di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 20 giugno 2023
L’elenco dei magistrati, tutti pubblici ministeri, che si stanno stracciando le vesti in questi giorni contro le riforme volute dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, si è arricchito ieri di due nomi eccellenti: il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo e l’ex procuratore facente funzioni di Genova Francesco Pinto. Entrambi di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe, hanno deciso di schierarsi apertamente a favore del mantenimento del reato di abuso di ufficio e contro le modifiche restrittive che Nordio intende introdurre nella fattispecie del traffico di influenze illecite. Solitamente molto riservati, il primo con una intervista pubblicata dal Domani, il secondo invece dal Fatto Quotidiano, hanno stroncato senza appello le modifiche del Guardasigilli. Le argomentazioni di Ielo, che coordina un pool di dodici magistrati che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione dal lontano 2016, sono apparse contraddittorie. Ad iniziare dall’incipit dell’intervista: “L’abuso d’ufficio funziona, cancellarlo è un errore, darà il via libera ai faccendieri”.
di Danilo Paolini
Avvenire, 20 giugno 2023
Non è un buon medico quello che, al cospetto di un malato grave, rischia di intervenire con decisione tale da comprometterne ulteriormente le condizioni. E non lo è, parimenti, quel medico che pretende di curare il paziente solo con placebo e rassicurazioni. Figuriamoci, poi, se i due medici in questione si mettono a litigare al capezzale del malcapitato. È ciò che accade da più di 30 anni davanti a quel grande malato che è la giustizia italiana.
di Giorgio Gori*
Il Foglio, 20 giugno 2023
Vorrei parlare di giustizia. Non solo dell’abuso d’ufficio, di cui pure dirò. Partendo da una ricorrenza evocativa. Quarant’anni fa, in questi giorni, Enzo Tortora veniva arrestato e precipitava nell’incubo che ha rovinato la sua vita e quella della sua famiglia. Conoscete la vicenda. Uno degli uomini più popolari d’Italia si trovò trasformato in un mostro, accusato da due camorristi di essere un sodale di Raffaele Cutulo, un trafficante di droga e di armi. Era totalmente innocente, ma questo non gli risparmiò sette mesi di carcere, più di un anno ai domiciliari, una condanna di primo grado a dieci anni di reclusione, e il massacro operato “ con pochissime eccezioni “ da tutti i mezzi di informazione. La storia di Tortora colpisce, ma non è certo la sola. Penso a quella di Giuseppe Gulotta, condannato all’ergastolo e detenuto per 22 anni prima di essere scagionato. E ad altre ancora.
di Marianna Rizzini
Il Foglio, 20 giugno 2023
“La paralisi delle amministrazioni blocca interventi urgenti su sanità, scuola e politiche del lavoro, andando a colpire le fasce più deboli”, ci dice il primo cittadino di centrosinistra. “I sindaci lo chiedevano da molti anni, come peraltro è stato ribadito nel corso dell’ultima assemblea Anci”, dice Michele Guerra, sindaco “civico” di Parma, eletto nel giugno del 2022 alla testa di una coalizione larga di centrosinistra (dalla sinistra al Pd a Italia Viva), alludendo all’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio sul reato di abuso d’ufficio, con cancellazione prevista nel disegno di legge approvato qualche giorno fa dal Consiglio dei ministri.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 giugno 2023
L’anarchico al 41bis potrebbe ottenere uno sconto di pena dopo l’apertura della Consulta. Il procuratore: “Non merita nulla”. È stata aggiornata al prossimo 26 giugno l’udienza del processo che vede imputati Alfredo Cospito e la sua ex compagna Anna Beniamino per il ricalcolo della pena per l’attentato alla scuola allievi carabinieri di Fossano, nel cuneese, avvenuto del 2006. Le esplosioni avvennero in orario notturno, e come sottolineato dalla difesa “non fu utilizzato materiale esplosivo ad alto potenziale” e il gesto “non solo non ha causato alcun morto, ma neppure alcun ferito”. Il giudice ha aggiornato a lunedì prossimo giorno in cui è prevista la sentenza.
