di Errico Novi
Il Dubbio, 10 febbraio 2023
Secondo il ministro Nordio non regge la tesi, sostenuta dal legale del recluso, di un quadro cambiato, ma Palma ricorda: “Ha 55 anni, non mangia da 4 mesi”. Mancano i “presupposti giuridici”. E quindi paradossalmente Carlo Nordio respinge, con l’istanza di revoca del 41 bis per Alfredo Cospito, anche la contestazione più immediata: quella secondo cui il “no” sarebbe “politico”, ispirato alla logica della fermezza. E invece il ministro, si chiarisce in modo accurato da via Arenula, non poteva fare altro.
di Viola Giannoli
La Repubblica, 10 febbraio 2023
L’avvocato: “Non si fermerà certo ora, è pronto a morire”. La salute di Alfredo Cospito ha “l’equilibrio di un castello di carte”, racconta Mauro Palma, il Garante dei detenuti che mercoledì ha incontrato per qualche minuto il detenuto anarchico recluso nel carcere di Milano Opera. Dopo 113 giorni di sciopero della fame, ha perso 47 chili: ora ne pesa 71, erano 118 in partenza, il 20 ottobre scorso, sui suoi 194 centimetri d’altezza.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 10 febbraio 2023
Il rigetto dell’istanza presentata dall’avvocato di Cospito. Sebbene rifiuti la definizione di capo per i magistrati lo è nei fatti. “L’elemento di novità” sul quale il difensore di Alfredo Cospito aveva fondato la sua istanza non è rilevante ai fini della revoca del “carcere duro”. Così si sono espresse tutte le Procure interpellate, anche quelle che avevano aperto la strada a una diversa soluzione, e questo è divenuto uno dei motivi per cui il Guardasigilli Carlo Nordio ha respinto la richiesta dell’avvocato Flavio Rossi Albertini.
di Umberto De Giovannangeli
Il Riformista, 10 febbraio 2023
Il senatore dem: “Se il Guardasigilli ci avesse ascoltati un mese fa si sarebbero risparmiate tante inutili tensioni. La detenzione speciale va mantenuta, ma va applicata senza disumanità”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 febbraio 2023
Domenico Pulitanò, emerito di Diritto penale all’Università di Milano Bicocca: “Il 41 bis non dev’essere uno strumento afflittivo. Le restrizioni devono avere il senso di un controllo per evitare contatti pericolosi, non quello di peggiorare la qualità del trattamento carcerario. Non dovrebbero esserci restrizioni non finalizzate alla sicurezza. Chi si interessa dello stato di diritto dovrebbe concentrarsi su questo”.
di Giovanna Casadio
La Repubblica, 10 febbraio 2023
Lo scrittore, di fede anarchica, si dichiara “allibito” sia per la severità della pena che per le manifestazioni di piazza contro il 41 bis. “Cerchiamo una soluzione umana: se Nordio ha confermato il 41 bis per Cospito, intervenga chi sta più in alto, penso al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”. Paolo Cognetti, lo scrittore autore di “Le Otto montagne”, da anarchico si dichiara “allibito” sia per la severità della pena che per le manifestazioni di piazza contro il 41 bis. E dice: “I boss con Cospito non c’entrano niente”.
di Angela Stella
Il Riformista, 10 febbraio 2023
Il presidente dell’Unione Camere Penali: “Abbiamo consegnato a Nordio proposte concrete per una giustizia migliore. Ora apriamo un tavolo coi magistrati”. “Giusto processo, pena, prevenzione, prescrizione - Idee per una stagione di riforme liberali della giustizia penale”: è il titolo scelto dall’Unione delle Camere Penali Italiane per l’inaugurazione del loro anno giudiziario che si terrà oggi e domani a Ferrara. Ne parliamo con il presidente Gian Domenico Caiazza.
di Michele Serra
La Repubblica, 10 febbraio 2023
Un anno fa il caso degli arresti in Val Trebbia. La vulnerabilità degli enti locali di fronte alle procure. Un anno fa, il 10 di febbraio, una delle zone meno abitate del Nord Italia, l’alta Val Trebbia, è oggetto di una imponente operazione di polizia. Il quotidiano di Piacenza, la Libertà, scrive di “trecento carabinieri impegnati”, preceduti il giorno prima dal sorvolo di un paio di elicotteri per monitorare la zona, come quando si cercano latitanti o fuggiaschi. Tecnicamente: una grande retata.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 10 febbraio 2023
Le motivazioni della sentenza che in estate ha fermato l’azione giudiziaria contro gli 007: “Crimini efferati, ma le regole vanno rispettate”. Il sequestro, la tortura, e l’omicidio di Giulio Regeni sono crimini “efferati” e su questo non si discute. Ma anche nel peggiore dei delitti, non si può prescindere dal rispetto delle regole. E perciò, finché non si faranno le notifiche ai quattro imputati egiziani secondo il codice di procedura penale, il processo Regeni non può andare avanti. Non ci sono scorciatoie giudiziarie possibili.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 10 febbraio 2023
La Cassazione conferma la sospensione del processo al fine di acquisire gli elementi per poter procedere contro gli assenti. La Cassazione in questa fase del processo per l’omicidio di Giulio Regeni al Cairo non considera illegittima la decisione di sospendere il procedimento a carico degli imputati egiziani per poterli giudicare in assenza. Infatti, le nuove regole dell’assenza, che hanno mandato in soffitta quelle sulla contumacia, sono molto più cadenzate e stringenti: si può processare un assente solo se è “finto inconsapevole” e va quindi provato che si sia sottratto volontariamente al processo a suo carico di cui è palese che abbia avuto conoscenza.
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