di Maria Antonietta Calabrò
huffingtonpost.it, 12 febbraio 2023
Monsignor Álvarez è protagonista di un commovente video nel quale cantava un inno popolare mentre la polizia lo arrestava. Sono 222 i preti seminaristi e laici allontanati dal Nicaragua nei giorni scorsi. Un anno fa l’espulsione del nunzio apostolico: non accadeva dai tempi di Mao, in Cina.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 11 febbraio 2023
A maggio scorso Alfredo Cospito fu sottoposto al “41 bis” perché dalla prigione in cui era rinchiuso “istigava” gli anarco-insurrezionalisti in libertà a compiere nuovi attentati. Il “carcere duro” gli ha precluso questa possibilità, ma ora è lo sciopero della fame contro quel regime detentivo (portato avanti da oltre no giorni) a fomentare i suoi compagni.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 11 febbraio 2023
Per il ministro, il digiuno dell’anarchico non è nonviolento. E scrive al Comitato di Bioetica. L’avvocato Rossi: “Smetterà lo sciopero della fame solo se gli revocano il 41 bis”. L’”articolato provvedimento” con il quale il ministro Nordio giovedì ha rigettato la richiesta di revoca anticipata del 41 bis per l’anarchico Alfredo Cospito - documento reso noto ieri dall’avvocato difensore Flavio Rossi Albertini, in conferenza stampa alla Camera con il professor Luigi Manconi - rischia di trasformarsi in una toppa peggiore del buco che il silenzio/diniego del Guardasigilli avrebbe lasciato se non avesse risposto fino a domani, domenica 12.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2023
Se le condizioni precipiteranno il detenuto sarà sottoposto ad alimentazione forzata in ospedale: “Non si può far morire un uomo”. Il giorno dopo la conferma del 41-bis all’anarchico Alfredo Cospito da parte del ministro Carlo Nordio, l’avvocato Flavio Rossi Albertini si dice sicuro del peggio: “Ma è possibile che nel 2023 un anarchico in sciopero della fame possa morire in carcere? Io do quasi per scontato questo esito”, ha detto il legale, ricordando che in quasi quattro mesi “è dimagrito di 47 kg”.
di Viola Giannoli e Liana Milella
La Repubblica, 11 febbraio 2023
Gli appelli dell’anarchico, scrive il ministro, “al di là dell’assenza di un suo specifico mandato per ogni singola vicenda violenta e intimidatoria, non solo non vengono ignorati ma si sono trasformati in un’onda d’urto propagatasi sul territorio nazionale e all’estero”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 11 febbraio 2023
La denuncia dell’anarchico in sciopero della fame. Il suo avvocato: “Morirà”. Alfredo Cospito, a differenza del suo avvocato, non si era illuso. Pensava che gli avrebbero confermato il carcere duro e così è stato. Perciò ha accolto la notizia con aplomb britannico. “Grazie, me l’aspettavo”.
di Frank Cimini
Il Riformista, 11 febbraio 2023
Il ministro Carlo Nordio con un provvedimento articolato ha rigettato la richiesta di revoca dell’articolo 41bis presentata dall’avvocato difensore Flavio Rossi Albertini. Resta la speranza del ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 febbraio 2023
Nella vicenda di Alfredo Cospito si intrecciano almeno tre questioni distinte: la tutela della sua vita e della sua salute, la legittimità del provvedimento di applicazione del regime di 41bis e della sua perdurante attualità e la questione dello stesso regime del 41bis. Tutte questioni che meritano risposte adeguate nel merito e nei tempi, sulle quali la Conferenza dei Garanti delle persone detenute, nominati dalle regioni, dalle province e dai comuni, prende posizione in un documento ad hoc.
di Ezio Menzione
Il Dubbio, 11 febbraio 2023
Il caso Cospito non ha nulla a che fare col caso Ebru Timtik, si sente dire. Lui protesta contro un regime carcerario inumano, lei protestava contro un processo al di fuori di ogni legalità; lui ha accettato il processo, ma chiede modalità diverse di carcerazione, lei chiedeva che il processo farsa che l’aveva condannata venisse annullato; l’unico punto di contatto sarebbe lo sciopero della fame, con tutte le sue conseguenze, prevedibili per Cospito, già tragicamente consumate per Ebru.
di Giulia Merlo
Il Domani, 11 febbraio 2023
Nelle motivazioni del ministero, si legge che l’anarchico ha usato “il corpo come arma” e che la sua protesta ha provocato gli attacchi dei giorni scorsi. Per questo deve rimanere al carcere duro. Seguendo questo argomento, però, l’unico modo per far sì che Cospito interrompa ogni istigazione delle azioni violente all’esterno sarebbe appunto quello di revocargli il regime speciale. L’altra opzione, confermandogli il 41 bis, è quella che lui muoia.