di Simona Lorenzetti
Corriere della Sera, 20 giugno 2023
La richiesta dei magistrati per l’anarchico accusato dell’attentato alla scuola carabinieri di Fossano. “Si voleva uccidere. E si voleva uccidere molto più di un carabiniere. Non si è trattato di 4 o 5 buchetti sul muro”. La pianificazione e l’esecuzione dell’attentato alla scuola allievi carabinieri di Fossano sono, per la Procura generale di Torino, la rappresentazione plastica di quella “strage politica” di cui sono accusati gli anarchici Alfredo Cospito e Anna Beniamino. Il 6 giugno 2006 davanti alla caserma deflagrarono due ordigni artigianali, simili a quelli “usati in Medioriente” e secondo un “meccanismo in crescendo”: il primo meno impattante a fare da esca, il secondo “rafforzato” carico di bulloni per colpire. Il caso decise che non vi fossero vittime. “L’imputato non era in grado di intervenire e bloccare l’operazione, una volta azionata la miccia non si tornava indietro”, ricordano il procuratore generale Francesco Saluzzo e il sostituto Paolo Scafi. Che al termine delle due ore di requisitoria ribadiscono la richiesta di condanna all’ergastolo (con isolamento diurno per 12 mesi) per Cospito e a 27 anni e un mese di reclusione per Anna Beniamino.
di Frank Cimini
L’Unità, 20 giugno 2023
La Corte costituzionale aveva aperto alla possibilità di concedere le attenuanti, ma il Pg di Torino non molla. La sentenza slitta al 26. L’anarchico in aula: “Mia vicenda usata come una clava dal governo”. Alla ripresa del processo a carico dell’anarchico Alfredo Cospito il procuratore generale di Torino Piero Saluzzo fa l’irriducibile. Se ne frega ampiamente della decisione della Corte Costituzionale sulla possibilità di concedere le attenuanti e ribadisce la richiesta di ergastolo. “Cospito non merita sconti. L’attentato di Fossano non ebbe l’effetto voluto che era di colpire un numero indeterminato di carabinieri, ma fu solo per un caso. Cospito non merita nulla”.
di Carmine Di Niro
L’Unità, 20 giugno 2023
Si riapre oggi il processo nei confronti di Alfredo Cospito, l’anarchico che attende il verdetto dei giudici sull’attentato alla caserma dei Carabinieri di Fossano (Cuneo) del 2006, quando Cospito e la sua compagna Anna Beniamino piazzarono due ordigni a basso potenziale nei pressi della struttura nella notte tra il 2 e il 3 giugno, esplosioni che non causarono vittime o feriti.
anconatoday.it, 20 giugno 2023
Il Garante Giancarlo Giulianelli fa il punto della situazione con i rappresentanti delle associazioni di volontariato che operano negli istituti penitenziari marchigiani. “Realtà insostituibile” come la definisce “che opera con dedizione sopperendo in molti casi alle numerose criticità che gravano sull’intero sistema”.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 20 giugno 2023
L’aggressore era in attesa di essere trasferito presso una struttura Rems. Fra i due non c’erano mai stati problemi. Tragedia nel carcere di Velletri. Un detenuto è stato ucciso dal compagno di cella con problemi psichiatrici sembra al culmine di una lite per motivi tuttora da chiarire. Gli agenti della polizia penitenziaria sono subito accorsi, nella giornata di lunedì scorso, ma la vittima era già deceduta. Sulle indagini c’è il massimo riserbo. La notizia di quanto accaduto dietro le sbarre è stata resa nota dai sindacati della Penitenziaria.
- Napoli. Clochard picchiato a morte da due persone. Al vaglio le telecamere della zona
- Torino. I detenuti diventano operatori ecologici: aiuteranno a pulire la città
- Padova. Dalla musica in carcere nasce la mostra dei detenuti-artisti
- Livorno. “Racconti dal Carcere”, il libro a fumetti fatto dai detenuti
- Figli di coppie gay, la procura di Padova impugna 33 atti registrati dal 2017 ad oggi









