di Carlo Galli
La Repubblica, 9 febbraio 2023
Difenderla e accettare il peso del nostro passato è la nostra sfida. D’accordo. Benigni non è un costituzionalista, ma un attore. Sanremo è un festival di canzonette e non è un’aula universitaria né una delle Camere. La politica non è (soltanto) uno spettacolo ma è (o dovrebbe essere) un affare serio. Eppure, non è stata una sgrammaticatura, un imbarazzante passo falso, quella “lezione” sulla Costituzione che è andata in onda martedì sera. Ha avuto un senso. E non soltanto perché in sala era presente - sia pure in forma privata - il Capo dello Stato, che della Costituzione è il custode. Ma perché quello che Benigni, a modo suo, con i suoi mezzi espressivi, ha comunicato è un concetto vero, che ha a che fare con un problema vero, con un bisogno reale. Con l’esigenza della “Costituzione vivente”, cioè di una Costituzione che sia sentita e interpretata come il filo conduttore dell’esistenza di un popolo; e, per converso, con l’esigenza che questa esistenza sia “costituzionale”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 9 febbraio 2023
Si autodenunceranno oggi a Bologna, per l’aiuto fornito, Virginia Fiume, Felicetta Maltese e Marco Cappato. Non ancora dipendente da sostegni vitali, non poteva ricevere assistenza in Italia. La scelta di Paola R., bolognese di 89 anni affetta da una grave forma di Parkinson, che si è fatta accompagnare da due volontarie dell’associazione Soccorso civile in una clinica svizzera dove ieri è morta suicida, “è maturata nel tempo”, come ha spiegato l’anziana signora in una nota lasciata all’associazione Luca Coscioni. La malattia è stata spietata con lei, ma Paola non era “tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale”, requisito richiesto dalla sentenza della Corte costituzionale 242/2019, emessa sul caso Cappato/Dj Fabo, per poter avere accesso al suicidio assistito in Italia. Finora, il primo e unico caso è stato quello di Federico Carboni, alias “Mario, il 44enne di Senigallia morto nella propria casa, vicino ai propri affetti, come avrebbe voluto anche Paola R.. Altri due pazienti, Stefano Gheller in Veneto e “Antonio” nelle Marche hanno ricevuto il semaforo verde e sono liberi di procedere quando decideranno che è arrivato il loro momento.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 9 febbraio 2023
Rinchiuso nell’ottobre del 2022 in un istituto di pena vicino a Cannes, il 18 gennaio è stata data notizia della sua scomparsa. Le autorità dicono si tratti di suicidio. Ma in questa vicenda ci sono diversi aspetti poco chiari. A pochi chilometri da Cannes, in Francia, si trova il carcere di Grasse. Qui, fino a due mesi fa, era detenuto Daniel Radosavljevic, un cittadino italiano di 20 anni residente a Rho, in provincia di Milano. Nell’ottobre del 2022 Daniel è stato arrestato dalla gendarmeria francese per non aver rispettato l’alt a un posto di blocco.
di Claudio Tito
La Repubblica, 9 febbraio 2023
Al Consiglio europeo è iscritta all’ordine del giorno la possibilità di realizzare barriere. Ma Tajani frena: “Serve intervenire in Africa”. Palazzo Chigi avrebbe contrattato la possibilità di azioni militari congiunte. Costruire muri per fermare i migranti, con i soldi dell’Unione europea. Su quello che sembrava un tabù infrangibile, si apre una prima ma molto larga crepa. Oggi, sarà il Consiglio europeo a discuterne formalmente la possibilità. Il via libera all’inserimento nell’ordine del giorno della riunione straordinaria è arrivato ieri dall’incontro degli ambasciatori che preparano i lavori del summit.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 9 febbraio 2023
In Occidente, dalla Rivoluzione Francese in poi, cittadini sono tutti coloro che abitano su un territorio; nelle autocrazie i sudditi meritevoli di soccorso sono solo quelli che fanno parte della gens del capo, o gli sono fedeli. E così è in Siria.
Ristretti Orizzonti, 20 febbraio 2023
Lettera aperta ai direttori penitenziari
e, per conoscenza, al Capo DAP, dottor Giovanni Russo e al Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento, dottor Gianfranco De Gesu.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 febbraio 2023
Non si arresta la tragica scia dei reclusi che si tolgono la vita in carcere. “Abbiamo bisogno di interventi profondi e urgenti di riforma”, chiede l’associazione Antigone al governo e Parlamento.
di Luca Cereda
vita.it, 8 febbraio 2023
“Occorre fare rete tra il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, il mondo del Terzo settore che è la realtà più attiva in carcere nell’ambito del lavoro e le aziende. Come Cnel vogliamo creare un tavolo di aumentare il numero di detenuti che lavorano in carcere”, dice il consigliere di Cnel, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, Gian Paolo Gualaccini.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 8 febbraio 2023
60 associazioni e 150 tra artisti e intellettuali promuovono un appello per l’abolizione dei due istituti. È stata presentata ieri nella capitale “Morire di pena”, piattaforma nata due settimane fa a Napoli per sostenere l’abrogazione di 41 bis ed ergastolo. 60 associazioni e 150 tra artisti e intellettuali hanno firmato un appello per il superamento dei due istituti inserendosi nel dibattito sul carcere aperto dallo sciopero della fame del detenuto anarchico Alfredo Cospito.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 8 febbraio 2023
Più ci si avvicina alle date in cui si dovrà decidere sul carcere duro a Cospito, più l’unica cosa evidente è che per destra e sinistra non è importante migliorare uno strumento utile ma usato come arma di tortura (vero antimafia?).
- Da Cospito a Messina Denaro: il paradosso di un 41 bis che sfugge al suo scopo
- Quando carcere duro ed ergastolo ostativo facevano inorridire la sinistra italiana
- “Non bastò l’uccisione di Falcone per riuscire a far approvare il 41 bis. Fu necessario anche l’assassinio di Borsellino”
- La clessidra sottosopra del 41 bis. Sempre dalla parte del potere
- Stefano Anastasìa, Garante dei detenuti del Lazio: “Una riforma del 41 bis non è tabù”











