di Francesco Grignetti
La Stampa, 9 febbraio 2023
Il 12 scade il termine per il ministro per scegliere sul 41 bis all’anarchico. La via d’uscita della Superprocura: si potrebbe tornare all’Alta sicurezza. Il caso Alfredo Cospito è sempre lì, impossibile da aggirare per il governo. Non tanto perché ci sono diverse università in ebollizione - ieri sono state occupate l’Orientale di Napoli e la Statale di Milano - ma perché lo sciopero della fame dell’anarchico contro il 41 bis nelle carceri va avanti ad oltranza. Sono quasi 110 giorni di digiuno, aggravati nell’ultima settimana, da quando Cospito non assume più integratori, e va avanti solo ad acqua e zucchero.
di Guido Salvini*
Il Foglio, 9 febbraio 2023
Spezzare i circoli viziosi spostando l’anarchico in un altro regime carcerario ad alta sicurezza: l’AS2. L’analisi del magistrato della procura di Milano. Per trovare una via d’uscita ragionevole dal caso di Alfredo Cospito, che riempie da settimane lo spazio sui giornali e ha causato uno scontro politico ai livelli più alti, una via d’uscita senza danni innanzitutto per la sua vita e nello stesso tempo per la credibilità delle istituzioni e della giustizia, bisogna innanzitutto comprendere il mondo di cui fa parte e che si muove intorno a lui, non solo in Italia.
di Filoreto D’Agostino
Il Fatto Quotidiano, 9 febbraio 2023
Il caso Cospito è segnato sia da attentati e proteste dei fiancheggiatori sia dal dibattito sul 41-bis, evolutosi in Parlamento, sul modello teatrale, con toni degni delle opere di Harold Pinter e Yasmina Reza, nelle quali si passa da relazioni apparentemente tranquille ad aspre contese. Lo scontro deriva dal pellegrinaggio sardo del 12 gennaio (sei giorni dopo quello dei re magi) di quattro parlamentari democratici non per onorare Sant’Efisio, ma per incontrare Cospito.
di Errico Novi
Il Dubbio, 9 febbraio 2023
L’azzurro Pittalis: “A breve la nostra proposta per eliminare gli arresti basati sulla reiterazione, bene l’ipotesi del viceministro di FdI”. E si muove pure Costa. “Garantisti al massimo finché la persona è sotto processo, rigorosi al massimo nella certezza della pena”: pochi sanno tradurre in forma concreta la controversa massima di Fratelli d’Italia.
di Gianfranco Ragona
Il Manifesto, 9 febbraio 2023
In questi giorni la comunicazione e la politica si sono lanciate sul “caso Cospito” con una enorme foga, pari soltanto alla generale approssimazione. Si dimentica che al centro di tutto c’è la vita di un essere umano, un anarchico, cui è stato applicato il 41 bis in maniera molto discutibile, se si guarda ai fatti noti.
di Francesco Marone*
Il Domani, 9 febbraio 2023
La minaccia mai davvero sopita dell’anarco-insurrezionalismo si muove con una strategia decentralizzata. La descrizione del network “informale” senza coordinamento potrebbe non corrispondere alla realtà dei fatti. Prima che Cospito finisse al centro del dibattito, molte “azioni dirette” erano già state compiute “in solidarietà rivoluzionaria con i compagni imprigionati”.
di Mario Campanella
Il Secolo d’Italia, 9 febbraio 2023
Nei giorni scorsi la Corte di Assise di Napoli ha disposto la perizia psichiatrica in carcere per la signora Adalgisa Gamba, rea di avere ucciso nel gennaio del 2022 il figlioletto di due anni, a Torre del Greco, per il timore che potesse essere autistico. La decisione della Corte, fortemente avversata da pubblica accusa e parte civile, si basava su una perizia di parte e su una valutazione dei medici del carcere che avrebbero evidenziato un disturbo psicotico alla signora.
di Simona Musco
Il Dubbio, 9 febbraio 2023
“Provate voi a fare quattro passi per due tutti i giorni. Provate voi a pensare di iniziare una storia con una persona, senza avere paura di farle male. Provate voi a non sentirvi vuoti, a non pesare ogni parola che dite. Io ho passato 1.466 giorni da persona non libera. Ancora oggi, stanotte, mi sono svegliato due volte per farmi la doccia, perché sento l’odore del carcere addosso”.
di Andrea Pasqualetto
Corriere della Sera, 9 febbraio 2023
Trieste, Fausto Muccin, ex perito chimico, è uno degli undici nomi sotto indagine: “Temo la fine di Zornitta”. Un altro è Luigi Benedetti: “Uno choc, non so se darò il Dna”. L’avvocato Devetag: “Un mio cliente ha perso 5 chili”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 9 febbraio 2023
La Corte costituzionale ha deciso di non intervenire ancora una volta sul testo delle nuove norme riguardanti il carcere ostativo, inserite dal governo Meloni nel decreto Rave e trasformate in legge il 30 dicembre scorso. Ieri, infatti, dopo una breve camera di consiglio, i giudici costituzionalisti hanno rinviato al Tribunale di sorveglianza di Perugia e al Magistrato di sorveglianza di Avellino gli atti con i quali avevano sollevato il dubbio di costituzionalità sull’art.4 bis primo comma dell’ordinamento penitenziario (quello che contiene l’elenco dei reati in relazione ai quali possono essere concessi i benefici e le misure alternative) “nella parte in cui, in caso di condanna per delitti diversi da quelli di contesto mafioso, ma pur sempre “ostativi”, non consente al detenuto che non abbia utilmente collaborato con la giustizia di essere ammesso alle misure alternative alla detenzione”.
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