili: sono questi i luoghi sotto la supervisione del Garante Nazionale delle persone private della libertà. Tuttavia, il presidente Mauro Palma ha tenuto a sottolineare che questo mandato è soprattutto “l’evidenziazione delle tante voci che per molteplici ragioni non raggiungono la collettività esterna provenendo da luoghi a essa poco visibili e spesso da essa non visti”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 16 giugno 2023
Il discorso di fine mandato alla Camera di Mauro Palma, presidente dell’Autorità di garanzia per le persone private della libertà. “Contro la tortura, nel 1999 ci fu una proposta di Berlusconi e 104 suoi parlamentari”. Sulla legge contro la tortura - “una norma di civiltà da difendere proprio in nome della professionalità” delle forze dell’ordine - e sulla cultura dei diritti non si torna indietro; è necessario raddrizzare quel “discorso pubblico sbilanciato sul versante populista e applicato all’ambito penale che ha portato in anni recenti all’estensione dell’area del controllo penale, pur in presenza della riduzione del numero dei reati più gravi”; “è tempo di aprire un chiaro confronto sul regime speciale” 41bis; “stupore e dissenso” rispetto “a qualche minoritaria proposta volta a diminuire quello slancio inclusivo proprio della Carta costituzionale verso il tendenziale positivo reintegro sociale di ogni persona, anche di chi ha gravemente sbagliato”. Sono solo alcuni dei passaggi del brillante discorso con il quale Mauro Palma ha presentato nella sala della Regina a Montecitorio (unica autorità di garanzia al lavoro alla Camera, ieri) la sua settima e ultima Relazione al Parlamento come presidente dell’ufficio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, a conclusione del suo mandato.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 16 giugno 2023
Parla Daniela De Robert, numero due del Collegio del Garante dei diritti delle persone private di libertà personale: “Le camere di sicurezza sono luoghi oscuri. Ma l’Arma ci ha chiesto aiuto”.
orizzontescuola.it, 16 giugno 2023
Durante la presentazione della Relazione annuale alla Camera dei Deputati, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Mauro Palma, ha sollevato una questione critica riguardante l’istruzione nelle carceri italiane. Ha sottolineato la preoccupante realtà di quasi 5.000 detenuti che non hanno completato l’obbligo scolastico, tra cui 845 persone analfabete e altre 577 che non hanno concluso la scuola primaria. Questi dati allarmanti richiedono una maggiore attenzione e un impegno specifico da parte del Parlamento per garantire l’accesso all’istruzione in ambito penitenziario.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 16 giugno 2023
I distinguo della corrente di destra e il ruolo di Mantovano. Nordio è espressione di un governo che ha nel suo programma alcune delle riforme tentate e fallite da Berlusconi. Carlo Nordio non è il primo magistrato entrato in via Arenula come ministro. Nel 1995, nel 2008 e nel 2011 ci furono le (brevi) parentesi di Filippo Mancuso, Luigi Scotti e Francesco Nitto Palma; ciascuno per pochi mesi, non ebbero rapporti sempre sereni con gli ex colleghi. Soprattutto Mancuso, che coltivò le ostilità con il pool milanese di Mani pulite aperte dal primo governo Berlusconi. L’esperienza di Nordio è destinata a durare più a lungo, ma le relazioni con le toghe si annunciano ugualmente agitate. Sebbene i tempi siano cambiati e la magistratura (perlomeno quella raccolta nelle correnti e rappresentata dall’Associazione nazionale magistrati) sembri meno compatta nella contrapposizione al potere politico.









