di Giuliano Foschini, Fabio Tonacci
La Repubblica, 7 febbraio 2023
Esclusivo: la relazione di servizio della Polizia penitenziaria inviata a Nordio e finita nella disponibilità di Donzelli. Il detenuto: “Mi hanno messo al 41 bis per la mia ideologia. La Fai non è mafiosa e io non sono il capo”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 febbraio 2023
Quattro le proposte di legge: per il sindacato delle toghe il rischio è quello di finire sotto il controllo della politica. Migliucci, già presidente dell’Ucpi: “Mantra privo di significato”. Una sola e grande preoccupazione è emersa dal Comitato direttivo centrale dell’Anm che si è tenuto nel fine settimana: la separazione delle carriere, oggetto di una corposa mozione. Come è noto, in Commissione Affari Costituzionali alla Camera sono state incardinate il 2 febbraio quattro proposte di legge in materia. Relatore Nazario Pagano. La prima ad essere depositata è quella di Enrico Costa (Azione), la seconda quella di Roberto Giachetti (IV), la terza di Antonino Calderone (FI), la quarta di Jacopo Morrone (Lega). Tre di esse, tranne quella di Fi, riprendono il testo di una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare presentata nella scorsa legislatura e promossa dall’Unione delle Camere Penali. Il 13 febbraio scade il termine per i gruppi parlamentari per indicare chi vogliono far udire sul tema. L’Ucpi annuncia una conferenza stampa forse per il 14, ma il presidente Gian Domenico Caiazza ci dice: “Abbiamo intenzione di organizzare una mobilitazione nazionale nei prossimi mesi”. Nella conferenza stampa di fine anno Meloni disse: “Nei prossimi mesi lavoreremo per mettere a punto la riforma della giustizia secondo capisaldi che sono quelli storici del centrodestra, penso alla separazione delle carriere”. E così sembra la direzione presa dalla via parlamentare. Mentre da via Arenula trapela che per ora le priorità sono l’efficienza degli uffici giudiziari e il conseguimento degli obiettivi del Pnrr.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 7 febbraio 2023
Archivio storico della Fai. Mollicone ha chiesto di verificarne il contenuto. Chi ha paura della biblioteca degli anarchici? Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera in quota FdI, vede del marcio a Imola, dove ha sede l’Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana: “Arriva fino ai giorni nostri, con tutta la campagna a favore di Cospito, contro il 41 bis e contro lo Stato. Chiederò una verifica sui contenuti al ministro Piantedosi per valutare se ci sono testi inneggianti all’omicidio o al terrorismo”, ha detto qualche giorno fa in tv.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 febbraio 2023
“Dopo tre anni e due mesi di privazione della libertà personale, con la umiliazione feroce addirittura del carcere di Badu e Carros per molti mesi, e la distruzione di una intera vita pubblica e privata costellata di successi, riconoscimenti e responsabilità anche politiche, il Tribunale del Riesame di Catanzaro riconosce finalmente la insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza che avevano fino ad oggi legittimato l’accusa a carico dell’avvocato Giancarlo Pittelli, per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa”: così l’avvocato Gian Domenico Caiazza ha annunciato la revoca della misura cautelare per l’ex parlamentare di Forza Italia, imputato nel processo ‘Rinascita Scott’ per concorso esterno in associazione mafiosa ed altri reati.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 febbraio 2023
Al vaglio il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte potrebbe allargare il varco aperto nel 2019 o ritenere sufficienti le modifiche.
di Nello Trocchia
Il Domani, 7 febbraio 2023
Gabriella Stramaccioni ha condotto la battaglia su vitto e sopravvitto ed è molto apprezzata da associazioni e attivisti. Potrebbe essere sostituita ma il Pd smentisce: “Nessun spartizione”. Nei giorni scorsi i finanzieri sono entrati nel carcere di Rebibbia per sequestrare documenti inerenti il grande affare del vitto e del sopravvitto, il cibo che viene consegnato ai detenuti e quello che i reclusi possono acquistare.
di Mauro Peverelli
La Provincia di Como, 7 febbraio 2023
“Il carcere di Como è uno dei peggiori dal punto di vista architettonico. È afflittivo. Noi non siamo dei visionari, questo di cui stiamo parlando è un progetto che va portato avanti”. A parlare ad una platea mista di detenuti, agenti, giornalisti con la presenza del vicesindaco di Como Nicoletta Ropertoe di Enrico Lironi del Cda di Fondazione Cariplo, è l’architetto Cesare Burdese. Il tema sul tavolo è affascinante, quello di una sistemazione radicale del Bassone, sia in termini di spazi interni sia di opere murarie. L’occasione è stata l’incontro di ieri all’interno del penitenziario per presentare il progetto “Ri-Co-Struire” finanziato da Fondazione Cariplo con il coinvolgimento della Facoltà di Psicologia e del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano.
di Renato Vigna
Il Messaggero, 7 febbraio 2023
Belcolle, denuncia della Fns-Cisl: “Siamo stati per ore anche con detenuti del 41bis nel corridoio in mezzo agli altri pazienti sulle barelle”. Maurizio Orlandi, segretario generale della Fns-Cisl Viterbo, denuncia cosa sta accadendo da mesi all’interno del pronto soccorso di Belcolle.
cosenzachannel.it, 7 febbraio 2023
Parere favorevole del primo cittadino e dal presidente della commissione legalità Chiara Penna. Parte l’iter per istituire la nuova figura. Deposita alla presidenza del consiglio comunale nei giorni scorsi, la mozione per l’istituzione del Garante comunale per i diritti delle persone private della libertà personale nella città di Cosenza, di cui è prima firmataria il consigliere e presidente della commissione legalità, Chiara Penna. L’atto condiviso con il sindaco Franz Caruso, che ha accolto con entusiasmo la proposta proveniente in tal senso dalla Camera Penale “Fausto Gullo” di Cosenza, e con il Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Mazzuca, richiede l’adozione di un apposito regolamento che dovrà essere deliberato dall’assise cittadina.
di Michele Magno
Il Foglio, 7 febbraio 2023
Molta voglia di catene, poca di rieducare. Il primo regolamento carcerario dell’Italia unificata trattava i detenuti come soggetti passivi. Il racconto del carcere e del “carcere duro” dal Panopticon al Sessantotto.
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