di Francesca d’Aloja
Corriere della Sera, 8 febbraio 2023
Escluse da istruzione, lavoro, sport, e le passeggiate al parco senza accompagnatore sono proibite. Sono state allontanate anche dalle Ong. È difficile capire il livello di terrore che impedisce agli afghani di protestare. Come può rispondere la comunità internazionale?
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 febbraio 2023
Una valanga di bufale nel dibattito parlamentare sul 41 bis, a partire da come è nato, il suo scopo originario e del perché, di fatto, si è trasformato in tortura di Stato. L’aver varato il 41 bis è stata davvero una conquista di civiltà? La mafia corleonese è stata sconfitta grazie ad esso? Per Totò Riina era realmente il suo incubo peggiore visto che ha ordinato l’attentato di Via D’Amelio nel momento in cui c’era un Parlamento fortemente garantista tanto che solo a causa della strage, spinto dalla più che giustificata onda emotiva, ha deciso di accelerare l’iter, convertendo in legge il “decreto antimafia Martelli-Scotti” rimasto nel limbo dall’8 giugno 1992? Il 41 bis era una misura temporanea, oppure ordinaria?
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 7 febbraio 2023
Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte costituzionale, analizza luci ed ombre dell’applicazione pratica delle norme sul cosiddetto carcere duro. Un regime speciale che riguarda oggi in Italia 728 detenuti.
di Paolo Becchi
Il Riformista, 7 febbraio 2023
Il ministro ha il potere di alleviare le misure afflittive. Le stringenti regole della detenzione speciale non si applicano a pacchetto: sia il magistrato sia il titolare di via Arenula possono ad esempio concedere all’anarchico più colloqui con i familiari o la possibilità di leggere e studiare, per fare degli esempi.
di Armando Spataro
La Stampa, 7 febbraio 2023
Ormai da varie settimane il caso del detenuto Alfredo Cospito sembra diventato il cuore del dibattito politico (e non solo). Cospito rifiuta di nutrirsi perché sottoposto al regime penitenziario del “41 bis” di cui chiede la revoca per sé e per tutti coloro (circa 740) che si trovano in identica situazione. La sua vita è a rischio, tanto che a sostegno della revoca sono scesi in campo intellettuali di diversa estrazione, ma anche gruppi terroristici in Italia ed in altre nazioni europee con azioni intimidatorie.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 7 febbraio 2023
Impietosi i sondaggi sul tema: gli elettori di tutti i partiti vogliono il carcere duro. Nessun leader italiano oserebbe oggi criticare il 41 bis perché equivarrebbe a un suicidio politico. Questo vale per tutti: sei di destra, di centro, di sinistra poco importa davvero, a sostenere carcere duro ed ergastolo ostativo c’è un coro compatto e trasversale.
di Frank Cimini
Il Riformista, 7 febbraio 2023
Da martedì scorso il medico di fiducia indicato dalla difesa di Alfredo Cospito attende di ottenere l’autorizzazione per recarsi nel supercarcere di Opera a visitare l’anarchico in sciopero della fame dal 20 ottobre scorso. Si tratta di tempi un po’ lunghi (eufemismo) per una persona nelle sue condizioni di salute, anche se almeno per il momento non ci sarebbe il rischio di un trasferimento in ospedale, cioè nel padiglione per detenuti del San Paolo. Le condizioni di salute vengono definite “stabili e non allarmanti” in riferimento all’anarchico che continua a rifiutare gli integratori assumendo soltanto acqua, sale e zucchero.
di Cesare Giuzzi
Corriere della Sera, 7 febbraio 2023
Pronti scorta e reparto ospedaliero in caso di trasferimento. I sanitari: “Benché il paziente sia sottopeso dopo un forte e rapido dimagrimento, i parametri restano all’interno dei limiti”. La “scorta” è pronta a partire ventiquattro ore su ventiquattro. La “bonifica” del percorso affidata pochi minuti prima a polizia o carabinieri. E poi due auto della penitenziaria e un’ambulanza del 118 che lasciano il carcere di Opera diretti verso l’ospedale San Paolo.
di Liana Milella
La Repubblica, 7 febbraio 2023
Il 12 scade l’istanza di Flavio Rossi Albertini, che dice: “Se Nordio attende la pronuncia della Cassazione fissata per il 24 febbraio, Cospito morirà, lo sanno tutti”. “Grave che sia ancora senza il medico personale”.
di Gian Carlo Caselli
micromega.net, 7 febbraio 2023
Se uniamo i punti del caso Cospito come avviene nelle riviste di enigmistica, nel fronte Pd emergono smagliature non banali e nella maggioranza di governo emerge l’uso spregiudicato di atti riservati per attaccare gli avversari politici a colpi di manganello o machete, col sostegno dell’informazione amica. Fissiamo alcuni punti che ruotano intorno al “caso Cospito”.
- La protesta di Cospito contro il 41bis e l’ergastolo ostativo riflette la storia violenta del carcere
- Quei malati psichiatrici due volte vittime dell’inferno del carcere
- Le opposizioni unite assediano la giustizia. Meloni (per ora) fa scudo
- Salvini e Berlusconi con la premier: il 41 bis non si tocca
- Cospito, da tre giorni Nordio non risponde sull’accesso agli atti











